domenica 7 febbraio 2016

Lezioni di Epic...A: Lazio - Napoli 1984: cinque gol e tante emozioni

La rete di Giordano
Lazio – Napoli 3-2 (21/04/84, Roma, stadio Olimpico, ventisettesima giornata serie A)
 
Lazio: Orsi, Miele, Podavini, Spinozzi, Batista, Vinazzani, Cupini, Manfredonia, Giordano (44’ st Piga), Laudrup, D’Amico (23’ st Marini). All: Carosi

Napoli: Castellini, Boldini, Frappampina, Celestini, Krol, Ferrario, Casale (1’ st Caffarelli), Dal Fiume, Pellegrini (36’ st Palanca), Dirceu, De Rosa. All: Marchesi

Arbitro: Agnolin di Bassano del Grappa

Reti: pt 1’ Giordano, 33’ Laudrup, 42’ Dal Fiume, st 17’ Laudrup, 32’ Celestini

Note:
al 4’ pt D’Amico fallisce un calcio di rigore
Giordano esulta dopo il gol
Quart’ultima giornata di campionato, Lazio e Napoli lottano per non retrocedere, in una stagione piena di difficoltà per entrambe. I bianco-celesti, dopo aver iniziato con l’argentino Juan Carlos Morrone – ex giocatore laziale, chiamato nel finale della stagione precedente dalla Primavera alla prima squadra, era riuscito a centrare la promozione dalla B alla A; dall’ ’87 al ’91 avrebbe allenato la Primavera del Napoli -, si erano affidati a dicembre a Paolo Carosi – ex compagno di Morrone e capace di condurre la Primavera della Lazio al titolo di campione d’Italia nel ’76. Anche i partenopei avevano cambiato tecnico a torneo in corso: Pietro Santin – reduce dalle incredibili imprese alla Cavese – aveva ceduto la panchina a fine febbraio a Rino Marchesi - che tornava alla guida degli azzurri dopo il biennio ’80-’82; da giocatore aveva legato i suoi maggiori successi alla Fiorentina, ma aveva vestito anche la maglia delle Aquile nella seconda metà degli anni ’60.
La sequenza dei tre rigori falliti dalla Lazio

Quando le due formazioni si trovarono di fronte all’Olimpico, il 21 aprile 1984, la Lazio era quart’ultima, con un solo punto di vantaggio su Genoa e Pisa, virtualmente retrocesse; mentre il Napoli era quint’ultimo, con tre lunghezze di distacco dai capitolini, e viveva un ottimo periodo di forma: quattro risultati utili consecutivi, tre successi nelle ultime tre gare senza incassare nemmeno un gol.
A Roma, tuttavia, gli ospiti il gol lo subirono dopo appena quaranta secondi: sinistro al volo di Bruno Giordano – al rientro dopo un lungo infortunio; con le giovanili bianco-celesti era già stato campione d’Italia nel ’76, mentre con la squadra maggiore aveva conquistato il titolo di capocannoniere della massima serie 1978/79 e della cadetteria ‘82/’83; con 108 gol totali è il quarto miglior realizzatore di sempre della Lazio; visse una seconda giovinezza proprio alle pendici del Vesuvio, dove si aggiudicò sia lo scudetto, che la Coppa Italia -, incertezza di Luciano Castellini – già campione d’Italia col Torino otto anni prima – ed è subito 1-0. Ma le emozioni arrivano a grappoli. Al terzo, per un fallo di mano di Costanzo Celestini – che farà parte della rosa che si aggiudicherà il tricolore nell’ ’87, ma a causa di un grave infortunio non scenderà mai in campo -, viene concesso un calcio di rigore ai padroni di casa. Sul dischetto si presenta Giordano: il suo tiro è respinto dal portiere, l’attaccante riprende ed insacca, ma Agnolin fa ribattere perchè il numero uno ospite si è mosso in anticipo. La scena si ripete: Giordano calcia, Castellini respinge, ma per il fiscalissimo fischietto bassanese non va ancora bene, poichè l’estremo napoletano si è nuovamente mosso prima della conclusione. Stavolta Giordano cede il posto a Vincenzo D’Amico – già trentenne e già campione d’Italia con la truppa di Tommaso Maistrelli dieci anni prima -, ma il suo destro rasoterra termina a lato. Di tre rigori i bianco-celesti non sono riusciti a metterne  a segno nemmeno uno, perciò il risultato rimane di 1-0.
La prima marcatura di Laudrup
Ma il raddoppio è solamente rimandato e arriva poco dopo la mezz’ora: lancio di Giordano, Michael Laudrup – acquistato nell’estate dell’ ’83 dalla Juventus che lo girò in prestito biennale alla Lazio - brucia tutti in velocità e a tu per tu col portiere avversario scaglia un preciso ed imparabile diagonale. Prima della fine del tempo Paolo Dal Fiume – arrivato la stagione precedente dal Perugia dei miracoli - rimette tutto in discussione, con un violento mancino dal limite. 2-1 al riposo e ripresa che non sarà meno ricca di emozioni.
Al quarto d’ora terza rete locale: Ruud Krol – il grande difensore olandese che aveva già vinto tutto con l’Ajax - perde palla sulla tre quarti, Giordano si veste ancora da uomo-assist e Laudrup è nuovamente spietato sotto porta. Ma gli ospiti non ci stanno: violenta punizione di Moreno Ferrario – undici anni in azzurro, coronati dai successi in campionato e Coppa Italia nell’ ’87 -, respinge Giancarlo Marini – ventenne romano doc, saggiò la massima serie solo nei suoi anni con le Aquile - sulla linea, ribadisce in rete Celestini. É il 32’, il Napoli preme, ma la Lazio regge e si porta a casa due punti pesanti come macigni.
Per la truppa di Carosi la salvezza sarebbe giunta solamente all’ultima giornata e soltanto in virtù dei migliori risultati negli scontri diretti col Genoa. Per quella di Marchesi, invece, sarebbe arrivata con 90’ d’anticipo sulla conclusione del torneo.

Roberto Pivato

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