mercoledì 20 gennaio 2016

Lezioni di Epic...A: la corsa del Bologna verso il secondo scudetto inizia con una goleada alla Lazio

Il Bologna 1928/29
Bologna – Lazio 6-2 (30/09/28, Bologna, Stadio del Littoriale, prima giornata girone B Divisione Nazionale)
 
Bologna: Gianni, Monzeglio, Gasperi, Genovesi, Baldi, Pitto, Busini I, Cogolli, Schiavio, Busini III, Muzioli. All: Felsner

Lazio: Sclavi, Canestri, Bottacini, Caimmi, Furlani, Pardini, Cevenini, Rier, Radice, Spivach, Griggio. All: Sedlaceck

Arbitro: Ferro di Milano

Reti: 9’ Busini I, 13’ Baldi, 40’ Cevenini, 63’ e 69’ Schiavio, 68’ Spivach, 73’ e 86’ Busini III
La Lazio 1928/29
L’ultimo torneo di massima serie diviso in due raggruppamenti prese il via il 30 settembre 1928. Leandro Arpinati aveva già stabilito che per la stagione ‘29/’30 sarebbe entrato in vigore un format sullo stile inglese, cioè il girone unico. Nel frattempo l’ultimo strascico del “Progetto Pozzo”, iniziato sette anni prima, si sarebbe svolto con due gironi di sedici squadre ciascuno; inizialmente avrebbero dovuto essere dieci, ma Arpinati optò per l’allargamento, ripescando tra l’altro la stessa Lazio, nell’ottica di avere i numeri sufficienti per la composizione l’anno seguente dei due nuovi tornei di serie A e serie B. La formula prevedeva che le vincitrici dei due gironi si scontrassero in una finale di andata e ritorno per l’assegnazione del titolo; le retrocessioni avrebbero coinvolto le formazioni dal nono all’ultimo posto, con le ultime due di ogni raggruppamento relegate direttamente in terza serie. Anche in questo caso, tuttavia, il piano iniziale non venne rispettato e le retrocessioni furono dirette esclusivamente in B, con il nono posto che garantiva il mantenimento della categoria (modifica che salvò, come vedremo, i bianco-celesti).
Una fase dell'incontro

Nel primo turno, al Littoriale di Bologna, era in cartello lo scontro inedito tra i padroni di casa ed i laziali. Mai, infatti, le due squadre si erano affrontate prima di allora. I rosso-blu di Hermann Felsner – che già li aveva guidati alla conquista del loro primo scudetto, tre anni prima – partirono a spron battuto e, dopo appena tredici minuti, erano già avanti di due gol: marcatori Federico Busini e Gastone Baldi. Il primo era un attaccante padovano, maggiore di tre fratelli, che era arrivato a Bologna l’anno precedente, dopo gli esordi nella squadra della sua città. Quel giorno compiva ventisette anni, ne sarebbe rimasto nel capoluogo emiliano altri due. Il secondo è stato una colonna della retroguardia felsinea per tredici anni, dal ’20 al ’33, e in rosso-blu si era già fregiato di un titolo di campione d’Italia. Soprannominato il centromediano in frac, per la sua eleganza nelle giocate, avrebbe avuto occasione di vestire anche la casacca azzurra e di conquistare nel ’32 la Coppa dell’Europa Centrale.
Antonio Busini
Gli ospiti tuttavia non stavano a guardare. Al 40’ i duecento sostenitori laziali giunti al Littoriale, malgrado il lungo viaggio e le piogge dei giorni precedenti, poterono festeggiare per il gol di Carlo Cevenini, che accorciava le distanze e ridava speranza alla truppa di Franz Sedlaceck – ex difensore austriaco alla seconda stagione sulla panchina delle Aquile; venne esonerato dopo appena quattro giornate, mentre in precedenza aveva guidato anche Vicenza e Venezia. Cevenini era il quinto ed ultimo fratello della celebre dinastia di calciatori milanesi. Indossò sia la maglia del Milan che quella dell’Inter, prima di andare a vincere lo scudetto del ’22 con la Novese. Alla Lazio era giunto nel ’27 e vi sarebbe rimasto un lustro, per poi chiudere la carriera a Pisa.
Nella ripresa però, il divario risultò ampio: i padroni di casa, grazie alle doppiette di Angelo Schiavio – ancora una volta miglior marcatore stagionale dei suoi -  e di Antonio Busini - il minore dei tre fratelli, arrivato pure lui da Padova l’anno precedente e capace di mettere a segno quasi cinquanta reti nelle sue quattro annate in rosso-blu – si portarono a casa i primi due punti della stagione, nonostante una prestazione solo a tratti convincente e che soffriva ancora della precaria condizione fisica di molti dei loro elementi.
Per i romani il secondo sigillo fu realizzato dal friulano Aldo Spivach, che sarà l’autore della prima rete bianco-celeste nel campionato di serie A, il 6 ottobre 1929, nel 3-0 inflitto dalla Lazio proprio al Bologna. Tra le fila felsinee egli avrebbe anche militato nella stagione ‘34/’35.
Carlo Cevenini

Finì con un tennistico 6-2. Gli uomini di Felsner non ebbero problemi a vincere il girone e superarono il Torino nella finale scudetto, dopo lo spareggio, ottenendo in tal modo il loro secondo tricolore. Le Aquile chiusero all’ottavo posto, a pari merito col Napoli. Inizialmente avrebbero dovuto giocarsi la permanenza in massima serie in gara secca contro i partenopei; poi però, le riforme di Arpinati fecero sì che non fosse necessario lo spareggio, garantendo ai capitolini la partecipazione alla neonata serie A.

Roberto Pivato

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