lunedì 14 dicembre 2015

Lezioni di Epic...A: Genoa - Bologna 1925, quando il potere e la violenza hanno la meglio sullo sport

Il Bologna per la prima volta campione d'Italia nel '25
Genoa – Bologna 1-2 (31/05/25, Genova, stadio Luigi Ferraris, finale di ritorno Prima Divisione)
 
Genoa: De Prà; Bellini, De Vecchi; Barbieri, Burlando, Leale; Neri, Alberti, Catto, Moruzzi, Santamaria. All: Garbutt

Bologna: Gianni; Borgato, Gasperi; Genovesi, Baldi, Giordani; Pozzi, Perin, Della Valle, Schiavio, Muzzioli. All: Felsner

Arbitro: Gama di Milano

Reti: 34’ Muzzioli, 73’ Santamaria, 83’ Della Valle
Il Genoa 1924/25
L’epilogo del campionato di Prima Divisione 1924/25 è tra i più controversi e polemici dell’intera storia del calcio italiano. I famosi tre spareggi tra Bologna e Genoa, che alla fine consegnano agli emiliani il loro primo contestatissimo scudetto, sono tristemente accompagnati da episodi di violenza e di ingestione del potere politico, nella fattispecie quello del gerarca fascista bolognese Leandro Arpinati, nella sfera sportiva. Il calcio, difatti, era già all’epoca potente strumento di propaganda tra le masse.
Giovanni Mauro

Il primo spareggio si svolse a Milano il 7 giugno e terminò 2-2, col celeberrimo gol di Giuseppe Muzzioli convalidato dall’arbitro Giovanni Mauro, che inizialmente aveva indicato il calcio d’angolo, soltanto dopo un quarto d’ora e dopo le minacce dei numerosi sostenitori felsinei (tra cui molti squadristi) entrati sul terreno di gioco. I genoani, per protesta, si rifiutarono di disputare i supplementari, così, dopo una lunga battaglia legale di quasi un mese, la Lega optò per un nuovo spareggio, stavolta a Torino, il 5 luglio. Le cose non andarono però meglio: se all’interno dello stadio, in un vero e proprio assetto di guerra, non ci furono grossi problemi (con la partita che si chiuse sull’1-1), alla stazione di Porta Nuova ci furono violenti scontri tra i supporter, alcuni armati di pistola, che provocarono dei feriti. Il caos oramai regnava sovrano: la dirigenza della Lega Nord fu costretta a dimettersi, il torneo venne momentaneamente sospeso, fin quando non venne stabilito di provare nuovamente a dirimere sul campo la questione della superiorità tra Genoa e Bologna. Il terzo ed ultimo spareggio venne disputato a Milano, il 9 agosto, segretamente, alle sette del mattino, a porte chiuse. Vinse 2-0 il Bologna, che batté poi l’Alba Roma e si laureò per la prima volta campione d’Italia. Ma questa tormentata vicenda passò alla storia come il “Furto della Stella” (il Genoa infatti aveva la possibilità di aggiudicarsi il suo decimo scudetto), secondo alcuni il più grande torto arbitrale di tutti i tempi.
 
Un'immagine della finale d'andata del 1925 a Bologna
La ruggine tra le due squadre si era tuttavia originata già dalla stagione precedente, nella quale Genoa – Bologna era stata pure finale di Lega e aveva visto l’attribuzione del titolo al Grifone a tavolino, dopo una furibonda rissa in campo nella gara di ritorno allo Sterlino.
Ma come si era arrivati ai famosi e tormentati tre spareggi dell’estate del ’25? Il Genoa aveva vinto il gruppo A con un solo punto di vantaggio sul sorprendente Modena, mettendo in mostra il miglior attacco e la miglior difesa del proprio raggruppamento. Anche il Bologna aveva dovuto sudarsi il successo nel girone B, chiuso con due lunghezze di vantaggio sul tandem tutto piemontese Pro Vercelli-Juventus; i petroniani erano stati un rullo compressore in casa, dove le avevano vinte tutte meno l’ultima, pareggiata col Novara. La prima sconfitta stagionale allo Sterlino arrivò nella finale d’andata, nella quale i liguri si imposero 1-2 grazie alle marcature di Cesare Alberti ed Edoardo Catto, a cui aveva parzialmente risposto Angelo Schiavio. A Marassi il Grifone non era mai caduto, perciò il decimo scudetto della storia genoana sembrava ad un passo. Invece gli uomini di Hermann Felsner il 31 maggio fecero l’impresa.
Giuseppe Muzzioli
Con grande determinazione, e sorprendendo i rosso-blu di casa, scesi forse in campo già certi della vittoria, gli emiliani spingono e trovano il vantaggio poco dopo la mezz’ora: «Borgato interrompe un’azione individuale e Moruzzi allunga la palla al suo avanti; Schiavio raccoglie e passa a Muzzioli che converge verso il centro e batte De Prà con un tiro obliquo» (La Stampa, 01/06/25). La ripresa vede la convinta reazione dell’undici di William Garbutt, che tuttavia non riesce a pareggiare, un po’ per sfortuna (due pali), un po’ per la bravura di Mario Gianni. Ma al 73’ Aristodemo Santamaria trova la via del gol sugli sviluppi di un calcio piazzato. Sembra la rete che decide il campionato ed invece, a sette dal termine, Giuseppe Della Valle incorna alla perfezione un traversone di Pietro Genovesi e sigla l’1-2 che rende necessaria la ripetizione dell’incontro e che origina una contesa infinita e non troppo limpida per l’assegnazione del venticinquesimo titolo di campione d’Italia.
Aristodemo Santamaria

Il “Furto della Stella” segnerà in un certo senso la conclusione dell’epopea genoana nel calcio italiano: i rosso-blu non riusciranno mai più a conquistarlo quell’ambito decimo alloro. Per il Bologna, al contrario, sarà solo il primo (e certamente più discusso) di sette successi in campo nazionale.

Roberto Pivato

Nessun commento:

Posta un commento