lunedì 29 febbraio 2016

Lezioni di Epic...A: 24 marzo 1907, il primo Milan - Torino della storia vale già lo scudetto

Una fase di gioco del match del 24/03/07
Milan – Torino 2-2 (24/03/07, Milano, Campo Porta Monforte, 4ª giornata girone finale Prima Categoria)
 
Milan: Radice, Meschia, Moda, Bosshard, Trerè II, Piazza, Trerè I, Kilpin, Widmer, Imhoff, Mädler. All: Angeloni

Torino: Giglione, Bollinger, Mutzell, De Fernex, Ferrari-Orsi, Rodgers, Debernardi, Morelli Di Popolo, Michel, Kämpfer, Jacquet. All: Bollinger

Arbitro: Spensley di Genova

Reti: Kampfer, Trerè I rig., Trerè I rig., Jacquet 
Il neonato Torino nel 1906
Il 3 dicembre 1906, nella birreria Voigt di Torino, alcuni ex membri del disciolto Football Club Torinese e dei “dissidenti” della Juventus si incontrano e danno vita ad un nuovo sodalizio calcistico cittadino: il Foot Ball Club Torino. La squadra, al cui interno ci sono molti elementi svizzeri (ma anche uno scozzese, un inglese ed un tedesco), si iscrive immediatamente alla FIF (quella che successivamente diventerà FIGC) e può così partecipare al decimo campionato di Prima Categoria, che prende il via il 13 gennaio 1907.
Il torneo prevedeva tre gironi regionali di qualificazione, da cui sarebbero uscite le tre finaliste. Per la Liguria le uniche partecipanti furono il Genoa, già sei volte vincitore e sempre presente alla fase finale, e l’Andrea Doria. A sorpresa fu il club bianco-blu ad avere la meglio. In Piemonte furono i granata e la Juventus a contendersi l’accesso al girone finale. Il primo match ufficiale della storia del Torino si svolse il 13 gennaio 1907 al Velodromo Umberto I e vide il successo dei padroni di casa per 2-1. Ripetendosi anche in casa dei bianco-neri, gli uomini di Johann Friedrich Bollinger – terzino svizzero, giocatore, capitano e allenatore, che aveva militato in precedenza nella Juventus -  conquistarono al primo tentativo l’opportunità di giocarsi il titolo. In Lombardia erano Milan e US Milanese ad affrontarsi nella fase eliminatoria.
Il Milan campione d'Italia nel 1907

I rosso-neri erano alla loro settima partecipazione al massimo campionato di calcio italiano ed erano inoltre i campioni in carica. La compagine di Daniele Angeloni – uno dei fondatori del club, ex giocatore, segretario e dirigente - non incontrò difficoltà nel superare i concittadini, battuti sia all’andata che al ritorno senza subire nemmeno una rete.
A contendersi la palma di campione d’Italia 1907, in un triangolare con sfide di andata e ritorno, furono dunque queste tre formazioni, delle quali la grande favorita era senza dubbio quella meneghina, mentre Andrea Doria e Torino recitavano il ruolo di outsiders. Il torneo prese il via il 10 febbraio allo stadio de La Cajenna di Genova. Liguri e piemontesi si annullarono, dando vita ad uno 0-0 che poneva subito in vantaggio i milanisti. Un mese dopo, i campioni in carica entrarono in scena, facendo visita ai granata. Il match si concluse con un altro pareggio, per 1-1. Tutte e due le reti nella ripresa: al vantaggio locale ad opera dell’elvetico Hans Kämpfer (già alla sua sesta realizzazione stagionale), rispose Alessandro Trerè (mai a segno quell’anno).
Un'immagine di Torino - Milan del 10/03/07
Dopo il pericolo scampato il Diavolo debuttò al campo di Porta Monforte il 17 marzo, contro l’Andrea Doria, imponendosi con un perentorio 5-0. Al termine del girone d’andata, perciò, i grandi favoriti erano in testa da soli, ma tutto era ancora in discussione. Il 24 marzo iniziò il ritorno, con l’atteso confronto a Milano tra rosso-neri e granata, separati in classifica da un solo punto. Il Torino non dimostra alcun timore referenziale e chiude il primo tempo inaspettatamente in vantaggio. Il gol lo realizza ancora una volta Kampfer, ben servito da Enrico Debernardi – ala che nel 1910 avrebbe preso parte alla prima partita della nazionale italiana, mettendovi a segno pure un gol nel 6-2 alla Francia. I padroni di casa reagiscono veementemente nella ripresa e grazie a due penalty, entrambi trasformati da Trerè I, ribaltano il parziale, portandosi sul 2-1. Sembra finita e invece Alfred Jacquet – altro attaccante proveniente dalla Svizzera, che a differenza dei suoi colleghi avrebbe fatto il percorso calcistico inverso, debuttando col Torino e concludendo la carriera nella Juve -, con una pregevole azione personale, ristabilisce la parità. Le cronache ci parlano anche di un’occasionissima torinese nel finale, quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo solo un grande intervento di Gerolamo Radice – divenuto titolare proprio quell’anno - evita ai suoi il tracollo.
Alessandro Trerè
Al triplice fischio di James Spensley – il grande calciatore inglese che in Italia legò il suo nome al Genoa e che contribuì in maniera determinante alla diffusione di tale sport nel nostro paese - è 2-2: il giovane Torino dimostra per l’ennesima volta di non essere inferiore al più esperto Milan, il quale, tuttavia, in virtù dei due pareggi ottenuti negli scontri diretti è in vantaggio nella corsa scudetto. Ai rosso-neri basterà superare l’Andrea Doria nel match successivo per laurearsi campioni d’Italia per la terza volta. Ed è ciò che avverrà il 7 aprile in quel di Genova, dove le reti del solito Trerè I e di Johann Ferdinand Mädler – punta tedesca che al Milan aveva già giocato nella stagione 1901/02, tornandovi dopo cinque anni nei quali era rientrato in patria per lavoro - scatenano la festa rosso-nera.
Rimane da disputarsi Torino – Andrea Doria, in programma sette giorni più tardi. Una gara inutile ai fini della classifica, tanto che i genovesi danno forfait, regalando vittoria a tavolino e secondo posto al Toro, soddisfatto per l’ottimo esordio nel calcio italiano, ma anche rammaricato per non essere riuscito a conquistare il titolo al primo tentativo, malgrado l’imbattibilità stagionale, l’impresa di aver violato la porta dei campioni d’Italia (unica compagine a riuscirvi) e la presenza in rosa del miglior marcatore del torneo: Kampfer con sette centri.

Roberto Pivato

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