mercoledì 27 maggio 2015

Sfumature di Uefa: la prima finale europea tra una spagnola ed un'ucraina

La Dinamo Kiev con la Coppa delle Coppe 1986
Atletico Madrid – Dinamo Kiev 0-3 (02/05/86, Stade de Gerland, Lione, finale Coppa delle Coppe)

Atletico Madrid: Fillol, Tomás, Clemente, Arteche, Ruiz, Julio Prieto, Cabrera, Quique Ramos, da Silva, Landáburu (61’ Setién), Marina. All: Aragonés

Dinamo Kiev: Chanov, Bezsonov, Baltacha (38’ Bal), Kuznetsov, Demyanenko, Rats, Yakovenko, Yaremchuk, Zavarov (70’ Yevtushenko), Belnov, Blokhin. All: Lobanovsky

Arbitro: Wöhrer (Austria)

Reti: 5’ Zavarov, 85’ Blokhin, 88’ Yevtushenko

Una fase della partita
Quella di stasera non sarà la prima finale europea tra una compagine spagnola ed una ucraina. Fatta eccezione per la Supercoppa Uefa del 2009, che vide il successo del Barcellona sullo Shakhtar Donetsk, nell’ ’86 la Coppa delle Coppe finì per la seconda alla Dinamo Kiev che sconfisse per 3-0 nel match di Lione l’Atletico Madrid. Gli ucraini si erano qualificati alla competizione grazie al loro sesto successo nella Kubok SSSR, la coppa nazionale dell’Unione Sovietica, ottenuta in giugno ai danni di un’altra compagine della “piccola Russia”, lo Shakhtar. Anche gli spagnoli nell’estate dell’anno prima avevano conquistato per la sesta volta il trofeo nazionale, la Coppa del Re, battendo in finale l’Athletic Bilbao. I bianco-azzurri del Colonnello Valerij Lobanovsky – tornato da due anni sulla panchina del club dopo l’esperienza alla guida dell’URSS – erano una vera e propria corazzata, che forniva praticamente l’undici titolare della selezione nazionale sovietica. Non a caso avrebbero vinto la Soviet Top League tanto nell’ ’85, quanto l’anno successivo.
La formazione dell'Atletico Madrid scesa in campo per la finale
I Rojiblancos di Luis Aragonés – prima bandiera dell’Atletico da giocatore, poi allenatore di grande successo sia a livello di club, che di nazionale – erano giunti quinti in Primera Division, ma avevano già messo in bacheca un trofeo in stagione: la Supercoppa di Spagna, contesa con successo al Barcellona. Entrambe le formazioni avevano già vinto una Coppa delle Coppe a testa: gli iberici nel ’62, ai danni della Fiorentina; i sovietici nel ’75, contro il Ferencvárosi, quando come timoniere era già il Colonnello. Inoltre i Colchoneros avevano sfiorato il successo in Coppa dei Campioni nel 1974, allorché cedettero soltanto al Bayern Monaco e nella ripetizione della finalissima. Il cammino verso Lione, sede scelta per il match conclusivo, aveva visto gli uomini di Aragonés superare il Celtic, il Bangor City, la Stella Rossa Belgrado e il Bayer Uerdingen, senza mai perdere. Era finita al contrario ko al primo incontro del torneo la Dinamo, sconfitta sul terreno dell’Utrecht; poi però il percorso era stato piuttosto agevole: eliminate Universitatea Craiova, Rapid Vienna e Dukla Praga.
La compagine ucraina in posa prima dell'incontro
La finale dello Stade de Gerland ebbe esito nettamente favorevole al sodalizio di Kiev. Già dopo cinque minuti Oleksandr Zavarov andava a segno, ribadendo in rete di testa una respinta dell’argentina Ubaldo Fillol sulla conclusione ravvicinata di Igor Belanov. Il colpo a freddo tramortisce i madrileni. «Con un gioco arioso, schemi ampiamente rinnovati, i sovietici non hanno mai subito in pratica la reazione degli spagnoli che solo nei primi dieci minuti della ripresa sono andati vicini al possibile pareggio» (La Stampa, 03/05/96). Solo in avvio di ripresa i bianco-rossi si rendevano veramente pericolosi, con una punizione di Jesús Landáburu magistralmente deviata da Viktor Chanov. Nel finale però l’uno-due che mette in cassaforte risultato e coppa per la Dinamo. A cinque dal termine un contropiede orchestrato da Vasyl Rats, Igor Belanov e Vadym Yevtushenko mette Oleh Blokhin nelle condizioni di superare con un pallonetto il portiere avversario in uscita. Il 2-0 spegne ogni velleità spagnola. Ad arrotondare il parziale ci penserà Yevtushenko, dopo tre minuti, lanciato da solo e abile nel superare Fillol e depositare nella porta sguarnita. I generosi attacchi conclusivi dell’Atletico si infrangono su un Chanov in serata di grazia. Finisce 3-0 e per capire quanto i sovietici abbiano meritato la loro seconda Coppa delle Coppe basta sfogliare la classifica marcatori: dei quattro capicannonieri con cinque segnature ben tre sono bianco-azzurri. Oltre a Frank Lippmann della Dinamo Dresda, troviamo Belanov, Blokhin e Zavarov.
Il gol di Zavarov


Roberto Pivato

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