lunedì 7 marzo 2016

Esterophilia: il Superclásico della Boina Fantasma

Boca Juniors-River Plate 2-1 (Buenos Aires, 26/09/1943, campionato argentino, ventesima giornata)

Boca Juniors: Vacca, Marante, Valussi, Sosa, Lazzatti, Pescia, Boyè, Corcuera, Sarlanga, Varela, Sanchez. All: Garasini

Reti: Loustau 12', Varela 25', 46'

La "palomita" di Varela
Il Superclásico della ventesima giornata è snodo cruciale del torneo. Dopo sei anni la stracittadina porteña torna ad essere decisiva. Da un parte il Boca Juniors, a secco di titoli dal 1940, dall'altra il River Plate, reduce da due trionfi consecutivi e che secondo Borocotò, storica penna del Grafico, assomiglia sempre più ad un modello di precisione: la cosiddetta Maquina.  La truppa di Alfredo Garasini, figura di spicco dell'amateurismo boquense, scontato un inizio balbettante, cambia marcia a partire dalla dodicesima giornata infilando un filotto notevole di risultati utili consecutivi. Nell'ultimo periodo, poi, con la delantera che si è letteralmente scatenata, non erano mancate nemmeno le bollicine: tra Chacarita Juniors, cannibalizzato con un torrenziale 10-1, e San Lorenzo, travolto a domicilio da un pirotecnico 6-4, i gialloblu avevano gonfiato il sacco avversario la bellezza di sedici volte in due partite. Numeri da capogiro. Un exploit sintomatico dello stato di grazia che stavano vivendo gli xeneizes. L'equipo millonario, invece, partito a razzo dai blocchi, si era sgonfiato gradualmente. Tuttavia, gli uomini agli ordini del tandem Peucelle-Cesarini conservavano ancora un discreto margine sugli arcirivali: 33 punti il River, 31, a due lunghezze di distanza, il Boca. Ed in più al Monumental, nella sfida d'andata, i Millonarios avevano liquidato gli azul y oro con apparente scioltezza:  una doppietta di Angel Labruna ed una zampata di Moreno vanificarono l'unica rete gialloblù griffata Varela. Alla Bombonera, la Maquina bicampione d'Argentina, dimostrandosi all'altezza della propria fama, sembrò mettere subito le cose in chiaro con l'inesauribile Felix "Chaplin" Lostau, forse il meno appariscente, ma tra i più generosi di quella irripetibile delantera, completata dai vari Labruna, Pedernera, Munoz e Moreno, capace di segnare un'epoca nella seconda metà degli anni '40. I Millonarios, però, dovevano ancora fare i conti con Severino Varela. El Gallego, lungagnone uruguagio rilevato appena un anno prima dal Penarol per circa trentottomila pesos più Emeal e Laferrara, era un personaggio singolare. Protagonista di una diatriba "sindacale" ai tempi del Carbonero, con cui aveva vinto quattro titoli consecutivi, aveva il vezzo di giocare, per motivi pubblicitari, indossando un basco bianco*.
Severino Varela
Il River, poi, lo stimolava oltremodo. I Millonarios erano la sua vittima preferita:  realizzerà, infatti, cinque reti in sei
superclásicos . Due dei quali proprio quel 26 Settembre alla Bombonera. Il primo, quello del pareggio, sarà destinato a memoria imperitura.  Scodellata al centro di Carlos Sosa, Vaghi s'allunga ma non c'arriva, sbuca Varela che, di testa in tuffo, o se preferite di "palomita" come si dice a quelle latitudini, trafigge l'impotente estremo difensore millonario. Il Gallego, spietato cabeceador che quell'anno timbrerà il cartellino in venti occasioni, completerà l'opera ad inizio ripresa. Il successo darà il là al trionfo del Boca in campionato, l'undicesimo della formazione di La Ribera. Mentre Varela, ormai conclamato spuracchio del River Plate, diventerà per tutti la "Boina Fantasma". 

Vincenzo Lacerenza

Note 
*: Varela che faceva la spola tra Argentina ed Uruguay, dove lavorava presso la compagnia elettrica statale di Montevideo, nel 1945 dimostra tutta la sua signorilità. Il Boca, che vuole prolungargli il contratto a tutti i costi, gli mette sotto il naso un assegno in bianco: qualunque cifra pur di continuare a godere delle prestazioni dell'asso uruguagio. Il Gallego, però, molto coscienziosamente declina: " No quiero llevarme la plata que no puedo ganarme", dice Varela che ha già deciso di tornare in Uruguay, dove, una volta terminata la carriera da calciatore con il Penarol, si potrà dedicare completamente al suo lavoro.

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