mercoledì 22 aprile 2015

Latinoamericana: Emelec-Universidad de Chile

Emelec-Universidad de Chile 2-1 (11/02/1968, fase a gruppi, Coppa Libertadores)

Un undici dell'Emelec di quegli anni
Emelec: Garcia, Romanelly, Mariduena, Torres, Mina, Raymondo, Hernandez, Delgado Mena, Bolanos ('72 Echeverria), Sosa, Merizalde. All: Gregorio Esperon

La "U" campione nel 1967
Universidad de Chile: Sosa, Rodriguez Vega, Contreras, Quintano, Albanez, Marcos, Hodge, Araya, Daucik (46' Campos), Yavar, Gangas. All: Alejandro Scopelli 

Marcatori: rig. Delgado Mena 16', Yavar 34', Hernandez 79'



Sfuggito per due lunghezze il titolo nazionale, conquistato dall'El Nacional, l'Emelec può comunque archiviare con soddisfazione la stagione 1967. Che, in dote al secondo posto, ha portato la terza qualificazione consecutiva alla Coppa Libertadores: sicuramente un traguardo di indubbio prestigio. Completato il quadro delle venti partecipanti, applicati i consueti paletti geografici, si procede al sorteggio dei gironi. Al Bombillo l'urna riserva il terzo raggruppamento: è questo il girone designato per le compagini cilene ed ecuatoriane. Considerando che, a passare allo step successivo, saranno due elette, la missione per il Bombillo appare abbordabile. Cosi come gli avversari: oltre ai compatrioti dell'El Nacional, a rappresentare la quota cilena, ci sono Universidad de Chile ed Universidad Catolica. Ostacoli temibili, ma sicuramente non insormontabili.  
L'El Nacional campione ecuatoriano del '67
L'inizio è da brividi: il 4 Febbraio a Guayaquil va in scena lo scontro fratricida con i connazionali dell'El Nacional. Le squadre si conoscono e si rispettano. Forse troppo: la contesa, governata dalla tensione, si risolve con uno scialbo pari a reti inviolate. Ma, la sfida cruciale, quella che può far pendere da una parte o dall'altra le sorti degli Electricos, si disputa, sempre in casa, giusto una settimana più tardi. Domenica 11 Febbraio, al George Capwell, è attesa l'Universidad di Cile, campione in carica in patria. Ad indossare le scomode vesti della favorita, in piena ortodossia con le gerarchie dell'epoca, sono sicuramente i padroni di casa. Sono quelli gli  anni infatti in cui il Bombillo si domostra essere un vero e proprio schiacciasassi in patria. Una squadra che gioca a memoria, diverte, e, soprattutto,  vince.
Jorge "Pibe" Bolanos
Anche grazie ai suoi principali moschettieri: si vestono di biancoblu, in quel periodo, giocatori del calibro del "Pibe" Jorge Bolanos, del "Petisso" Josè Romanelly e di Galo Pulido. Senza tralasciare altri protagonisti di quegli anni ruggenti come Cirilo Fernandez, il "Trompudo" Pineda ed il "Cachito" Henry Magri. Stampa e tifosi, estasiati da cotanto spettacolo, lo chiamano "Ballet Azul". Ma le cose in Coppa Libertadores, dopo aver steccato tra le mura amiche con l'El Nacional, si mettono subito in salita: per non dilapidare il vantaggio offerto dal fattore campo, los Eletricos devono necessariamente incamerare i tre punti nella gara con i cileni. Anche se con i medesimi propositi, le due formazioni, vivono quindi, una vigilia dai differenti stati d'animo: mentre per i ragazzi di Gregorio Esperon - magari qualche attempato tifoso giallorosso ricorderà i sette gettoni di presenza collezionati con la Roma nella stagione '46-47 -  alla sua seconda esperienza sulla panchina del Bombillo, la gara con los Azules è già un crocevia decisivo, la trasferta di Gusyaquil, dall'altra parte della barricata, quella cilena, coincide con il taglio del nastro della nuova avventura continentale. In soldoni: Emelec in cerca di conferme e obbligato a fare bottino pieno; cileni più spensierati, ma comunque vogliosi di non sfiguare al battesimo ufficiale. E la gara sembre rispettare le premesse: poco dopo il quarto d'ora tocca a Jaime Delgado Mena, autenico monumento del Bombillo, rompere gli indugi, trasformando magistralmente un calcio di rigore. 
Guillermo "Twisty" Yavar
Nonostante però la considerevole batteria d'uomini, a disposizione del Bombillo, al 34', per il pubblico di casa arriva la doccia gelata: è Guillermo "Twisty" Yavar, furetto di fascia, alto centosessantotto centrimenti appena - che mai dispenserà i propri servigi al di fuori dei confini nazionali - ad ammutolire il chiassoso pubblico di casa. A questo punto Alejandro Scopelli, calciatore al tempo dei Profesores dell'Estudiantes e, curiosamente, con nel bagaglio esperienze romane come il suo dirimpettaio, inizia a crederci. E nell'intervallo fa scaldare Carlos Campos, detto il Tanque, per via di una tracotanza fisica dominante. La mossa è di quelle spregiudicate: uno spento Daucik entra negli spogliatoi e li ci resta; al suo posto dal tunnel sbuca, in tutta la propria magnificenza, la prepotente figura di Campos. 
Carlos Campos
Ma, peccare di hybris, si sa, può scatenare le ire degli dei. E, aggiungiamo noi, degli avversari. Che, a dieci minuti dalla fine, trovano il guizzo vincente: a consegnare tre punti preziosi al Bombillo, rinfocolando l'entusiasmo sugli spalti, è G. Hernandez. Una vittoria di capitale importanza per l'Emelec che, alla fine della fiera, riesce a centrare l'obiettivo: il Bombillo si classifica secondo, alle spalle dei cileni dell'Universidad Catolica, acquisendo così il diritto a prender parte alla fase finale. 
Emelec-Spoting Cristal 0-2 (17/03/1968)
Che però non la vedrà essere tra le protagoniste: inserita nel gironcino dei quarti, insieme agli uruguagi del Penarol, ai peruviani dello Sporting Cristal ed ai venezuelani del Portugues Caracas, non riusciranno a far meglio d'un terzo posto, abbandonando così la kermesse. Stagione da dimenticare invece per l'Universidad de Chile: prima la "U", fanalino di coda del terzo raggruppamento, vedrà evaporare le proprie ambizioni continentali; poi, il Santiago Wanderers, in campionato, gli strapperà anche lo scettro nazionale.


Vincenzo Lacerenza


Fonti fotografiche:
www.colinstattoos.com
www.solofutbol.cl
www.elnacional.ec
twicsy.com
coky-futbol.blogspot.com
listados.cl

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