sabato 26 marzo 2016

Lezioni di Epic...A: la Lupa ringrazia il Toro scatenato per le tre incornate alle Zebre

La gioia di Torrisi dopo il gol del 3-2
Torino – Juventus 3-2 (27/03/83, Torino, stadio Comunale, 25ª giornata serie A)
 
Torino: Terraneo, Van Der Korput, Beruatto, Zaccarelli, Danova, Galbiati, Torrisi (32’ st Corradini), Dossena, Selvaggi, Hernandez, Borghi (13’ st Bonesso). All: Bersellini

Juventus: Zoff, Gentile, Cabrini, Bonini, Brio, Scirea, Bettega, Tardelli, Rossi, Platini, Boniek. All: Trapattoni

Arbitro: Lo Bello di Siracusa

Reti: pt 15’ Rossi, st 20’ Platini, 25’ Dossena, 27’ Bonesso, 30’ Torrisi
La Juventus 1982/83
Al 20’ del secondo tempo il derby della Mole del 27 marzo 1983 sembrava già deciso. La Juventus di Giovanni Trapattoni conduceva per 0-2 e poteva così mantenere invariato il distacco di tre punti dalla Roma capolista, che in quel momento conduceva per 1-2 a Firenze. Poi però, in cinque minuti, il proverbiale cuore del Toro capovolse la situazione. Finì 3-2 per i granata, con una delle rimonte più memorabili nella storia della stracittadina torinese. La Fiorentina pareggiò, permettendo ai bianco-neri di perdere solamente un punto dai giallo-rossi, ma quelle quattro lunghezze di distacco sarebbero rimaste tali fino a fine campionato, consegnando ai capitolini il loro secondo tricolore.
Il Torino '82/'83

La Juve si presentava ai nastri di partenza della stagione ‘82/’83 da campione d’Italia in carica. La rosa delle Zebre contava ben sei campioni del mondo in Spagna e si era rafforzata con gli arrivi di Michel Platini – miglior marcatore della serie A alla sua prima partecipazione - e Zbigniew Boniek in attacco, un reparto che già comprendeva il capocannoniere del Mundial e pallone d’oro ’82: Paolo Rossi. Meno accreditato il Torino del nuovo tecnico Eugenio Bersellini, giunto dall’Inter con la quale aveva conquistato l’ultima Coppa Italia. L’obiettivo era quello di migliorare la decima piazza dell’annata precedente, ma per far ciò si doveva soprattutto sopperire alla partenza di Paolino Pulici, accasatosi all’Udinese, vuoto che si tentò di colmare con gli innesti di Carlo Borghi, Franco Selvaggi e dell’argentino Patricio Hernández. Lo scopo fin lì era stato raggiunto, visto che i granata erano quinti, quattro punti dietro ai concittadini.
Una fase della partita
Basta un quarto d’ora alla Vecchia Signora per passare in vantaggio: Rossi -  a cui giustamente poco prima era stato annullato un gol per fuorigioco – si intromette su un corto retropassaggio dell’olandese Michel van de Korput a Giuliano Terraneo, toccando quel tanto che basta per superare il portiere. La reazione del Torino è immediata: discesa sulla destra di Giuseppe Dossena, cross per Borghi che spreca calciando alto. Ma i bianco-neri sono pericolosissimi in contropiede: prima Pablito si divora il raddoppio calciando addosso a Terraneo da ottima posizione; poi, a dieci dalla conclusione del primo tempo, gli juventini reclamano il rigore per l’atterramento del sammarinese Massimo Bonini; per l’arbitro il contatto, tuttavia, è avvenuto fuori area. Il penalty arriva al 20’ della ripresa: fuga di Boniek, capitan Renato Zaccarelli lo aggancia, dagli undici metri Platini si fa respingere la conclusione, ma è lestissimo a ribadire in rete. 0-2 e derby finito? Macché!
Un'altra fase di gioco
Dopo cinque minuti Roberto Galbiati centra da destra, Dossena sbuca alle spalle di tutti e di testa trafigge Dino Zoff. La furia granata è soltanto all’inizio. Trascorrono appena 120’’ e Paolo Beruatto va al cross dalla sinistra; Alessandro Bonesso – entrato da nemmeno un quarto d’ora al posto dell’evanescente Borghi – si avvita di testa e infila l’angolo più lontano. Il Comunale è una bolgia! 2-2 e non è finita. Altri tre minuti e van de Korput si fa perdonare la leggerezza sul primo gol avversario, servendo a Fortunato Torrisi un pallone perfetto, che il centrocampista calabrese tramuta nella rete del sorpasso con una splendida girata al volo nell’angolino.
Zebre incornate tre volte da un Toro davvero scatenato. La Lupa ringrazia e allunga.
La prima pagina di Tuttosport del giorno dopo
Per gli uomini di Bersellini sarà ottavo posto a fine stagione; quelli di Trapattoni si consoleranno con la vittoria della Coppa Italia, ma dovranno ingoiare un altro boccone amarissimo, perdendo la finale di Coppa dei Campioni contro l’Amburgo.

Roberto Pivato

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