martedì 8 dicembre 2015

Esterophilia: Il "gol ilumidado" di Don Elias e il Colorado per la prima volta sul tetto del Brasile

La locandina dell'inaugurazione
Il 6 Dicembre 1969, in occasione di un amichevole con i portoghesi del Benfica, poi vinta 2-1 dall'Internacional, una rete del brasiliano Claudiomiro inaugurava l'impianto nuovo di zecca del Colorado: dopo trentotto anni di onorato servizio veniva mandato in pensione l'Estadio dos Eucaliptos, vecchia dimora del club. Adagiato sulle sponde del placido Rio Guaìba, per la sua realizzazione si erano dovuti attendere tredici lunghi anni. I lavori, comiciati nel '56, a causa di rallentamenti e inconvenienti, si erano potratti sino al tramonto degli anni '60. E non erano mancati i soliti vaticini apocalittici delle malelingue. Cassandre certe del fatto che i lavori non sarebbero mai stati ultimati, avevano beffardamente iniziato ad etichettare l'opera come "Boia Cativa". Per fortuna del Colorado e dei suoi fedelissimi tifosi, fattivamente impegnati nell'allestimento del Beira-Rio con collette e contributi di varia natura, tali ironie, sicuramente subdole, non si erano rivelate profetiche: la gara amichevole con la quale era stato battezzato il nuovo stadio rappresentava anche l'inizio di una nuova era per il club, tornato nel frattempo a dominare in campo statale dopo sette anni di inattaccabile egemonia gremista.
Paulo Roberto Falcao

Dal 1971, poi, su iniziativa della Confederação Brasileira de Futbol, i vari tornei "Roberto Gomes Pedrosa" e Taca de Brasil vengono soppiantati in favore di un più articolato Brasileirao. Con la nuova formula, la federazione ne guadagna in termini di comodità: diventano più agevoli e intuitivi i meccanismi, prima cervellotici, di qualificazione alle coppe continentali. Intanto il Colorado, puntellato nel '72 dall'arrivo di Elias Figueroa, elegante e carismatico difensore cileno proveniente dagli uruguagi del Penarol, e in cui dalla stagione successiva comincia a brillare l'abbagliante talento di Falcão, continua imperterrito a fare incetta di titoli statali: il Gauchão, conquistato consecutivamente dal '69 al '76,  in questo periodo è proprietà esclusiva della formazione colorada

Un undici del Colorado ('75)
I tempi sono maturi anche per il primo, storico trionfo nazionale dell'Internacional, da tempo bramato da società e torcida. Per perseguire quella che ha ormai assunto i connotati di un ossessione, nel '64 il Rio Grande do Sul abbraccia Rubens Minelli: predicatore di un calcio piacevole si, ma allo stesso tempo piuttosto verticale e senza troppi fronzoli, Minelli aveva cominciato a dedicarsi alla carriera manageriale sin da quando, all'età di ventisette anni, vittima di un grave infortunio, era stato costretto ad abbandonare l'attività agonistica. Il baffutto tecnico, al timone del Palmeiras vincitore nel '69 del prestigioso torneo "Roberto Gomes Pedrosa", era stato ingaggiato personalmente da Josè Asmuz, presidentissimo dell'Internacional: secondo una storiella che circola in Brasile, il numero uno del Colorado avrebbe incrociato Minelli in occasione di una trasferta dell'Inter e, pur di non farselo scappare, gli avrebbe offerto il biglietto del bus per Porto Alegre. Leggende metropolitane a parte, l'intuizione di Asmuz si rivela azzeccata. Nel '75, dopo aver nuovamente spadroneggiato nel Gauchao, diciotto vittorie su altrettanti incontri disputati, il Colorado pare finalmente pronto per il decisivo salto di specie: roccioso in difesa, fantasioso con il trio delle meraviglie Falcão-Carpeggiani-Caçapava a giostare in mediana, e implacabile davanti, dove a rapire l'occhio sono le formidabili medie realizzative dell'artilheiro Flavio, capoccanoniere del torneo, l'Inter ha tutte le carte in regola per arrivare sino in fondo.

I primi due turni del Brasileirao, entrambi caratterizzati da una logorante fase a gironi, sono bypassati in scioltezza: il Colorado conclude al comando entrambi i raggruppamenti. E' a partire dalla terza fase che la strada comincia ad impennarsi: secondi alle spalle del Santa Cruz nel gruppo B, i portoalegrensi trovano in semifinale lo spauracchio Fluminense.
Una formazione del Cruzeiro di quegli anni
La Maquina Tricolor, da sfidare in gara secca nel tempio del Maracanà, è la più accreditata candidata alla vittoria finale: nella fila della Flu, dominatrice incontrasta del gruppo A, militano alcuni tra i calciatori verdeoro più forti del tempo come Edinho, Paulo Cesar Cajù e Rivelino. Il tecnico del colosso carioca però, eccessivamente sicuro di sè e dei suoi ragazzi, commette l'imperdonabile errore di snobbare il Colorado, sottostimandone apertamente il valore con la stampa: caricato a dovere da Minelli, l'Internacional colpisce con Lula e Carpeggiani, silenziando i quasi centomila assiepati sulle gradinate impolverate del Maracanà. Contro ogni pronostico, la marcia del Colorado prosegue: in finale la formazione del Rio Grande do Sul dovrà fare i conti con il Cruzeiro, vittorioso nell'altra semifinale con il Santa Cruz. Il 14 Dicembre 1975 al Beira-Rio, rumoroso come sempre, c'è un clima da appuntamento con la storia: la torcida freme. La Raposa, forte di una solida ossatura composta da gente del calibro di Raul Plassmann, portiere noto anche per le sgargianti maglie gialle che era solito indossare, Wilson Piazza, Palinha e Joazinho, impensierisce più volte Manga, al secolo
Haílton Corrêa de Arruda: il portiere, che è anche il calciatore brasiliano con più gettoni di presenza in Libertadores (ben 72), è reattivo nel disinnescare le velenose sortite belohorizontine. 

Il "gol iluminado" di Figueroa
La svolta arriva al decimo della ripresa. Punizione dalla destra: Valdomiro scodella un pallone invitante, a centro area si fa largo Elias Figueroa, avanzato dalle retrovie per l'occasione, che con una tanto poderosa quanto chirurgica incornata spedisce la sfera alle spalle di un inebetito Plassman, mentre la torcida intona il classico coro "Colorado, Colorado". E' il celeberrimo "goal iluminado": secondo la leggenda, un fascio di luce avrebbe illuminato Don Elias nel momento in cui la storia si compiva. Perchè si, il Cruzeiro non riuscirà a pareggiare, permettendo all'Internacional di laurearsi campione del Brasile per la prima volta nella propria storia. Il Colorado, che farà registrare anche alcuni record*, diventerà, in barba al Gremio, la prima formazione del Rio Grande do Soul a travalicare i confini statali e ad aggiudicarsi lo scettro nazionale.

Vincenzo Lacerenza

Il tabellino 

Internacional-Cruzeiro 1-0 (14/12/1975, finale Brasileirao)

Internacional: Manga, Valdir, Figueroa, Herminio, Chico Fraga, Cacapava, Falcao, Carpeggiani, Valdomiro (Jair), Flavio Minuano, Lula. All: Rubens Minelli


Cruzeiro: Plassmann, Nelinho, Darci Menezes, Morais, Isidoro, Piazza Zè Carlos, Eduardo, Roberto Batata (Eli Mendes), Palhinha, Joaozinho. All: Zezè Moreira

Marcatori: Figueroa 56'

Arbitro: Dulcidio Wanderlei

Note
*Questi alcuni dei record fatti registrare nel '75 dal Colorado: maggior numero di vittorie (19), minor numero di sconfitte 83), e miglior attacco con cinquantuno centri all'attivo. Sfuggita per una sola rete la palma di difesa meno perforata: dodici reti incassate da Manga & Co a fronte delle undici subite, in appena diciassette incontri però, dal Fortaleza.

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