lunedì 1 febbraio 2016

Lezioni di Epic...A: 1910: primo scudetto e prima vittoria nel derby per l'Inter

La formazione dell'Inter del primo scudetto
Milan – Inter 0-5 (06/02/10, Milano, Campo Milan – Porta Monforte, 12ª giornata Prima Categoria)
 
Milan: Barbieri, Ott, Moda, Scarioni, Cevenini, Colombo, Carrer, Brioschi, Mayer, De Vecchi, Mariani. All: Camperio

Inter: Campelli, Zoller, Streit, Fronte, Fossati, Peterly, Payer, Capra, Engler, Moretti, Schuller. All: Fossati

Arbitro: Goodley di Torino

Reti: Capra (3), Peterly, Payer

Il 1910 è un anno particolarmente importante nella storia dell’Inter. La giovane società milanese - nata solamente due anni prima da alcuni dissidenti del Milan, in disaccordo col divieto imposto di schierare giocatori stranieri: da qui l’idea per il nome del nuovo club, Internazionale appunto – vinse il suo primo scudetto e sconfisse per la prima volta i rivali cittadini, per di più in casa loro. Si giocava la dodicesima giornata del primo campionato a girone unico.
Il Milan 1909/10
Dopo un avvio in sordina, i nero-azzurri avevano improvvisamente cambiato marcia, infilando ben sette vittorie di fila, portandosi a due soli punti dalla capolista Pro Vercelli, battuta peraltro in Piemonte poco prima di Natale. Il Milan non stava certo ottenendo grandi risultati in quella stagione, ma in bacheca poteva già contare tre titoli di campione d’Italia e si era aggiudicato il primo derby ufficiale della storia l’anno prima, con un 3-2 al campo di via Fratelli Bronzetti.
Giovanni Capra

Il 6 febbraio lo scenario era nuovamente il campo di Porta Monforte, ma stavolta l’esito sarebbe stato affatto diverso. I rosso-neri si presentarono all’incontro privi di molti elementi di spessore, mentre la Beneamata era al gran completo. Di fronte ad un pubblico numeroso i padroni di casa partono senza timori reverenziali, ma col passare dei minuti la superiorità interista emerge, tanto che a fine primo tempo si è già sullo 0-2, grazie ad una doppietta di Giovanni Capra. Gli ospiti insistono e vanno a segno altre tre volte nella ripresa: lo 0-3 è dello svizzero Ernest Peterly, il capocannoniere del torneo con ben 25 reti; il poker è nuovamente di Capra; la quinta ed ultima segnatura porta la firma di Carlo Payer, mediano che avrebbe vestito anche la maglia della Juventus.
Ernest Peterly
Un risultato che non ammette repliche, una sfida senza storia. D’altra parte gli uomini capitanati da Virgilio Fossati sono in gran forma e vincono altre tre gare consecutive, per una straordinaria striscia di undici successi di fila. Anche la stracittadina di ritorno - la prima ufficiale all’Arena Civica, casa nero-azzurra, tenutasi di lì a tre settimane – vede il netto successo interista per 5-1 e la squadra dà vita ad un avvincente testa a testa con la Pro Vercelli. Le due formazioni chiudono a pari punti: per attribuire il tredicesimo titolo di campione d’Italia, perciò, è necessario uno spareggio. In verità la Prima Categoria 1909/10 si articolava in due contemporanei campionati: quello federale, aperto anche alle formazioni che schieravano giocatori stranieri, e quello italiano, riservato appunto ai club “autoctoni”. L’unico vero scudetto, in ogni caso, sarebbe stato il federale, mentre il titolo di campione italiano sarebbe stato esclusivamente onorifico. Quest’ultimo fu vinto a mani basse dai Leoni, detentori peraltro da due anni del tricolore.
Carlo Payer

Lo spareggio per assegnare la Prima Categoria 1909/10 rappresenta una delle tante pagine controverse del calcio nostrano. La prima data proposta dalla Federcalcio fu il 17 aprile, ma venne rifiutata dai bianchi, che avevano quel giorno alcuni giocatori impegnati in una competizione studentesca. Venne allora ipotizzato il 24, ma ancora una volta per i vercellesi si trattava di un giorno poco adatto, poiché tre loro pedine importanti erano impegnate in un torneo tra squadre militari. A questo punto fu l’Inter a scocciarsi e ad addurre come motivo per il rifiuto di giocare l’1 maggio una tournée in Toscana ed Emilia. La federazione, non sapendo più che pesci pigliare, si risolse per l’accettazione di una richiesta di spostamento a testa, non accogliendo la seconda delle Bianche Casacche. Il match si giocò a Vercelli il 24 aprile, ma per protesta i padroni di casa schierarono dei ragazzini dagli undici ai quindici anni.
 
Virgilio Fossati
Come naturale fu un netto successo dell’Inter, per 3-10. Ma di certo fu una vittoria macchiata da questo increscioso episodio.
Virgilio Fossati uscì dal campo come capitano della squadra campione d’Italia e capace per la prima volta di superare nella stracittadina milanese il Milan. Il suo premio consisteva in una lavagnetta con un pezzo di gesso, consegnatagli all’inizio dell’incontro dal capitano vercellese, un moccioso di poco più di dieci anni. Mentre gliela porgeva il ragazzo gli aveva detto sarcastico: «Tieni, così non perderete il conto di tutti i gol che ci farete!»

Roberto Pivato

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