sabato 20 dicembre 2014

In Mondovisione: Real Madrid-Boca Juniors

Real Madrid-Boca Juniors 1-2 (Tokyo, 28 Novembre 2000, Finale Coppa Intercontinentale)

Real Madrid: Casillas, Jeremi, Hierro, Karanka, Roberto Carlos, Helguera, McManaman (Savio 66'), Makelelè (Morientes 76'), Figo, Guti, Raul. All. Del Bosque

Boca Juniors: Cordoba, Bermudez, Traverso, Ibarra, Matellan, Basualdo, Serna, Battaglia (92' Nico Burdisso), Riquelme, Palermo, Delgado (87' Barros Schelotto). All. Carlos Bianchi

Marcatori: Palermo 2', 5', Roberto Carlos 11'

Insediatosi sullo scranno presidenziale, lasciato libero dal predecessore Lorenzo Sanz, l'ambizioso e teatrale Florentino Perez assume finalmente le redini delle Merengues. Come promesso in sede di campagna elettorale, in dote arrivano i primi due galacticos: Figo, strappato a suon di pesetas agli acerrimi rivali del Barcellona e il granitico Makelelè, mediano tuttofare prelevato dal Celta Vigo. Niente rivoluzione invece in panchina, dove dall'anno prima siede Vicente Del Bosque, tecnico in grado di guidare la Casablanca verso l'ottava coppa dalla grandi orecchie della propria storia. Il trionfo di Parigi nel derby in salsa iberica con il Valencia, sarà però l'unico di quell'anno. Il campionato, iniziato con il conforto dei pronostici, terminerà con un poco lusinghiero quinto posto alle spalle di Deportivo La Coruna, Barcelona, Valencia e Zaragoza, mentre il cammino in Copa del Rey si spezzerà ineluttabilmente all'altezza delle semifinali, ostruito dai catalani dell'Espanyol. Per la stagione 2000/2001 dunque gli obiettivi sono due: far meglio in campionato e onorare l'impegno Intercontinentale, magari ritornando da Tokyo con il trofeo in valigia. I primi segnali però non sono positivi. Nel 2000 la FIFA decide di lanciare un edizione sperimentale del Mondiale per club, l'avveneristica e riammodernata formula della Coppa Intercontinentale, poi in vigore in via esclusiva a partire dal 2005. Il massimo organismo calcistico mondiale invita all'evento anche il Real Madrid, in qualità di campione Intercontinentale 1998.

Figo e Riquelme
 Si gioca in Brasile e i ragazzi di Del Bosque superano senza problemi il primo ostacolo basso posto dai sauditi dell'Al Nassr. Segue un pareggio nella seconda gara con il Corinthians, quindi ariva la vittoria più sudata delle aspettative con i marocchini del Raja Casablanca. Sette punti il Real Madrid, sette lunghezze anche il Corinthians, interviene la differenza reti e proietta i brasiliani alla finalissima, relegando gli spagnoli alla finale per il terzo posto. Avversario il Necaxa, non proibitivo, sicuramente abbordabile, ma le Merengues incredibilmente non riescono ad archiviare la pratica nei centoventiminuti di gioco, vedendo poi sfumare il bronzo alla lotteria dei calci di rigore. E' il primo nefasto prodromo di quello che avverrà poi in Giappone undici mesi dopo. Il secondo arriva la sera del 25 Agosto, quando la truppa di Del Bosque viene sconfitta 2-1 dai turchi del Galatasaray nella finale di Supercoppa Europea. Nel nuovo campionato le Merengues, reduci dal successo sul terreno del Villareal, veleggiano a una lunghezza di distanza dal tandem di testa composto da Valencia e Deportivo La Coruna. Assapora l'aria d'alta classifica anche il Boca Juniors, vittorioso in finale di Libertadores sui brasiliani del Palmeiras e al comando della classifica nell'Apertura argentina. 
capitan Bermudez
Gli xeneizes, conducono la graduatoria con tre lunghezze di vantaggio sugli odiati cugini del River Plate. Carlos Bianchi, l'allenatore, è un uomo tutto d'un pezzo. Lo chiamano El  Virrey, e non certo per caso. Ci sono poi giocatori come Josè Basualdo e i suoi trentuno gettoni di presenza con la selecion Albiceleste, capitan Bermudez, un passato nel Benfica ed un futuro nell'Olympiakos, El Negro Ibarra, laterale destro dallo spunto sgusciante che giocherà anche in Europa con le casacche di Porto, Monaco e Espanyol, ma sopratutto figurano loro due: Juan Roman Riquelme e Martin Palermo. El Mudo ed El Titan. Il funambolo e lo stoccatore. Geniale il primo, esiziale il secondo. Un'accoppiata perfetta che farà molto male anche alle Merengues. Se ne accorgerà presto Casillas, infilato due volte nel giro di due minuti dal biondo alfiere argentino. Quelli in maglia gialloblu stanno meglio e si vede: pennellata di Delgado nel mezzo, difesa impreparata, incursione titanica e poi abbracci, sorrisi e 1-0 sul tabellone. 
Riquelme circondato dai Merengues
I bianchi non ci stanno, ma non fanno nemmeno in tempo a riorganizzare le idee ed a somatizzare la prima ferita che arriva puntuale la seconda: Battaglia, Riquelme, Palermo. Contrasto, lancio, diagonale. Tre tocchi, forse rintocchi ed è 2-0. Finita? Non quando gli avversari possono disporre di Roberto Carlos e del suo reportorio: assoli, sterzate, tritolo e fucilate. Prima la traversa, poi il bersaglio grosso, a provare la consistenza delle reti giapponesi. Il resto è Real alla disperata e Boca di rimessa, aliento bochense e drama madrileno, unghia consumate e tremolanti quanto manca proferiti a destra e manca. Almeno fino al novantesimo, perchè poi è semplicemente Boca campione e Real Madrid a bocca asciutta.


Vinceno Lacerenza (@vinlacer7)

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