giovedì 18 giugno 2015

La Giovine Italia: la Svezia ricorda agli azzurrini il primo successo europeo

Renato Buso
Italia – Svezia 2-0 (28/05/92, finale d’andata, stadio Paolo Mazza, Ferrara)

Italia: Antonioli, Bonomi, Favalli (46’ Rossini), Baggio, Matrecano, Verga, Melli, Marcolin, Buso, Corini, Sordo. All: Maldini

Svezia: Svensson, Johansson, Lilius, Apelstav, Alexandersson, Mild, Landberg, Moberg, Paldan (76’ Andersson), Rodlund, Gudmundsson (76’ Jansson). All: N. Andersson

Arbitro: Van Der Ende (Olanda)

Reti: 72’ Buso, 80’ Sordo
Cesare Maldini

Il primo successo continentale degli azzurrini targati Cesare Maldini ha come vittima la Svezia. Nella doppia finale di Ferrara e Växjö l’Italia, con grande sofferenza, supera una squadra solida e fisicamente imponente, che nei quattro precedenti fin lì disputati era stata in grado di battere solamente una volta. La formazione di Nisse Andersson – che nello stesso anno avrebbe guidato la nazionale olimpica e che nel ’90 aveva svolto brevemente il ruolo di selezionatore della nazionale maggiore – si era qualificata per la fase ad eliminazione diretta vincendo il gruppo 8 (il quale comprendeva anche Israele, Grecia e Cipro) da imbattuta; aveva poi eliminato Olanda (con la quale era incappata nell’unico ko) e Scozia, dimostrando di possedere una difesa arcigna, più che un attacco spettacolare. Anche per l’Italia c’era stata fino a quel momento una sola sconfitta, anche se pesantissima. Nel girone 3 di qualificazione, vinto davanti a Norvegia, URSS ed Ungheria, in terra scandinava arrivò un tennistico 6-0. Nei quarti ed in semifinale solamente vittorie: due con la Cecoslovacchia, altrettante con la Danimarca. Gli azzurri arrivavano per la seconda volta alla finale. Sei anni prima erano stati sconfitti ai calci di rigore dalla Spagna. Per gli svedesi, invece, si trattava del punto più alto mai raggiunto a livello di under 21 (e sarebbe rimasto tale). La gara d’andata si disputò a Ferrara il 28 maggio. Com’era nelle previsioni i giallo-blu pensavano soprattutto a difendersi, occludendo gli spazi, di modo che per i padroni di casa diventava difficile essere pericolosi. Anzi, al minuto 31 Francesco Antonioli – da un anno arrivato al Milan e fresco campione d’Italia – per poco non la combinava grossa: lungo traversone da sinistra di Gudmundsson sul quale il nostro portiere si lasciava sfuggire il pallone; in agguato c’era Jonny Rodlund – talento inespresso del calcio svedese, che all’epoca militava in pianta stabile nel Norrköping, dopo le giovanili nell’Anderlecht e nel Manchester United -, il quale da due passi non avrebbe avuto difficoltà a spingere la palla in rete; ma Antonioli fu bravo e reattivo nel recuperare la sfera in tuffo. Nel primo tempo succedeva poco altro e si andava al riposo sullo 0-0 di partenza.
Stefano Rossini
Durante l’intervallo Maldini compie una scelta che si rivelerà determinante: fuori il terzino della Cremonese Giuseppe Favalli e dentro Stefano Rossini, difensore dell’Inter in prestito all’Udinese. L’obiettivo è quello di avere più spinta sulla fascia sinistra, cercando di arrivare sul fondo e mettere palloni interessanti al centro per il bomber Renato Buso (otto centri complessivi fin lì nel campionato europeo), il quale era già andato a segno due volte nella fase finale, entrambe nella doppia semifinale contro la Danimarca. Ed è quello che accade anche a Ferrara: affondo di Rossini, cross al bacio per la testa di Buso e colpo di testa che Svensson può solamente deviare. A poco più di un quarto d’ora dal termine l’Italia riesce a sbloccare il risultato, ma sarebbe importantissimo arrivare al ritorno almeno con due gol di vantaggio. Detto fatto: Buso stavolta veste i panni dell’assist-man e, dopo essersi fatto ribattere la conclusione ravvicinata dal portiere, serve un comodo pallone al centrocampista del Torino Gianluca Sordo, il quale non deve far altro che appoggiare in rete. All’ ’80 è 2-0 e il parziale non cambierà più. È di sicuro un ottimo risultato, per di più al cospetto di un avversario che si è rivelato assai tosto. Un vantaggio che va difeso coi denti a Växjö la settimana seguente. Cosa che gli azzurrini faranno, non senza affanni tuttavia. Nel primo tempo c’è un gol annullato ai locali per un dubbio offside, poi Rossini centra il palo in avvio di ripresa, ma subito dopo Pascal Simpson -  attaccante di origini togolesi in forza all’AIK Stoccolma – realizza di testa l’1-0. L’europeo è ancora nelle nostre mani e non ce lo facciamo sfuggire. Finisce con una sconfitta indolore. Per l’Italia è il primo successo in un campionato europeo di categoria; il primo di una lunga serie.

Gianluca Sordo
 
1986, quarti di finale: 12/03/86, Göteborg, 1-1 (72’ Borgonovo, 85’ rig. Larsson); 29/03/86, Bergamo, 2-1 (6’ Baldieri, 26’ Lonn, 83’ Vialli)

Qual. 1988, gruppo 2: 04/06/87, Tyreso, 2-2 (34’ Eskilsson, 61’ Giunta, 63’ Zanoncelli, 75’ Vaattovaara); 12/11/87, Perugia, 0-0

1992, finale: 28/05/92, Ferrara, 2-0 (72’ Buso, 80’ Sordo); 03/06/92, Växjö, 1-0 (56’ Simpson)

2009, fase a gironi, gruppo A: 19/06/09, Helsingborg, 1-2 (23’ Balotelli, 54’ Acquafresca, 89’ Toivonen)

Qual. 2013, spareggio: 12/10/12, Pescara, 1-0 (17’ Immobile); 16/10/12, Kalmar, 2-3 (68’ Insigne, 71’ Florenzi, 72’ Ishak, 77’ Hiljemark, 86’ Immobile)

Roberto Pivato

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