mercoledì 11 novembre 2015

Il memorabile settebello del Feyenoord nel primo Klassieker di Eredivisie

L'Ajax '56-57
All'alba degli anni '50, anche la renitente KNVB  deve rassegnarsi. Impoverita dalla irrefrenabile diaspora dei suoi migliori talenti, attratti dagli sfarzi del professionismo e per questo puniti dall'inquisizione pallonara oranje, nell'estate del 1954  i vertici della federazione olandese si convincono ad ascoltare le proposte della NBVB, la fronda dei club favorevoli all'avvento dell'era professionistica. Nella fatidica riunione, tenutasi a Utrecht e denominata "slaapkamerconferentie", prevalgono le ragioni progressiste: la KNVB, stretta all'angolo, spalanca le porte a compensi e salari, dando il benvenuto a quel professionismo, anche se teoricamente si parla di semi-professionismo, così tanto demonizzato in tempi non sospetti. Ridisegnato anche il formato del torneo, che dice addio alle scremature regionalistiche: abbattuti i gironi e tagliati i playoff, sulla scia di quanto preconizzato dai più prestigiosi campionati europei, le diciotto elette d'Olanda vengono invitate a far parte della grande famiglia dell'Eredivisie. 

Sin dalle prime battute della stagione '56-57, è lo schiacciasassi Ajax  a trovarsi a proprio agio nel ruolo di battistrada. A tratti straripanti e bulimici, i Lancieri imprimono un ritmo insostenibile per le rivali: vincono sei delle prime sette gare, lasciando le penne e i punti soltanto alla sesta sul difficile terreno del Rapid JC Heerlen. Ovvio, quindi, che nel primo Klassieker d'Eredivisie la bilancia penda, e anche tanto, dalla parte dei capitolini. Il Feyenoord, le cui sorti sono state affidate a Jaap Van der Leck, sostituto dell'iconico giramondo Richard Kohn, per tutti a Rotterdam semplicemente Dombi Little, non scoppia di salute:  il momentaccio del club van het volk, due rovesci nelle ultime tre uscite, è sublimato dalla batosta, quattro pappine, rimediate dal DOS Utrecht. Lo scoppolone incassato, però, se non altro, pungola l'orgoglio dei biancorossi.
Un undici del Feyenoord ('56-57)

Che, feroci e indemoniati, scortati da un De Kuip gremito da oltre cinquantamila tifosi trasognanti, regalano agli acerrimi rivali una ripassata storica, smentendo ogni pronostico. A prendersi la scena, però, non è Coen Moulijn: l'estrosa ala sinistra - nonchè recordman di presenze del club, che con la "F" sul petto vivrà da protagonista la belle epoque della formazione di Rotterdam, insolitamente  resterà a guardare. Eroe della giornata sarà, infatti, Daan Den Bleijker: il centravanti che dopo nove annate ammantate di biancorosso, terminerà un'onesta carriera nel DHC - altro sodalizio di Rotterdam - calerà addirittura il poker. All'intervallo, poi, il bilancio per i Lancieri verrà appesantito dalla doppietta di Cor van der Gijp, capostipite di una dinastia di calciatori : Ome Cor, cosi come fu ribattezzato dai tifosi,  pilastro del Feyenoord  a cavallo tra gli anni '50 e '60, con tanto di centosettantuno reti spalmate su duecentotrentatre apparizioni in biancorosso, è infatti fratello dei vari William, Janus e Frederick, nonchè zio di Renè, figura di spicco del PSV nel trienno '84-87. 

Henk Schouten
Priva di un imberbe Sjaak Swart, colui che negli anni a suon di uscite coi Godenzonen, alla fine se ne conteranno ben quattrocentosessantuno, diventerà il calciatore più presente nella storia dei Lancieri, l'Ajax abbozzerà un timido tentativo di rimonta: sarà l'impacabile  Wim Bleijenberg di quell'anno, autentico cecchino con sedici reti realizzate in diciotto incontri, a scuotere i suoi.  Repentina la risposta del Club del popolo, affidata ai piedi, caldi, di Henk Schouten: il compare di Moulijn e van der Gijp, qualche mese prima entrato nella storia  per aver messo a segno la bellezza di nove reti in una gara vinta 11-4 con il Volewijckers*, ristabilisce le già rassicuranti distanze. Nel finale il Feyenoord, ormai paggo e rilassato, permetterà all'Ajax di ricucire un pochino il pesante passivo: a segno per i Lancieri andranno Rinus Michels, il vate del calcio totale, ancora alle prese con tacchetti e cuoio prima di passare a lavagna e tattiche, e Piet Ouderland, uno dei primi ad iscriversi al ristrettisimo club di calciatori con più di cento presenze con l'Ajax.

Nonostante l'umiliazione, tuttavia, i Lancieri proseguiranno in maniera ineffabile il loro cammino: per tagliare il traguardo del titolo, primo a reti unificate, i capitolini dovranno penare, sopravanzando di soli quattro punti un sorprendente Fortuna '54*. E saranno proprio quest'ultimi a recare una delusione al Feyenoord: sesti in campionato, i biancorossi di Rotterdam, giunti sino in finale di KNVB Beker, la coppa nazionale oranje, vedranno ondeggiare l'ambito trofeo tra le mani di Bram Appel, devastante in finale con una tripletta, & Co

Vincenzo Lacerenza

Il tabellino 

Feyenoord-Ajax 7-3 (Rotterdam, 11/11/1956, Eredivisie, ottava giornata)

Feyenoord: Onderstal, Kerkum, Osterholt, Koolen, Steenbergen, van der Hoek, Bak, Schouten, van der Gijp, Den Bleijker, Moulijn. All: Jaap van der Leck

Ajax: Graafland, van Mourik, Geelhuizen, W. Anderiesen, van Dijk, Bakker, van der Kuil (Ouderland 40'), Michels, Bleijenberg, den Edel, Schmidt. All: Karl Humenberger

Reti: Den Bleijker 14', 23', 37', 64', van der Gijp 26', 44', Bleijenberg 51', Schouten 52', Michels 85', Ouderland 88'.

Arbitro: Karel van der Meer

Note 
*:  L'exploit di Schouten, per questioni temporali, non è annoverabile tra i record dell'Eredivisie. Se è vero che con le sue nove reti Schouten resta inavvicinabile per chiunque, specie in tempi moderni, a far registrare il più alto numero di marcature in una gara del massimo campionato olandese è stato Alfonso Aves: nell'ottobre 2007, l'attaccante brasiliano dell'Heerenveen mise a segno ben sette reti.

**: Nel 1963, sull'orlo del crack per una cattiva gestione delle finanze, il Fortuna '54 è costretto alla fusione con il Sittardia: vede la luce l'odierno Fortuna Sittard.

Fonti fotografiche:
nl.wikipedia.org
lunaticnews.nl
pinterest.com

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