martedì 27 ottobre 2015

Esterophilia: la premier sacre dell'Anderlecht, nell'anno della terza retrocessione del Bruges

L'Anderlecht della "premier sacre"
E' un ottobre caldo in casa Anderlecht. Criticato aspramente da più parti, in primis dai calciatori,  per il  modus operandi eccessivamente sbrigativo, Martin McLaren, tecnico inglese da qualche mese in sella alla nobile formazione di Bruxelles, all'indomani della debacle esterna con l'Olympic Charleroi, diretto rivale dei biancomalva nella corsa al titolo, viene invitato a fare le valigie: le chiavi dei Paars-wit vengono affidate alla saggezza dell'esperto francese Georges Perino. L'avvicendamento in panchina, tanto auspicato dai più, e finalmente materializzatosi, sembra sortire gli effetti sperati: lo "Sporting" infila due successi consecutivi, ne fanno le spese Antwerp, formazione campione nel '44 (ultimo campionato ufficiale prima dell'avvento del secondo conflitto mondiale), e Standard, quindi crolla tra le mura amiche, incassando un pirotecnico 4-5 dall'RC Bruxelles, prima di fornire una prova autoritaria nel caliente fortino dell'Union Saint-Gilloise, stritolato con un perentorio 2-5. 

A dieci giorni dal Natale, quello dello Stade Emile Versè, l'odierno Constant Vanden Stock, dove  i biancomalva ricevono la visita del Club Bruges, è il più classico dei testacoda.  Diametralmente opposto l'umore delle due compagini: da una parte i nerazzurri, neopromossi in Division d'Honneur, affollano i quartieri bassi della graduatoria, mentre dall'altra, i capitolini, per mantenere la scia dell'Olympic Charleroi, fin lì locomotiva del torneo, devono fare il pieno di punti. A prevalere sarà la legge del più forte. I Blauw and Zwart, maltrattati dall'Anderlecht, torneranno a casa con ben sette reti sul groppone. Il walzer delle segnature viene inaugurato da De Wael, autore di una doppietta, quindi tocca a Vanvarenbergh graffiare un impotente Bruges: il formidabile uomo assist, dotato di una sensibilità quasi circense, s'iscrive a referto, realizzando la terza rete dell'incontro. Non sazi, i biancomalva servono il poker con Sermon, quindi l'implacabile Jef Mermans, tre volte capocannoniere del campionato belga (quell'anno leader della speciale classifica dall'alto dei suoi trentotto centri), tiene fede alla propria nomea e irrompe prepotentemente sulla scena: "Le Bombardier", prelevato nel '42 dal Tubantia Borgehout per l'allora astronomica cifra di centoventicinquemila franchi*, e considerato uno dei più redditizi frombolieri del panorama calcistico continentale, concede addirittura il bis.
Jef Mermans
Chiude i conti, piuttosto salati per Les Gazeles, un acuto di Moelans. I nerazzurri non si riprenderanno più: terminando il campionato sul fondo della classifica, il Club Bruges verrà retrocesso per la terza volta nella propria storia. Se nelle Fiandre si verseranno lacrime amare, nella capitale, inaspettatamente, si potrà finalmente festeggiare "il premier sacre" dei biancomalva: autore di una appassionante e frenetica rimonta ai danni del Charleroi, a cui verranno rosicchiati la bellezza di otto punti, l'Anderlecht conoscerà l'ebrezza della prima volta. Per Mermans & Co, però, non sarà un un punto d'arrivo: nel lustro successivo, Les Mauve et Blanc domineranno la manifestazione, riservando le briciole agli avversari e laureandosi campioni
altre quattro volte.

Vincenzo Lacerenza

Il Tabellino 

Anderlecht-Club Brugge 7-1 (Bruxelles, 15/12/1946, Division I belga, quindicesima giornata)

Marcatori: De Wael (2), Vanvarenbergh, Sermon, Mermans (2), E. Moelans

Note
 Il faraonico trasferimento di Jef Mermans, fece registrare anche un record. Il passaggio di "Le Bombardier" dal Tubantia all'Anderlecht, in cambio di 125.000 franchi, divenne il più esoso della storia del campionato locale: scalzati in un amen i centomila franchi versati nel '39 dall'Olympic al During per assicurarsi le prestazioni di Robert Lamoot.

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