lunedì 7 marzo 2016

Lezioni di Epic...A: 25 ottobre 1981, una prodezza di Falcao strega l'Olimpico e annichilisce la Fiorentina

Scambio dei gagliardetti tra Di Bartolomei ed Antognoni ad inizio gara
Roma – Fiorentina 2-0 (25/10/81, Roma, stadio Olimpico, 6ª giornata serie A)
 
Roma: Tancredi, Nela, Marangon (33’ st Spinosi), Turone, Falcao, Bonetti, Chierico, Ancelotti (10’ pt Maggiora), Pruzzo, Di Bartolomei, Conti. All: Liedholm

Fiorentina: Galli, Contratto, Ferroni (20’ st Monelli), Casagrande, Vierchowod, Galbiati, Bertoni, Pecci, Graziani, Antognoni, Massaro. All: De Sisti

Arbitro: D’Elia di Salerno

Reti: pt 19’ Di Bartolomei, 36’ Pruzzo
L'infortunio a Carlo Ancelotti

La stagione post-Turone era iniziata discretamente per la Roma. Agevole qualificazione agli ottavi di Coppa delle Coppe, ai danni dei nord-irlandesi del Ballymena United, e secondo posto in campionato dopo cinque giornate, assieme a Fiorentina ed Inter, con tre lunghezze di distacco dalla capolista, la solita Juventus. Dopo due pareggi stentati, in casa con l’Avellino ed a Cesena, la prima vittoria era arrivata all’Olimpico, contro il Cagliari, grazie alla doppietta della più grande stella della squadra, il brasiliano Paulo Roberto Falcão; a seguire un altro X, sul terreno del Torino, dopo essere stati avanti di due gol, ed il sofferto successo in casa del Genoa, grazie a bomber Roberto Pruzzo – il capocannoniere del precedente campionato, che si sarebbe ripetuto in quella stagione – e a Franco Tancredi, capace di neutralizzare il calcio di rigore del belga Renè Vandereycken. L’ultimo incontro disputato, tuttavia, aveva lasciato molte ombre sulla compagine di Nils Liedholm: a Oporto, nell’andata degli ottavi di finale della Coppa delle Coppe, i giallo-rossi avevano perso per 2-0, mettendo perciò a serio rischio il proseguimento del cammino europeo. Quattro giorni dopo, nella capitale, arrivava la Fiorentina, pure lei seconda, pure lei imbattuta ed unica formazione della serie A a non aver incassato ancora una rete. 
I due fuoriclasse: Falcao ed Antognoni
Il big match della sesta giornata inizia in maniera tutt’altro che promettente per i padroni di casa: dopo appena dieci minuti, in un contrasto con Francesco Casagrande, Carlo Ancelotti rimane a terra dolorante. Soccorso è costretto ad uscire in barella: il suo ginocchio ha ceduto, la sua stagione è terminata. La Lupa non si scoraggia e nove minuti più tardi passa in vantaggio. Domenico Maggiora, entrato proprio al posto dello sfortunato Ancelotti, viene atterrato da Eraldo Pecci: punizione da quasi trenta metri e missile di Agostino Di Bartolomei – il capitano al centro di alcune polemiche interne dopo il ko in Portogallo – che sorprende Giovanni Galli. 1-0 e per la prima volta in stagione il portiere viola deve raccogliere la palla in fondo alla rete. La reazione ospite non c’è, i locali insistono e trovano il raddoppio poco dopo la mezz’ora: Sebastiano Nela lancia Falcão, l’asso carioca si inventa un funambolico colpo di tacco volante che smarca Pruzzo a pochi metri dalla porta; tuffo di testa di quest’ultimo e risultato già in ghiacciaia. Segnatura splendida!
Il gol di Pruzzo

L’undici di Giancarlo De Sisti – romano doc il cui cuore era da sempre metà giallo-rosso e metà viola – è in giornata no. Tancredi deve attendere il minuto 73 per sporcarsi i guantoni, su un’innocua conclusione di Paolo Monelli, e si ripete soltanto poco dopo su un tentativo di Pecci. La Roma amministra tranquillamente, senza affondare ulteriormente il colpo. A turbare la serenità dei capitolini, però, un altro infortunio, quello a Luciano Marangon nel finale. Termina 2-0, grande festa ma divario dai bianco-neri immutato. La Vecchia Signora si è infatti aggiudicata il derby della Mole con un gol di Claudio Gentile. La domenica successiva si gioca proprio Juventus – Roma, prima contro seconda, un’armata che sembra invincibile contro una squadra che sta ancora cercando di trovare a pieno la propria identità (e che per di più sarà priva di alcuni dei suoi elementi più importanti).
Sono quattordici anni che i giallo-rossi non espugnano il terreno degli acerrimi rivali, una perla del solito Falcão cambierà la storia, ma non le sorti del campionato. Gli uomini di Liedholm si perderanno per strada, pagando soprattutto l’infortunio allo stesso fuoriclasse brasiliano, venendo eliminati dal Porto in coppa e concludendo al terzo posto in A, ben lontani dalle Zebre, per la ventesima volta campioni d’Italia.
Chi, dopo la batosta dell’Olimpico, non deluderà più sarà la formazione gigliata, capace di contendere fino all’ultima giornata il titolo alla compagine di Giovanni Trapattoni, perso esclusivamente per il pareggio sul terreno del Cagliari (con annesse polemiche per un controverso gol annullato a Francesco Graziani) e la contemporanea vittoria bianco-nera di rigore a Catanzaro.

Roberto Pivato

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