venerdì 30 gennaio 2015

Dave Beasant e la prima volta dei Dons - vol.1

Quel pomeriggio, il vecchio Wembley risplendeva di sole. Era il 14 maggio 1988 e quello era solo il capitolo finale di un’altra, incredibile edizione di FA Cup. Il cammino di coppa aveva visto sia l’avanzata straordinaria di alcune squadre, sia lo svolgersi di alcune sfide epiche: il Luton Town, dopo aver eliminato Southampton, Queens Park Rangers e Portsmouth, era riuscito ad arrivare in semifinale, dove si era imbattuto nel Wimbledon. Il Liverpool, dopo esser passato sul campo dell’Everton per 0-1 nel quinto turno – una sorta di preludio alla finale dell’89 – in una cavalcata strepitosa che ha visto anche l’eliminazione del Nottingham Forest in semifinale, aveva conquistato per l’ennesima volta il pass per Wembley. Ma se la Coppa d’Inghilterra 1988 ha un sapore e un profumo particolari è stato solo per merito dei Dons, che dopo aver eliminato il Luton sul campo neutro di White Hart Lane in semifinale, approdavano per la prima volta nella loro storia nella finale più prestigiosa, per affrontare gli allora campioni d’Inghilterra alla ricerca del double.
Quel pomeriggio, a Londra nord si stava per realizzare uno dei Giant Killing più famosi della storia calcistica d’oltremanica.

Il sole illuminava il prato perfetto di Wembley, fiammeggiante di verde. Il cielo, d’un azzurro pallido, era macchiato di qualche sbuffo di nuvole qua e là, e l’anello di 98 mila persone fissava il bel colpo d’occhio di quelle maglie blu e rosse scorrazzanti sul campo; i sogni di chiunque, lì dentro, erano sazi di quella torrida atmosfera che solo un grande evento sportivo sa creare.
Il Wimbledon era da soli due anni nell’élite del calcio inglese, e solo nella stagione ‘82/’83 militava ancora in quarta divisione. I tifosi dei Dons, abituati ad acclamare la propria squadra dai piccoli spalti di Plough Lane, non erano di certo avvezzi a certe folle. Diverso il discorso per il Liverpool, che stava per concludere un decennio di numerose vittorie, a livello nazionale e non solo, ed era guidato da Kenny Dalglish, il quale aveva condotto i Reds alla conquista del titolo di campioni d’Inghilterra.
Bobby Gould ai tempi del Wolves
Affrontare la ‘Crazy Gang’ – questo il soprannome affibbiato al Wimbledon, per il comportamento dei propri giocatori sia dentro che fuori dal campo – non era mai una cosa semplice. La filosofia che pervadeva lo spirito del club, almeno sul campo, affondava le proprie radici nel duro ma genuino approccio del calcio dilettantistico, e il successo dei Dons risiedeva proprio in questo: venire a giocare a Merton non era mai semplice per nessuna squadra, e grazie alla propria determinazione la squadra di Bobby Gould aveva conquistato un ottimo settimo posto in campionato, oltre ad aver compiuto un leggendario cammino in Coppa d’Inghilterra: se la finale di per sé poteva già essere considerata un grande traguardo, era certo che Dave Beasant e compagni avrebbero fatto di tutto pur di mettere i bastoni tra le ruote ai campionissimi del Liverpool. E così, alla fine, è stato.


To be continued...

Giuseppe Platania

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