mercoledì 21 ottobre 2015

C'era una volta in Europa: la Vecchia Signora cede ai giovani Puledri

Die Fohlen stagione '75/'76
Juventus – Borussia Mönchengladbach 2-2 (05/11/75, Torino, stadio Comunale, ritorno ottavi di finale Coppa dei Campioni)
 
Juventus: Zoff, Gentile, Tardelli (73’ Altafini), Furino, Morini, Scirea, Causio, Gori, Anastasi, Capello, Bettega (71’ Damiani). All: Parola

BorsussiaMönchengladbach: Kleff, Vogts, Schaeffer, Wittkamp, Bonhof, Danner, Simonsen, Wimmer, Jensen, Stielike, Heynckes. All: Lattek

Arbitro: Linemayr (Austria)

Reti: 35’ Gori, 60’ Bettega, 70’ Danner, 87’ Simonsen

Nell’estate del 1975 il Borussia Mönchengladbach aveva cambiato tecnico, dopo oltre dieci anni. Hennes Weisweiler- colui che aveva plasmato i famosi Fohlen, conducendoli dapprima in Bundesliga, poi alla conquista della stessa per tre volte e, infine, al primo trionfo continentale, con la vittoria nella Coppa Uefa ‘74/’75 – se n’era andato al Barcellona e al suo posto era arrivato Udo Lattek, l’allenatore che fino a quel momento aveva guidato il Bayern Monaco, cioè la principale rivale dei bianco-nero-verdi in patria. Non sarebbe cambiato molto.
Udo Lattek
Il Borussia si aggiudicò anche il campionato ‘75/’76 e poi quello della stagione seguente; in Europa bissò il successo in Coppa Uefa nel ‘78/’79 e l’anno dopo perse la finale con l’Eintracht Francoforte, ma, in particolare, raggiunse l’atto conclusivo della Coppa dei Campioni nel ’77, arrendendosi al Liverpool. Il maggior rimpianto nella storia del Mönchengladbach.
La Juventus di Carlo Parola – tornato la stagione precedente sulla panchina bianco-nera e subito capace di conquistare lo scudetto, dopo i due vinti da giocatore e gli altrettanti da allenatore della Vecchia Signora nel ’60 e nel ’61 – era a caccia della prima Coppa dei Campioni, dopo la finale persa due anni prima con l’Ajax. Nel frattempo i campioni d’Italia in carica erano al comando della serie A, dopo quattro giornate, insieme al Napoli, senza aver mai perso. Dove invece erano già stati sconfitti due volte era in campo europeo: la prima, il 17 settembre, in casa del CSKA Sofia, per l’andata dei sedicesimi di finale. Il 2-1 in Bulgaria era però stato rimontato a Torino, con un suiccesso per 2-0. Grande protagonista Pietro Anastasi, già autore di due delle tre reti piemontesi (la terza fu siglata da Giuseppe Furino). La seconda al Rheinstadion di Düsseldorf, dove si era disputato il primo round degli ottavi di finale contro il Mönchengladbach.
Allan Simonsen
Il confronto era terminato 2-0, con marcature di Jupp Heynckes e Allan Simonsen. Per i tedeschi si trattava del primo successo casalingo in quell’edizione della Coppa dei Campioni, visto che nel primo turno, quando si trovarono opposti al Wacker Innsbruck, avevano pareggiato in casa per 1-1 (soltanto grazie ad un rigore del loro attaccante danese), ma avevano annichilito gli avversari in Austria, con un sonoro 1-6 (di nuovo Simonsen, Uli Stielike e quaterna dello scatenato Heynckes).
In un Comunale gremito in ogni ordine di posto, tanto da registrare il record di incassi, alla Juventus serviva un’altra grande rimonta e questa volta due reti non avrebbero garantito la qualificazione, ma solo i supplementari. Le due reti arrivarono: la prima al 35’, ad opera di Sergio Gori; la seconda al quarto d’ora della ripresa, di Roberto Bettega.
Roberto Bettega
Ci affidiamo alla cronaca di Bruno Perucca su La Stampa del 6 novembre 1975: «La Juventus è andata in vantaggio al 35’. Un gol un po’ casuale nell’esecuzione, ma che ha premiato la pressione dei torinesi. Ha calciato Scirea dal limite, la palla è stata intercettata in spaccata da Vogts, ha avuto una strana deviazione ed è finita verso Gori al centro dell’area. L’attaccante ha potuto controllare la sfera con calma e metterla in rete, malgrado l’uscita disperata di Kleff, con una puntata bassa […] il secondo gol bianco-nero. Lunga volata sulla destra del bravissimo Scirea , che ha resistito ad un fallo, ha centrato basso: Gori accorrendo sulla palla ha fintato un intervento facendo velo per Bettega il quale di destro al volo ha battuto inesorabilmente Kleff». Ma l’illusione dei padroni di casa durò appena dieci minuti, cioè il tempo che occorse a Dietmar Danner per accorciare le distanze, con una mezza rovesciata dopo una corta respinto di Dino Zoff, e costringere di fatto i torinesi a realizzare altre due segnature per passare il turno. Impresa ai limiti dell’impossibile contro una delle squadre all’epoca più forti d’Europa. Ed infatti il miracolo non riuscì. Al contrario, a tre minuti dal termine, l’implacabile Simonsen pareggiò, concretizzando un contropiede partito da Danner e proseguito da Henning Jensen, sancendo così la qualificazione teutonica e mantenendo al contempo l’imbattibilità dei suoi in campo continentale. Un’imbattibilità che durò anche nei quarti, malgrado l’eliminazione ad opera del Real Madrid, avvenuta difatti dopo due pareggi ed in virtù della regola dei gol in trasferta.
La Juventus 1975/76
 Per gli uomini di Lattek la consolazione di vantare tra le proprie fila il capocannoniere della manifestazione, cioè Heynckes, a segno sei volte in altrettante gare. Per quelli di Parola l’ulteriore delusione del secondo posto in campionato, alle spalle del Torino a causa della sconfitta dell’ultimo turno a Perugia.

Roberto Pivato

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