lunedì 28 settembre 2015

Lezioni di Epica...A: la Juve fa la voce grossa a Napoli

Una rivista dedicata alla partita del 15/12/74
Napoli – Juventus 2-6 (15/12/74, Napoli, stadio San Paolo, 10ª giornata serie A)
 
Napoli: Carmignani, Bruscolotti, Pogliana, Burgnich, Landini, Orlandini, Rampanti (1’ st Ferradini), Juliano, Clerici, Esposito, Braglia. All: Vinicio

Juventus: Zoff, Gentile, Cuccureddu, Furino (35’ st Viola), Morini, Scirea, Damiani, Causio, Altafini, Capello, Bettega. All: Parola

Arbitro: Agnolin di Bassano del Grappa

Reti: pt 27’ Altafini, 37’ rig. e 41’ Damiani, st 6’ Bettega, 17’ e 28’ Clerici, 25’ Causio, 39’ Viola

Note: match sospeso al 44’ st per intemperanze dei tifosi; al 35’ st Clerici fallisce un calcio di rigore
Il Napoli 1974/75


 
Come dimostrato anche sabato, la trasferta di Napoli non è tradizionalmente molto favorevole alla Juventus. A maggior ragione, dunque, il 2-6 del 15 dicembre 1974 – vittoria più larga di sempre in casa dei partenopei, assieme allo 0-4 del ’61, e partita nella quale i bianco-neri misero a segno il più elevato numero di reti – rappresenta un evento che merita di essere ricordato e rivissuto.
La Juventus 1974/75

Si giocava la decima di campionato. La Vecchia Signora era in vetta, con due lunghezze di vantaggio sugli azzurri, gli unici ancora imbattuti nel torneo. Nel turno precedente gli uomini di Carlo Parola avevano pareggiato a reti bianche il derby cittadino, ma complessivamente vivevano un grande momento di forma: otto risultati utili consecutivi e trecentosessanta minuti senza subire gol. La formazione di Luís Vinício era anch’essa reduce da uno 0-0, a San Siro col Milan, e vantava un’imperforabilità difensiva che ammontava a duecentosettanta minuti. È uno scontro tra due compagini che propongono modi di vedere e giocare il calcio totalmente diversi: i padroni di casa si affidano alla zona, al modello assai in voga all’epoca dell’Olanda del calcio totale; gli ospiti, invece, rimangono fedeli alla scuola italiana, basata su catenaccio e ripartenza. Quella domenica d’inverno prevarrà nettamente quest’ultima. Quella che rimarrà l’unica sconfitta interna del Napoli in campionato, ed una delle tre complessive (compagine con meno ko del torneo), assume proporzioni inimagginabili alla vigilia e spiegabili solo in parte con l’impegno in Coppa Uefa di quattro giorni prima, quando i campani si erano recati ad Ostrava, in Cecoslovacchia, per il ritorno degli ottavi di finale. Il match disputato su un terreno pesantissimo ed il lungo ed estenuante viaggio possono offrire un qualche alibi per la débâcle contro i piemontesi (comunque a loro volta impegnati in trasferta, ad Amsterdam in casa dell’Ajax, per la medesima competizione lo stesso giorno). Sul campo, in ogni caso, le cronache ci riportano una Juve pressoché assoluta padrona del gioco, capace di perforare la difesa partenopea ogni qual volta lo desiderasse.
Oscar Damiani
A fine primo tempo si era già sullo 0-3, in virtù della rete di José Altafini – il grande ex dell’incontro – e alla doppietta di Giuseppe “Oscar” Damiani – anch’egli con trascorsi a Napoli, dove peraltro sarebbe tornato nel ’79; quell’anno fu il più prolifico goleador bianco-nero, con nove centri, assieme a Pietro Anastasi. Le Zebre parvero non accontentarsi neppure nella ripresa, siglando dopo pochi minuti il poker con Roberto Bettega, all’epoca appena ventiquattrenne ma già con due scudetti conquistati a Torino.
Sergio Clerici
Ad interrompere momentaneamente il monologo ospite fu Sergio Clerici, ben quattordici sigilli per lui in quel campionato. El Gringo si ripetè poco dopo, ma nel frattempo anche Franco Causio aveva trovato la via del gol. Il definitivo e tennistico 2-6 – dopo che Clerici aveva fallito un calcio di rigore - fu opera, nei minuti conclusivi, del neo-entrato Fernando Viola, per quella che rimarrà la sua unica marcatura stagionale.
Il match, purtroppo, viene ricordato anche per le intemperanze dei sostenitori locali, che costrinsero l’arbitro, dopo un ripetuto lancio di oggetti in direzione di un guardalinee, a fischiare la fine con un minuto d’anticipo. Come conseguenza ci fu la squalifica del San Paolo per due giornate.
Questo pesante ko non ebbe tuttavia strascichi negativi sulla stagione del Napoli che, grazie ad un gioco spumeggiante, continuò l’inseguimento alla Juventus fino alla fine, terminando al secondo posto staccato di appena due punti: giusto quelli attribuiti all’epoca per una vittoria.
Un eloquente titolo di giornale dedicato al match
Roberto Pivato

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