lunedì 14 settembre 2015

Lezioni di Epic...A: Verona - Torino 1985

Il rigore fallito da Galderisi
Verona – Torino 1-2 (14/04/85, Stadio Marcantonio Bentegodi, Verona, 25ª giornata serie A)

Verona:
Garella, Ferroni, Marangon, Tricella, Fontolan, Briegel (41’ st Bruni), Fanna, Volpati, Galderisi, Di Gennaro, Elkjaer-Laresen. All: Bagnoli

Torino: Martina, Danova (19’ st Corradini), Francini, Zaccarelli, Junior, Ferri, Pileggi, Beruatto, Schachner (44’ st Comi), Dossena, Serena. All: Radice

Arbitro: Lombardo di Marsala

Reti: st 8’ Serena, 20’ Schachner, 32’ Briegel
Il gol di Schachner
A sei giornate dalla conclusione del campionato di serie A 1984/85, l’Hellas Verona guida con sei punti di vantaggio su un quintetto di inseguitrici composto da: Juventus, Torino, Sampdoria, Inter e Milan. Con i due punti a vittoria tale distacco pare difficilmente colmabile. Ormai sono in pochi ancora scettici sulla reale possibilità che lo scudetto prende l’inaspettata via del capoluogo scaligero. Il 14 aprile, alla venticinquesima giornata, c’è una delle ultime chance di riapertura dei giochi. Al Bentegodi arriva il Torino, che in caso di successo ridurrebbe il divario, portandolo a dimensioni tali da ridare speranza alle immediate inseguitrici dei giallo-blu. La truppa di Osvaldo Bagnoli – già giocatore dell’Hellas dal ’57 al ’60 e prima vincitore dello scudetto con la maglia del Milan nella stagione ‘56/’57 -, tuttavia, è ancora imbattuta di fronte al proprio pubblico e nel complesso ha perso solamente una gara, a gennaio ad Avellino.
Walter Schachner
I granata, di contro, vengono dal ko nel derby e da una sola vittoria nell’ultimo mese. I favori del pronostico, insomma, non arridono certo agli uomini di Luigi Radice – compagno di squadra del suo collega al Milan; coi rosso-neri si sarebbe aggiudicato altri due campionati ed una coppa dei Campioni, mentre da allenatore, alla sua prima esperienza al Torino, aveva condotto i granata al tricolore nel ‘75/’76.
La gara inizia difatti sotto il segno dei padroni di casa: grande percussione di Preben Elkjaer-Laresen – arrivato dal Lokeren e capace di mettere a segno otto centri al suo primo anno veronese - steso da Silvano Martina – proveniente dal Genoa, avrebbe vinto in granata il campionato di serie B 1989/90. Rigore netto che Giuseppe Galderisi – alla seconda stagione in giallo-blu dopo i due scudetti alla Juventus - si incarica di trasformare; la battuta però è piuttosto centrale ed il portiere torinese riesce a respingere. Ma i primi 30’ sono tutti di marca giallo-blu. In particolare vanno vicini alla rete Domenico Volpati – mediano novarese ex del Toro - e Luciano Marangon – terzino trevigiano con già una decennale esperienza in massima serie -, ma il risultato non si sblocca. E allora il Toro si sveglia dal torpore, facendosi a sua volta insidioso dalle parti di Claudio Garella – torinese doc, in grado di vincere il tricolore due anni più tardi anche a Napoli.
Hans-Peter Briegel
Ci tentano Leo Junior – brasiliano fresco acquisto dal Flamengo; in Italia avrebbe militato anche nel Pescara -, Walter Schachner – attaccante austriaco prelevato due anni prima dal Cesena, capocannoniere l’anno precedente della Coppa Italia - e Aldo Serena – il miglior marcatore granata in campionato (nove gol), alla sua unica stagione al Torino, in prestito dall’Inter -, in modo ugualmente impreciso. E così al riposo si è ancora sullo 0-0, nonostante i primi 45’ non abbiano deluso sul piano del gioco e delle occasioni.
Il pari è risultato che può soddisfare i veneti, mentre i piemontesi non si possono in alcun modo accontentare. E allora, dopo un diagonale di Marangon a lato di poco, gli uomini di Radice prendono in mano il pallino del gioco, passando in vantaggio dopo soli otto minuti. La rete di Serena è da manuale: sponda aerea di Schachner e spettacolare rovesciata nell’angolino dell’attaccante trevigiano. Eurogol, applaudito sportivamente pure dall’estremo difensore scaligero. Lo 0-1 gasa gli ospiti, che approfittano dello shock locale per raddoppiare quasi subito: cross teso dalla sinistra di Junior; Schachner, nel cuore dell’area, controlla indisturbato e batte Garella da due passi. Il momento è particolarmente favorevole ai granata, che potrebbero chiudere definitivamente il match ancora con la punta austriaca, la quale, tuttavia, fa tutto bene in contropiede, ma poi, a tu per tu col numero uno avversario, manda incredibilmente alto di sinistro.
Aldo Serena
Succede quindi che la capolista trovi finalmente la forza di reagire e, passata da poco la mezz’ora, accorgi le distanze con un colpo di testa ravvicinato di Hans-Peter Briegel – terzino prelevato dal Kaiserslautern e già titolare nella sua nazionale, con cui aveva vinto l’oro agli europei italiani dell’ ’80 e l’argento ai mondiali iberici di due anni successivi - su invito di Volpati. Lo stesso giocatore tedesco poi si infortuna, ma ciò nonostante i giallo-blu potrebbero ancora pareggiare, se la girata al volo di Galderisi non si stampasse sul palo. Evidentemente per lui non era giornata.
Finisce 1-2, campionato riaperto e Juventus, Sampdoria ed Inter che ringraziano. Certo, gli uomini di Bagnoli non hanno demeritato e non hanno palesato particolari cali fisici o abulia nelle trame di gioco. Il secondo ko stagionale, il primo al Bentegodi e l’ultimo in generale, è frutto soprattutto degli episodi e di un pizzico di sfortuna. Lo stesso tecnico veronese non appare preoccupato a fine partita, anche perché il vantaggio sulle inseguitrici rimane considerevole. Pure la stampa, nella voce di Bruno Perucca, continuava a ritenere il Verona la grande favorita per il successo finale: «Fossimo al posto dei fan veronesi non ci preoccuperemmo troppo, perché la squadra di Bagnoli ieri ha perso una partita ma non ci è parsa alla fine del fiato e delle energie» (La Stampa Sera, 15/04/85).
La rosa del Verona campione d'Italia
E difatti l’Hellas porterà a compimento la sua straordinaria impresa, conquistando matematicamente lo scudetto a Bergamo, il 12 maggio. Il Torino, di lì alla conclusione, non perderà e non subirà più alcun gol, ma si dovrà accontentare della piazza d’onore (anche perché su cinque gare ne vince due e ne pareggia ben tre a reti inviolate).

Roberto Pivato

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