mercoledì 22 aprile 2015

Coppa dei Campioni: i quarti di finale della Signora

Il Principato di Monaco costituisce un crocevia imprescindibile per la stagione e la storia della Juventus. I bianconeri mancano da un po’ di tempo ad un grande appuntamento nella maggiore delle competizioni europee. Il rapporto dei campioni d’Italia, però, con i quarti di finale della grande Coppa è più che proficuo. Quasi sempre la Juventus ha superato i quarti di finale in Coppa dei Campioni.


Anche se il primo precedente non rimane proprio favorevole ai torinesi. Nel 1961/62,infatti, i bianconeri furono estromessi seppur in maniera dignitosa dal grande Real Madrid. Dopo aver perso di misura in casa, la Juventus compì l’impresa di espugnare il Chamartin (in maglia nera) grazie ad una prodezza di Sivori. Fu la “bella” poi a decidere le sorti in favore degli spagnoli.

 Nel ’68, invece, i torinesi la spuntarono sui tedeschi dell’Eintracht Braunschweig. Dopo aver perso per 3-2 in Germania, la Juventus recuperò tra le mura amiche con gol di Bercellino, ma la contesa finale fu poi risolta nella “bella” di Berna dallo svedese Roger Magnusson. Straniero, che secondo i regolamenti vigenti nel periodo poteva essere impiegato soltanto nelle gare delle competizioni europee. Lo stesso scandinavo nel turno precedente aveva deciso la sfida contro il Rapid Bucarest. 

Sivori in rete a Madrid
Nel ’73, invece, i gol doppi segnati fuori casa diedero ragione ai bianconeri. La Juve non andò oltre lo 0-0 casalingo contro gli ostici magiari dello Ujpest Dozsa, la vera squadra dei lavoratori di Budapest, ma in Ungheria in uno stadio strapieno riuscì a rimontare ben due gol e a passare il turno. Le segnature portavano la firma di Anastasi ed Altafini. Fu quella contro i viola di Budapest una vera impresa. L’Ujpest Dozsa negli Anni Settanta vinse infatti ben 7 scudetti consecutivi ed era una squadra composta da veri campioni. I quarti di finale vinti più belli dai bianconeri furono però probabilmente quelli del 1982/83 ai danni dei campioni uscenti dell’Aston Villa. La formazione di Trapattoni, infatti, espugnò il Villa Park con reti di Pablito Rossi e del solito Boniek, “il bello di notte”, vincendo poi anche nettamente per 3-1 a Torino. Nel 1985, invece, nei quarti la Juventus dovette annientare per 3-0 lo Sparta Praga, con i gol di Tardelli, Rossi e Briaschi. In Cecoslovacchi una Juve tutta votata alla difensiva perse su rigore con il minimo scarto.


la magistrale punizione di Del PIero con il Real ('96)
La Juventus ritornò a giocare i quarti nel 1996, incrociando il Real Madrid e vendicandosi delle eliminazioni precedenti. I bianconeri persero di misura al Bernabeu, ma poi a Torino prevalsero con le reti di Del Piero e di Padovano, il preziosissimo bomber di scorta di Marcello Lippi. Nel’98 il grande protagonista fu Pippo Inzaghi che realizzò una sontuosa tripletta in casa della Dynamo Kiev, dopo il difficile pareggio per 1-1 a Torino. Nel 1999, invece, sarebbe risultato decisivo Antonio Conte contro l’Olympiakos. Dopo il 2-1 di Torino, Conte siglò il gol del pareggio nella bolgia di Atene a pochi minuti dalla fine.

L’impresa spettacolare si materializzò poi anche nel 2003 al Camp Nou di Barcellona. La Juventus aveva pareggiato per 1-1 in casa grazie ad un gol di Montero, ma in Catalogna passò nei supplementari. Risultò decisivo il “panteròn” Zalayeta, bomber uruguagio di scorta che però scrisse un capitolo bellissimo di storia juventina.

Nel 2005 e nel 2006 per ben due volte la Juventus cedette poi abbastanza nettamente il passo di fronte a due compagini inglesi: il Liverpool e l’Arsenal. Contro i reds la sfida di segnalò anche per un desiderio di vendetta dei tifosi juventini per i gravi fatti dell’Heysel, ma il peggio fu fortunatamente scongiurato.


Vincenzo Paliotto

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