mercoledì 21 gennaio 2015

La quinta Coppa Italia della Fiorentina arriva ai danni dell'Atalanta


Gabriel Omar Batistuta

Fiorentina – Atalanta 1-0 (02/05/96, finale d’andata Coppa Italia)

Fiorentina: Toldo, Carnasciali, Padalino, Sottil (85’ Bigica), Amoruso, Piacentini, Rui Costa, Schwarz, Orlando (46’ Banchelli), Batistuta, Robbiati. All: Ranieri

Atalanta: Ferron, Pavone (79’ Salvatori), Montero, Valentini, Herrera, Paganin, Bonaccina, Fortunato, Gallo (79’ Sgrò), Tovalieri (84’ Pisani), Morfeo. All: Mondonico

Arbitro: Boggi 

Reti: 51’ Batistuta

Settima finale per i viola, già quattro volte campioni (nel ’40, ’61, ’66 e ’75); terza per gli orobici, vittoriosi nel ’63 sul Torino, ma sconfitti dal Napoli nell’ ’87. Alla sfida d’andata, all’Artemio Franchi il 2 maggio, toscani e lombardi giungono con una situazione di classifica in campionato assai tranquilla: a due giornate dal termine i gigliati sono terzi, con un posto in Uefa ormai al sicuro; i nero-azzurri hanno già la matematica salvezza. Ci si può concentrare completamente, dunque, sulle due gare che assegneranno il trofeo nazionale. Percorso netto fin lì quello degli uomini di Claudio Ranieri,  – il tecnico romano alla terza stagione in riva all’Arno; aveva riportato i viola in massima serie e ora poteva regalare una coppa alla società di Vittorio Cecchi Gori dopo ventuno anni – vittoriosi 1-2 ad Ascoli, 0-5 a Lecce, 1-0 e 1-2 col Palermo nei quarti e 3-1 e 0-1 contro l’Inter in semifinale. Ben più ostico il cammino bergamasco: 2-2 con la Cremonese e passaggio del turno ottenuto ai rigori, 1-0 dopo i supplementari alla Juventus, sconfitta 1-0 a Cagliari ribaltata da un 4-2 interno, e, al penultimo atto, 1-1 a Bologna e successo casalingo per 2-0. Sulla carta locali favoriti, ma la squadra di Emiliano Mondonico – tornato a Bergamo nel ’94, dopo la parentesi granata, e capace di ottenere un’ immediata risalita in A l’anno prima ed ora questa finale che nessuno avrebbe pronosticato – è tenace ed arcigna come il suo tecnico.
Una fase di gioco della gara d'andata
Deve pensarci il solito Gabriel Omar Batistuta, al settimo sigillo in coppa, con un bolide dei suoi in avvio di ripresa. L’1-0 lascia comunque in bilico l’esito della sfida. Al ritorno, allo Stadio Atleti Azzurri d’Italia, i gigliati si ripeteranno, vincendo 0-2: a segno Lorenzo Amoruso – che di lì a due anni si sarebbe trasferito all’estero: prima Scozia, poi Inghilterra, infine San Marino – e il solito Batigol (capocannoniere del torneo con otto centri e miglior marcatore stagionale della sua squadra con la bellezza di 26 reti complessive). La coppa prende la via di Firenze. Un successo meritato per i viola, vittoriosi in tutte le gare della manifestazione. Tanto rammarico per l’Atalanta che nella sua storia non ha più avuto la possibilità di giocarsi il trofeo.  

Altra fase di gioco della partita del 2 maggio


Fiorentina ed Atalanta, in Coppa Italia, si sono affrontate altre due volte nel capoluogo toscano: la prima nel secondo turno dell’edizione ‘61/’62 (successo viola per 2-0 con gol di Milani e Dell’Angelo); la seconda nel ritorno dei quarti di finale nel ‘98/’99 (successo dei locali per 1-0 con rete di Robbiati, gigliati qualificati e poi battuti dal Parma in finale).

Roberto Pivato

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