venerdì 11 marzo 2016

C'era una volta in Europa: la prima volta ufficiale di un'italiana al Santiago Bernabéu

Il Milan sceso in campo al Bernabéu il 19 aprile 1956
Real Madrid – Milan 4-2 (19/04/56, Madrid, stadio Santiago Bernabéu, andata semifinali Coppa dei Campioni)
 
Real Madrid: Alonso, Navarro, Lesmes, Munoz, Marquitos, Zarraga, Joseito, Olsen, Di Stéfano, Rial, Gento. All: Villalonga

Milan: Buffon, Maldini, Zagatti, Liedholm, Pedroni, Ganzer, Beraldo, Ricagni, Nordahl, Schiaffino, Dal Monte. All: Puricelli

Arbitro: Harzic (Francia)

Reti: 6’ Rial, 9’ Nordahl, 25’ Joseito, 30’ Schiaffino, 40’ Olsen, 63’ Di Stéfano
Il gol di Rial
Era la prima volta che una squadra italiana si recava al mitico Nuevo Estadio Chamartín, rinominato appena un anno prima Santiago Bernabéu. Questa squadra era il Milan, campione d’Italia in carica e quindi partecipante alla prima edizione della Coppa dei Campioni. I rosso-neri affrontavano la trasferta di Madrid quattro giorni dopo la batosta di Firenze, quando furono sconfitti dalla capolista Fiorentina per 3-0, scivolando così a meno undici dai gigliati, ormai sempre più vicini al loro primo scudetto.
La semifinale dell’European Cup aveva riservato il peggior avversario possibile, quel Real Madrid che aveva vinto le ultime due edizioni della Primera Division, che in coppa aveva incassato una sola sconfitta e che era imbottito di campioni, soprattutto davanti. Héctor Rial, Francisco Gento, Alfredo di Stéfano, erano nomi che facevano tremare i polsi di qualsiasi retroguardia continentale. Fino a quel momento la marcia delle Merengues era stata pressoché immacolata: al primo turno ridicolizzati gli svizzeri del Servette, con uno 0-2 in trasferta ed un 5-0 tra le mura amiche; nei quarti poker casalingo al Partizan e a Belgrado unica stecca della manifestazione, con un 3-0 per i bianco-neri che aveva rischiato di rimettere tutto in discussione.
Un contrasto tra Pedroni e Gento

Più affannoso il cammino del Diavolo: al debutto sconfitta interna col Saarbrücken per 3-4, ribaltata dall’1-4 al Ludwigspark Stadion; nei quarti 1-1 a Vienna, in casa del Rapid, e roboante 7-2 al Giuseppe Meazza.
Una sfida che metteva perciò di fronte due compagini votate all’attacco; un match che si prospettava altamente spettacolare e che così sarebbe stato.
Il 19 aprile 1956 una formazione italiana mise piede per la prima volta sul sacro suolo del Santiago Bernabéu(1), pagando subito dazio dopo soli sei minuti. Ad aprire le marcature fu Rial, con una conclusione dal limite parsa non irresistibile, ma che sorprese comunque l’incerto Lorenzo Buffon – uno dei maggiori colpevoli della débâcle dei lombardi secondo le cronache dell’epoca. Il colpo sortisce l’effetto di svegliare l’undici di Héctor Puricelli, che pareggia dopo tre minuti: lancio di Giorgio Dal Monte, Gunnar Nordahl controlla di petto, evita Marcos Alonso Imaz, in arte “Marquitos”, anticipa il ritorno di Joaquín Navarro Perona e fa secco Juan Alonso Adelarpe con una staffilata di destro.
Un attacco madrilista fermato da Buffon
Si prosegue senza un attimo di tregua, finché, al minuto 25, il Real non torna in vantaggio: l’argentino Roque Olsen serve in profondità J.I.F. Joseito che anticipa Gianfranco Ganzer e l’uscita di Buffon ed insacca. Altri cinque minuti e Juan Alberto Schiaffino ristabilisce l’equilibrio: la sua prima conclusione è ribattuta dall’estremo difensore di casa, che nulla può però sulla seconda. A mandare negli spogliatoi i Blancos avanti di un gol ci pensa tuttavia Olsen, al 40’, sfruttando una dormita della difesa italiana su una punizione di Gento, per realizzare di testa.
3-2 all’intervallo di un match spettacolare forse anche al di là delle previsioni della vigilia. Il Milan tiene testa agli spagnoli, ma paga a caro prezzo una certa “leggerezza” difensiva. Nella ripresa le speranze rosso-nere sono definitivamente frustrate al diciottesimo da Di Stéfano. Azione personale de La Saeta Rubia, conclusa con una maligna puntata nell’angolino e 4-2 che regge fino al 90’.
Al Milan non resta che godersi le bellezze madrilene il giorno dopo, quando si recherà al monastero dell’Escorial per la Fiesta Campera, poi ad un allevamento di tori e infine ad assistere ad una corrida. Il ritorno, in programma l’1 maggio, vedrà il successo italiano per 2-1, ma non sarà sufficiente. La finale è del Real Madrid, così come la coppa, la prima di cinque consecutive.
I meneghini, secondi in campionato ma staccatissimi dalla Fiorentina, si rifaranno conquistando a luglio la Coppa Latina, ospitata all’Arena Civica. A fine stagione ci sarà anche un grande addio, quello del Pompiere Nordahl, in procinto di accasarsi alla Roma.
Il saluto tra i capitani al centro del campo

Intanto per tornare a vedere un’italiana al Bernabéu bisognerà attendere il 30 maggio 1957, data della finalissima della seconda edizione della Coppa dei Campioni. Quella Fiorentina, che si era dimostrata nettamente superiore al Milan l’anno precedente, non riuscì ad espugnare il fortino dei Blancos, pur mettendoli in seria difficoltà. Il tempo in cui il sacro suolo del Bernabèu sarebbe stato violato era ancora lontano.

(1) In realtà fu il Torino, nell’estate del ’49, la prima compagine del nostro paese a calcare il terreno dell’impianto della capitale iberica. Avversario lo Sporting Lisbona, semifinale di Coppa Latina, manifestazione non riconosciuta dall’Uefa, perciò ufficialmente, e contro i padroni di casa, la prima volta al Bernabéu appartiene al Milan.

Roberto Pivato

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