mercoledì 23 settembre 2015

Lezioni di Epic...A: Fiorentina e Bologna nella Coppa Anglo-Italiana

La Fiorentina 1972/73
Fiorentina – Bologna 1-1 (17/05/73, Firenze, stadio Aremio Franchi, semifinale d’andata Coppa Anglo-Italiana)
 
Fiorentina: Superchi, Galdiolo, Longoni, Scala, Roggi, Orlandini, Antognoni, Merlo, Clerici, De Sisti, Desolati (46’ Macchi). All: Liedholm

Bologna: Battara, Roversi, Fedele, Caporale, Cresci, Gregori, Perani (79’ Liguori), Ghetti (65’ Sartori), Savoldi, Vieri, Landini. All: Pesaola

Arbitro: Lattanzi

Reti: 60’ Scala, 86’ Savoldi
La locandina della Coppa Anglo-Italiana 1973
La quarta edizione della Coppa Anglo-Italiana prevede alcune varianti. Da sei squadre per nazione si passa ad otto, mentre da tre gironi si va a due, composti ciascuno di quattro formazioni anglosassoni ed altrettante nostrane. Le sfide rimangono incrociate fra nazioni, così da creare una classifica per le inglesi ed una per le italiane. La prima di ciascuna di queste graduatorie si sarebbe confrontata in una semifinale, con gara d’andata e ritorno, con la prima dell’altro raggruppamento e del medesimo paese. 
La Fiorentina di Nils Liedholm – al suo secondo ed ultimo anno sulla panchina viola, prima di trasferirsi alla Roma – partecipa per la seconda volta alla manifestazione ideata da Gigi Peronace. Al debutto, nel ’70, sfiorò la qualificazione alla finale, risultando la seconda migliore compagine italiana dietro al Napoli.
Il Bologna 1972/73
Anche per il Bologna di Bruno Pesaola -  al primo di quattro anni alla guida dei felsinei, che avrebbe condotto al successo in Coppa Italia nel ’74; Petisso arrivava dal triennio a Firenze, culminato con lo scudetto ‘68/’69 – si trattava della seconda apparizione. La prima, nel ’71, aveva visto i rosso-blu arrendersi in finale al Blackpool. 
Il campionato, che si sarebbe chiuso di lì a tre giorni con la Fatal Verona per il Milan e lo scudetto alla Juve, era scivolato via piuttosto tranquillo per entrambe: toscani quarti ed in Coppa Uefa, emiliani settimi. Dove i Gigliati avevano un po’ deluso era stato in Coppa Uefa, eliminati prematuramente nei sedicesimi dal Vitória Setúbal. La Fiorentina d’altra parte è una compagine che ha cambiato molto, mirando ad un ringiovanimento della rosa: per questo alcuni campioni reduci dalla scudetto di tre anni prima vengono lasciati andare (Luciano Chiarugi ed Ugo Ferrante ad esempio), mentre nuove leve che diventeranno bandiere viola fanno il loro debutto (su tutti Giancarlo Antognoni, ma anche Moreno Roggi e Nello Saltutti). Il Bologna ha mantenuto invece praticamente inalterata una rosa collaudata, coi navigati difensori Tazio Roversi, Adriano Fedele e Franco Cresci; il capitano e totem Giacomo Bulgarelli in mezzo al campo; il bomber Giuseppe Savoldi (capocannoniere della serie A quell’anno) davanti assieme all’esperto Marino Perani. L’unica vera novità è data dal debutto di Eraldo Pecci, destinato a tornare a Bologna a fine anni ’80.
Nevio Scala
La compagine del Barone era inserita nel girone A: dopo il prestigioso pareggio 1-1 all’Old Trafford col Manchester United ed il successo in casa 1-0 sull’Hull City, era arrivato il primo ko, 1-0 sul terreno del Luton Town, seguito dal 2-2 interno col Crystal Palace, che era stato sufficiente per risultare la migliore delle italiane (Lazio, Verona e Bari). L’undici di Pesaola, nel gruppo B, aveva racimolato appena due punti -  frutto dello 0-0 casalingo con l’Oxford United, delle sconfitte 1-0 a Newcastle e in Emilia contro il Blackpool e dell’1-1 di Londra in casa del Fulham -, ma tanto era bastato per stare davanti alle altre connazionali (Torino, Roma, Como). Le due semifinali, pertanto, sarebbero state Crystal Palace – Newcastle e Fiorentina – Bologna. Era la prima volta che il Derby dell’Appennino si giocava in campo internazionale, anche se in un confronto non ufficiale. Si tenga presente che la partita arrivava a fine stagione, con le squadre già abbastanza provate dai molti impegni: in particolare i felsinei erano ancora in corsa in Coppa Italia, dove di lì a dieci giorni sarebbe iniziato il girone di semifinale; perciò risulta naturale che la formazione ospite fosse abbastanza rimaneggiata, nell’ottica di puntare il tutto per tutto sull’unico vero obiettivo stagionale rimasto. Eppure i rosso-blu non fecero sconti, imponendo l’1-1 agli avversari. Al vantaggio di Nevio Scala – al secondo ed ultimo anno in viola dopo i trionfi al Milan -, al quarto d’ora della ripresa, rispose il solito Savoldi, a quattro giri d’orologio dallo scadere.
Giuseppe Savoldi
Il pareggio rimandava tutto alla gara di ritorno al Dall’Ara, con gli emiliani in leggero vantaggio. Furono invece i toscani a guadagnare la finale, spuntandola per 1-2 dopo i tempi supplementari (reti viola del giovane Domenico Caso e del brasiliano Sergio Clerici, un ex dell’incontro e miglior marcatore dei suoi in campionato; per i padroni di casa momentaneo pareggio ad opera di Pietro Ghetti). Ma il sogno di portare il trofeo per il secondo anno consecutivo in Italia (dopo che nel ’72 c’era stata la vittoria della Roma) si interruppe il 3 giugno, giorno della finale al Franchi. Di fronte Fiorentina e Newcastle, successo di quest’ultimi per 1-2 e coppa che, per la terza volta in quattro edizioni, prende la via dell’Inghilterra.

Roberto Pivato

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