sabato 28 marzo 2015

"La Peste" tiene vive le speranze azzurre in Bulgaria

Bulgaria-Italia 3-2 (Sofia, 06/04/1968, quarti di finale, Euro '68)

Glu azzurri campioni d'Europa ('68)
Bulgaria: Boncev, Scialmanov, Gganelov, Penev, Yetchev, Iakimov, Popov, Zhekov, Asparuhov, Kotkov, Dermendjiev. All: Stefan Bozhkov

Italia: Albertosi (Vieri 66'), Burgnich, Facchetti, Bertino, Bercellino, Picchi, Domenghini, Juliano, Mazzola, Rivera, Prati. All: Ferruccio Valcareggi

Marcatori: rig. Kotkov 11', aut. Penev 60', Dermendjiev 66', Yetchev 73', Prati 83'.

Arbitro: Schulenburg (Germania Ovest)


Ferruccio Valcareggi
A differenza dei turni ad eliminazione diretta, utilizzati per una prima scrematura delle candidate nell'edizione del campionato europeo del 1964, quattro anni più tardi si assiste ad una modifica della formula: le trentuno federazioni vengono ragguppate in otto gironi all'italiana, di cui sette da quattro e uno da tre. L'idoneità sarà però concessa soltanto dopo aver superato un altro turno, questo si, da dentro o fuori: le otto reginette dei raggruppamenti si sarebbero incontrate tra di loro, in una sorta di quarto di finale  non convenzionale, per stabilire chi avrebbe avuto accesso alla fase finale. Soltanto poi, a quarti di finale conclusi e con la certezza delle rappresentative che avrebbero rivaleggiato per la corona europea, si sarebbe provveduto ad indicare la sede deputata ad ospitare la manifestazione. Il sorteggio dei gironi eliminatori sorride agli uomini di Valcareggi: la clemenza dell'urna riserva agli azzurri Romania, Cipro e Svizzera, avversari da rispettare, ma non certo vette insormontabili. E la qualificazione, data da tutti per annunciata, si conferma essere una pratica di ordinaria amministrazione: gli azzurri spadroneggiano nel girone, rimangono imbattuti e con undici punti volano ai quarti di finale. Il 16 Gennaio, a Parigi, si effettua il sorteggio dei quarti di finale. Ad estrarre le proverbiali palline dall'urna, viene chiamata la cantante Dalida. Le mani affusolate della diva franco-italiana non portano però granchè fortuna agli azzurri:  tra l'Italia e la rassegna continentale, l'ultimo ostacolo è posto dalla Bulgaria, vincitrice, a mani basse, del gruppo 2 comprendente anche Portogallo, Norvegia e Svezia. A dare un piccolo vantaggio agli azzurri, è l'alternanza favorevole del fattore campo: il ritorno è in programma allo stadio San Paolo di Napoli. La gara d'andata a Sofia, nel fiammeggiante catino del Vasil Levski Stadion, impianto intitolato alla memoria dell'eroe del "Risveglio Nazionale", è però tutt'altro che una passeggiata: la spinta incessante del pubblico, la buona cifra tecnica e l'ottima organizzazione di gioco della selezione bulgara, sono  elementi che non possono lasciar dormire sonni tranquilli agli azzurri. Come se non bastasse, a fare il resto ci pensa lo spauracchio Georgi Aspahurov, monumento del Levski Sofia e autentico portabandiera della Bulgaria nel mondo. 
Georgi Aspahurov
Ma a portare in vantaggio i Luvovete, all'undicesimo minuto di gioco, è però un calcio di rigore trasformato da Nikola Kotcov, alfiere di buon livello in forza alla Lokomotive Sofia, che nel 1971 perirà in un incidente stradale assieme al compagno Aspahurov. Trascinata dalla bolgia e sulle ali dell'entusiasmo, la Bulgaria continua a prendere d'assalto la metà campo azzurra, senza però produrre pericoli di sorta. E, dopo tante sofferenze, al quarto d'ora della ripresa, la truppa di Ferruccio Valcareggi perviene al pareggio: è una maldestra autorete di Dimitar Penev, all'epoca mediano del CSKA Sofia, a rimettere in carreggiata gli azzurri. Somatizzato in fretta il contraccolpo psicologico, la Bulgaria reagisce in maniera veemente e con un uno-due terrificante si porta a distanza di sicurezza: prima Dinko Dermendjiev, centrocampista offensivo del Botev Plovdviv, e poi Dobromir Yetchev, terzino col vizio del goal in forza al Levski, perforano il malcapitato Lido Vieri, subentrato al '66 dopo un infortunio occorso ad Albertosi e pongono una seria ipoteca sulla qualificazione. Ma non è ancora finita. Un'Italia sulle gambe, ma mai doma, ci crede e alla fine viene premiata: all'83 Pierino Prati con una fucilata spacca la porta e sigla una rete preziosissima in vista del ritorno. 
Il celebre volo d'angelo di Prati nella gara di ritorno
Due settimane più tardi, all'ombra del Vesuvio, agli azzurri basterebbe imporsi di misura. Ma, in una Fuorigrotta traboccante di entusiasmo e colori, l'Italia non si accontenta e regola i bulgari con un perentorio 2-0: segnano Domenghini e ancora una volta "La Peste", che si esibisce in un plastico volo d'angelo. Superata la Bulgaria, gli azzurri approdano alla fase finale, che si gioca proprio sul suolo patrio. Finirà in gloria: dopo aver beneficiato dell'esito favorevole della monetina nella semifinale con l'URSS, serviranno due partite alla banda Valcareggi per sbarazzarsi della Jugoslavia ed alzare cosi, sotto il cielo stellato di Roma, la Coppa Henri Delaunay per la prima e finora unica volta nell'ultracentenaria storia della Federazione Italia Giuoco Calcio.

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Vincenzo Lacerenza

*: Bulgaria-Italia 3-2 fu anche l'ultima apparizione in Nazionale del povero Armando Picchi, leggendario terzino livornese dell'Inter deceduto nel 1971 a soli trentacinque anni.





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