domenica 24 aprile 2016

Lezioni di Epic...A: 28 maggio 1989, l'Inter conquista lo scudetto superando il Napoli


Mathaus e Maradona
Inter – Napoli 2-1 (28/05/89, Milano, stadio Giuseppe Meazza, trentesima giornata serie A)
 
Inter: Zenga, Bergomi, Brehme, Baresi (1’ st Bianchi), Ferri, Mandorlini, Matteoli, Berti, Diaz (44’ st Verdelli), Matthäus, Serena. All: Trapattoni

Napoli: Giuliani, Corradini, Francini, Crippa, Alemão (28’ st Bigliardi), Renica, Fusi, De Napoli, Careca, Maradona, Carnevale. All: Bianchi

Arbitro: Agnolin di Bassano del Grappa

Reti: pt 36’ Careca, st 4’ aut. Fusi, 38’ Matthäus
L'Inter campione d'Italia nel 1988/89
Era l’ultima chance per il Napoli. Il 28 maggio 1989 i partenopei dovevano uscire indenni dal terreno dell’Inter, altrimenti lo scudetto sarebbe stato matematicamente dei nero-azzurri. L’impresa era tutt’altro che facile per gli uomini di Ottavio Bianchi – reduci dalla conquista della Coppa Uefa undici giorni prima -: in casa della Beneamata non aveva vinto nessuno quell’anno e solo due squadre erano riuscite a strappare un pareggio. Era l’Inter dei record, quella capace di totalizzare 50 punti in 29 partite, sette in più degli azzurri immediati inseguitori, e di vantare miglior attacco e miglior difesa del torneo. Il tricolore sembrava quasi inevitabilmente indirizzato sulla strada di Milano: concretamente, solo una vittoria del Napoli avrebbe potuto lasciare aperta una piccola speranza di cambiarne la direzione; anche col segno X, mancando quattro giornate e rimanendo il distacco invariato a sette punti, i meneghini avrebbero in pratica potuto festeggiare un titolo che mancava da ben nove anni.
Il Napoli 1988/89

La partita è subito piacevole e i campani ci provano con coraggio sin dalle prime battute. Al 10’ spettacolare scambio al limite dell’area che porta Antônio de Oliveira Filho, il secondo miglior marcatore del torneo, alla conclusione: il destro è violento, la risposta di Walter Zenga decisiva. I padroni di casa replicano dopo quattro minuti: lancio di Gianfranco Matteoli che mette Aldo Serena, il capocannoniere della serie A, davanti al portiere: il sinistro ad incrociare, tuttavia, è troppo largo. Passano altri tre minuti e Andreas Brehme guadagna caparbiamente il fondo sulla sinistra, lungo centro per Ramón Díaz che spreca calciando a lato da ottima posizione. L’asse tedesco-argentino porta anche alla traversa interista del minuto 32: punizione del terzino teutonico, stacco dell’attaccante sudamericano, Giuliano Giuliani salvato dal legno. Ma quando sembra che il vantaggio locale sia lì lì per arrivare, accade il patatrac: Careca controlla ai 25 metri e lascia partire un bolide di destro che finisce sotto l’incrocio dei pali. Al 36’ il Napoli va in vantaggio, riaprendo improvvisamente il discorso scudetto. A fine primo tempo il risultato inatteso a San Siro è: Inter 0 – Napoli 1.
Il gol decisivo di Matthaus
L’illusione azzurra dura pochi minuti nella ripresa: lungo traversone di Díaz dalla sinistra, Nicola Berti impatta al volo di destro; sulla traiettoria del pallone c’è Luca Fusi, la cui deviazione mette fuori causa l’estremo difensore ospite. È il 4’, il match è ancora lungo e ricco di colpi di scena. A partire dal minuto 31: Careca riceve da Diego Armando Maradona, carica il mancino e centra in pieno il palo. Passano tre minuti: Brehme si accentra e lascia partire un gran destro da quasi trenta metri; Giuliani in tuffo nega il gol. Si arriva così al 38’, al tanto discusso episodio che di fatto consegna lo scudetto agli uomini di Giovanni Trapattoni. Agnolin concede la punizione al limite dell’area per un dubbio fallo di Giancarlo Corradini su Serena: della battuta si incarica inizialmente Brehme, ma per due volte il direttore di gara fa ripetere poiché la barriera napoletana si muove in anticipo. Del terzo tentativo si incarica allora Lothar Matthäus, il cui violento destro a pelo d’erba piega le mani a Giuliani e gonfia la rete. A San Siro è il delirio. Di fatto è il gol che consegna il tredicesimo scudetto all’Inter.
La festa dei nero-azzurri a fine partita

Per il Napoli tanta delusione per l’ottima prova che non è stata sufficiente e per alcune decisioni arbitrali. I tifosi campani minacciano addirittura di boicottare la schedina in segno di protesta. La sostanza dei fatti però non cambia: l’Inter è campione d’Italia, con numeri impressionanti. 58 punti su 68 disponibili, due sole sconfitte, miglior attacco con 67 reti, miglior difesa con 19 gol incassati. Se è stata chiamata Inter dei record un motivo ci sarà!

Roberto Pivato

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