martedì 8 dicembre 2015

Lezioni di Epic...A: una domenica da ricordare per la Lazio

Chinaglia e Spinosi
Lazio – Juventus 3-1 (17/02/74, Roma, stadio Olimpico, 18ª giornata serie A)
 
Lazio: Pulici, Petrelli (27’ st Polentes), Martini, Wilson, Oddi, Nanni, Garlaschelli, Inselvini, Chinaglia, Frustalupi, D’Amico. All: Maestrelli

Juventus: Zoff, Spinosi, Marchetti, Furino (1’ st Viola), Morini, Salvadore, Gentile, Cuccureddu, Anastasi, Capello, Altafini. All: Vycpalek

Arbitro: Panzino di Catanzaro

Reti: pt 5’ Garlaschelli, 27’ Chinaglia, st 10’ Anastasi rig., 21’ Chinaglia rig.
Wislon e Chinaglia a fine partita
Ci sono gare, nel corso di una stagione, che sono emblematiche; che fanno capire che un traguardo, che sembrava irraggiungibile fino a poco tempo prima, è alla portata, tanto vicino da non poter più lasciarselo sfuggire. È il caso di Lazio – Juventus del 17 febbraio 1974, terza di ritorno della prima serie A conquistata dai bianco-celesti. Le due formazioni sono le grandi protagoniste del torneo e arrivano allo scontro diretto dell’Olimpico con due soli punti di distacco. I bianco-neri sognano l’aggancio, tanto più che nell’ultimo turno i romani sono incappati in un’imprevista sconfitta in casa della Sampdoria fanalino di coda. I piemontesi, al contrario, vengono dalla prova di forza offerta in casa contro il Napoli, battuto 4-1 e scavalcato in classifica.
Un tentativo acrobatico di Anastasi

C’è il pubblico delle grandi occasioni nella capitale: quasi 90000 persone, incuranti della pioggia battente e del freddo. È un match decisivo e sentitissimo: l’anno prima le Zebre si sono laureate campioni d’Italia all’ultimo turno, a spese del Milan (vittima della Fatal Verona) e delle stesse Aquile, cadute al San Paolo, sul campo di una squadra senza più obiettivi ma a caccia di vendetta dopo le turbolenze dell’andata. La truppa di Tommaso Maestrelli, fino a due anni prima in B, è determinata a dimostrare che l’inciampo di Genova è stato un accidentale incidente di percorso; quella di Čestmír Vycpálek mira a riacciuffare i capitolini, come già aveva fatto il 13 gennaio.
Le compagini si erano trovate di fronte in quello stesso stadio nemmeno trenta giorni prima, per il secondo turno della Coppa Italia, ed era finita a reti inviolate. All’andata, invece, la Juve aveva vinto in rimonta al Comunale per 3-1, infliggendo alla Lazio il primo stop stagionale. 
Il gol di Garlaschelli
L’incontro del 17 febbraio mostra probabilmente la miglior Lazio della stagione, almeno nei primi 45’. Bastano 5’ ai padroni di casa per portarsi in vantaggio: Renzo Garlaschelli approfitta di un batti e ribatti in area e trafigge Dino Zoff con un preciso rasoterra. I laziali acquistano ulteriore foga e fiducia e reclamano il rigore al quarto d’ora, per un contatto molto dubbio tra Francesco Morini e Giorgio Chinaglia; il contestato signor Panzino lascia correre. Ma i bianco-celesti insistono: triangolo tra Sergio Petrelli e Franco Nanni, piattone del primo, sfera a lato di un soffio. Il raddoppio è comunque dietro l’angolo. Ci pensa Chinaglia con una violenta punizione dalla distanza. È il 28’ e fino a quel momento si è vista solo la Lazio in campo. Soltanto nel finale di tempo la Vecchia Signora si fa vedere dalle parti di Felice Pulici, con una conclusione ravvicinata di Pietro Anastasi, ben servito da Gianpietro Marchetti, che finisce sull’esterno della rete. Il primo tempo, tuttavia, ha messo in mostra la netta superiorità laziale e il doppio svantaggio sembra sostanzialmente irrimediabile per la Juve. 

Il raddoppio di Chinaglia
Invece, l’avvio di ripresa riserva numerosi colpi di scena e possibili sconvolgimenti. Fuga di Claudio Gentile, Giuseppe Wilson lo trattiene e per l’arbitro è rigore. Ma forse il fallo era iniziato fuori area. Gli animi si scaldano, i bianco-celesti reclamano furiosi, ma a riportare la serenità ci pensa Pulici, respingendo il penalty di Antonello Cuccureddu.
Pulici respinge il rigore di Cuccureddu
Non è finita però! Passano tre minuti e viene concessa un’altra massima punizione agli ospiti, stavolta per trattenuta di Petrelli su Anastasi. Dagli undici metri si presenta lo stesso attaccante catanese che non sbaglia. È un gol che potrebbe riaprire i giochi, non solo del singolo incontro, ma di tutto il campionato. Invece le Aquile riprendono ad attaccare rabbiosamente, con l’orgoglio di chi si sente ingiustamente penalizzato. Prima Chinaglia si vede negare la rete da Zoff e Sandro Salvatore, che in cooperazione salvano il suo tiro di sinistro quasi sulla linea; poi si conquista scaltramente un rigore, inducendo Morini ad un fallo ingenuo. Lo stesso Long John va sul dischetto e non lascia scampo a Zoff. Il 3-1, quando mancano di fatto ancora 25’ alla fine, chiude definitivamente i conti. Anche perché Giancarlo Oddi salva sulla linea la conclusione a botta sicura di Anastasi, evitando che gli ospiti tornino a meno uno.
Il penalty trasformato da Anastasi
Il successo riporta la Lazio a più quattro sui rivali, distacco che i bianco-neri non riusciranno più a colmare. La doppietta consente a Chinaglia di guadagnare la vetta della classifica marcatori, che non abbandonerà più. Insomma, una domenica da incorniciare per i bianco-celesti. Una di quelle giornate che ti fanno capire che ciò che sembrava impossibile è lì ad un passo, che il sogno sta diventando realtà.

fonte fotografica: www.laziowiki.org

Roberto Pivato

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