giovedì 19 marzo 2015

Sfumature d'Europa: la volta che l'Inter rimontò due reti ad una tedesca



L'Inter 1961/62

Inter – Colonia 2-0 (11/10/61, ritorno sedicesimi di finale Coppa delle Fiere)


Inter: Bugatti, Masiero, Facchetti, Zaglio, Guarneri, Balleri, Bicicli, Humberto, Hitchens, Suarez, Morbello. All: Herrera


Colonia: Ewert, Habig, Pott, Sturm, Stollenwerk, Schnellinger, Thielen, Schaefer, Müller, Hemmersbach, Regh. All: Cajkovski


Reti: 5’ e 59’ rig. Suarez


Arbitro: Skoric (Jugoslavia)


Il 27 settembre l’Inter sembrava aver compromesso il proprio cammino nella Coppa delle Fiere. Al Müngersdorfer Stadion di Colonia, infatti, nell’andata del primo turno, era stata sconfitto con un perentorio 4-2. I nero-azzurri, in formazione ampiamente rimaneggiata, cadono sotto i colpi di Hans Sturm, Christian Müller, Matthias Hemmersbach e Karl-Heinz Schnellinger. E meno male che a tener viva la fiammella della speranza ci pensano Guido Gratton (che con la Beneamata giocò solo in questa competizione) ed Egidio Morbello (la riserva dei vari Mario Corso, Lorenzo Bettini e Gerry Hitchens). Ma l’impresa necessaria a San Siro era comunque ardua: vittoria con tre reti di scarto per il passaggio diretto del turno; successo con due gol in più degli avversari per portare il confronto allo spareggio. Si tenga presente che all’epoca non esisteva ancora la regola dei gol in trasferta che valgono doppio; in caso di parità nella somma delle marcature tra andata e ritorno non si battevano calci di rigore, bensì si giocava un terzo match di spareggio. Era la seconda Inter di Helenio Herrera, la squadra che dalla stagione successiva avrebbe iniziato un grande ciclo di trionfi in Italia e in ambito internazionale. Il Mago aveva già vinto la Coppa delle Fiere alla guida del Barcellona, nella prima edizione conclusasi nel ’58. I nero-azzurri, invece, erano arrivati al massimo in semifinale, l’anno prima. Il campionato era iniziato nel migliore dei modi per il Biscione, in testa dopo nove giornate, con un unico ko nel derby. La squadra sembrava aver assorbito bene la cessione di Antonio Angelillo alla Roma e i nuovi arrivi, poi rivelatisi fondamentali, di Luis Suarez e Gerry Hitchens. Anche i tedeschi del neo-tecnico slavo (nato a Zagabria) Zlatko Cajkovski, in seguito alla guida del Bayern Monaco vincitore della Coppa delle Coppe 1966/67, avevano dimostrato tutte le loro qualità nell’avvio dell’Oberliga (il campionato della Germania Ovest). Alla loro terza partecipazione all’Inter-Cities Fairs Cup, cercavano di migliorare i quarti di finale raggiunti nella precedente edizione, nella quale furono eliminati dalla Roma, poi laureatasi campione. Il match del Meazza segue un canovaccio facilmente prevedibile: i padroni di casa attaccano incessantemente dal primo minuto, mentre gli ospito pensano unicamente a difendersi.
Luis Suarez
Il fortino teutonico, tuttavia, mostra le prime crepe dopo soli cinque minuti: è una punizione di Luisito Suarez, fresco pallone d’oro al Barça l’anno prima, a dare il segnale decisivo per l’assalto meneghino. L’1-0 non basta, perciò i padroni di casa insistono, mentre i bianco-rossi mostrano sintomi di nervosismo: ne fa le spese Hemmersbach, espulso dall’arbitro al 12’ del secondo tempo. Passano due minuti e l’Inter guadagna un penalty: sul dischetto va Suarez che firma la personale doppietta. Il parziale di parità porterebbe la sfida alla “bella”. Gli uomini di Herrera tentano in tutti i modi di mettere a segno la terza marcatura, ma la bravura del portiere Fritz Ewert e la sfortuna, coi legni colpiti da Hitchens e Giacinto Facchetti, fissano il risultato finale sul 2-0. Si torna quindi in campo, sempre a Milano, due settimane più tardi. In una gara ricca di emozioni e colpi di scena, il grande protagonista è il portoghese (di origini capoverdiane) Jorge Humberto Raggi, autore di una tripletta. I nero-azzurri a fine primo tempo conducono per 4-1, ma sono rimasti in dieci per un infortunio a Luisito, costretto ad abbandonare il campo in un’epoca in cui ancora non erano ammesse le sostituzioni dei giocatori di movimento. Si fa male pure il portiere Ottavio Bugatti, in avvio di seconda frazione, ma almeno lui può essere rimpiazzato dal solitamente titolare Lorenzo Buffon. I tentativi di rimonta dei Caproni sortiscono due reti, ma c’è tempo pure per il quinto sigillo locale. Finisce 5-3, italiani avanti, ma fermati ai quarti dal Valencia, poi trionfatore. L’undici di Herrera terminerà la stagione soltanto con delusioni: l’eliminazione agli ottavi in Coppa Italia, ad opera del meno quotato Novara, e il secondo posto in serie A, alle spalle dei cugini rosso-neri autori di una grande rimonta nel girone di ritorno.

ll Colonia campione di Germania ('61-62)
Per l'1. Fc Koln sarà invece un trionfo: i bianco-rossi conquisteranno la loro prima Oberliga, potendo perciò anche debuttare nella Coppa dei Campioni l’anno dopo.


Roberto Pivato

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