sabato 16 maggio 2015

The Derby of the Century: quando WBA e Wolves dominavano


Bruxelles, 1954. La città è in fermento, sta per arrivare Puskás.
L’eroe del calcio ungherese e mondiale quella sera infatti si esibirà davanti al pubblico belga, per la goduria dei palati più sopraffini del football europeo. Tutti hanno sentito parlare dell’Honved di Budapest, ma soprattutto delle  imprese di quel talento cristallino, di quell’uomo tutto d’un pezzo dell’Europa dell’Est in grado di risolvere la partita con una sola giocata individuale, di far rialzare la testa a milioni di ungheresi con un solo tocco di mancino. Il clima è di grande festa e c’è da capirlo. Già, ma Puskás e il suo Honved non sono gli unici ad essere attesi. Perché loro saranno forse anche i più forti al mondo, ma i loro rivali, venuti dalla vecchia, fumosa Inghilterra, non sono da meno. Tanto da essere definiti, in quegli anni, ‘La squadra del secolo’, ‘The team of the century’.
Ferenc Puskas
No, non stiamo parlando né di Arsenal né di Manchester United, ma del West Bromwich Albion. Proprio loro, quei Baggies con la maglia a strisce bianco-blu, freschi vincitori di una FA Cup ai danni del Preston North End ma soprattutto reduci da una stagione leggendaria, usciti sconfitti solo nei palpitanti momenti finali in campionato per mano degli acerrimi rivali del Wolverhampton: un sogno quel double, che sarebbe stato il primo della gloriosa storia calcistica dell’Inghilterra, mancato per un soffio.
Ma quello era un calcio d’altri tempi, più romantico per certi versi: nella leggendaria sfida di quegli anni tra Inghilterra e Ungheria il West Brom era stato di diritto e per merito insignito come portatore dei vessilli e degli orgogli nazionali oltre manica, e dunque via, dritti a conquistare il Vecchio Continente, in una pulsione nostalgica di stampo imperiale. I Baggies partirono verso il Belgio per disputare quella che si prospettava una sfida di raro fascino, unica per l’epoca. A Bruxelles i bianco-blu avrebbero affrontato i temibili ungheresi dell’Honved e l’evento fu ridefinito, in pompa magna, ‘Le soir festival de football’.
Vic Buckingham
Davanti ad una folla immensa cominciò, si svolse ed ebbe termine una partita che in effetti fu epocale, e che soddisfò le aspettative di tutti, tranne forse quelle di Vic Buckingham, storico allenatore dei Baggies (attenzione a questo nome), che probabilmente alla vittoria ci credeva davvero, ma, dopo aver messo in serie difficoltà quegli indiavolati ungheresi, si dovette accontentare di una sconfitta per 5-3.
Già, perché in incontri del genere puoi anche prevedere tutto, affidarti completamente alle capacità dei tuoi ragazzi e anche ad un po’ di buona sorte, ma quando si ha a che fare col genio calcistico di un giocatore come Puskás, si sa, c’è da mettersi anima e cuore in pace. Il fenomeno ungherese riceve nei minuti iniziali della gara una palla sul sinistro dal limite dell’area, l’1-0 è matematico. Ma il WBA è famoso sia all’interno dei confini inglesi che al di fuori per la grandissima efficacia del proprio gioco offensivo, e in effetti quando Johnny Nicholls si avventura nella trequarti avversaria si dimostra davvero pericoloso, prima trovando la testa di Griffin che però becca la traversa da pochi metri (decisiva la deviazione di Grosics, portiere ungherese), poi siglando il tanto sperato gol del pareggio. Il West Brom gioca meglio. Nicholls è ancora protagonista nell’azione decisiva per il 2-1, servendo un certo Ronnie Allen che non sbaglia e che porta i suoi negli spogliatoi per l’intervallo in vantaggio.
Ronnie Allen
Nella ripresa Nicholls è sempre più scatenato e fa il 3-1, ma proprio quando la vittoria sembrava ormai cosa fatta, Czibor si inventa un tiro potentissimo dalla distanza e batte Sanders che non riesce a deviare. L’Honved si riprende, soffoca la difesa inglese, fa uscire tutta la propria qualità tecnica: ancora Czibor sigla per il 3-3, Szoviak trova il vantaggio e dopo una breve reazione dei Baggies, Kocsis mette la firma sul quinto gol.
Gli inglesi persero dunque ancora, non riuscendo a ‘vendicare’ la cocente sconfitta della nazionale inglese che l’anno prima, in un moto d’orgoglio, invitò la nazionale ungherese di Puskás, formata praticamente dalla quasi totalità dei giocatori dell’Honved, a Wembley, perdendo però clamorosamente per 6-3, in una gara dove vennero definitivamente alla luce le crepe di un sistema di gioco – quello britannico – che necessitava di adattarsi al più presto a quello più dinamico e globale del calcio continentale. Tuttavia, i giocatori del West Brom e l’Inghilterra in generale non si persero d’animo, e la trasferta di Bruxelles contro l’Honved non fu che l’antipasto di una serie di tour europei che videro i Baggies spesso vittoriosi.


To be continued...

Giuseppe Platania

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