lunedì 4 aprile 2016

Lezioni di Epic...A: il folle derby romano del '34

Il gol di Bernardini
Lazio – Roma 3-3 (11/03/34, Roma, stadio del P.N.F., 25ª giornata serie A)
 
Lazio: Brandani, Bertagni, Del Debbio, Serafini, Furlani, Fantoni II, Fantoni III, Fantoni I, Demaría, Buscaglia, Guarisi. All: Stürmer

Roma: Masetti, Bodini, Pasolini, Ferraris, Stagnaro, Fusco, Costantino, Scopelli, Tomasi, Bernardini, Guaita. All: Barbesino

Arbitro: Gianni di Pisa

Reti:pt 9’ Bernardini, 10’ Costantino, 15’ Guaita, 28’ Guarisi, 41’ Demaría, st 28’ Demaría

Note: espulso Del Debbio al 17’ st
La Roma 1933/34
Uno dei derby di Roma più appassionanti della storia si è giocato l’11 marzo 1934, sotto una pioggia battente, insolita nella capitale. Andava in scena quel giorno la venticinquesima giornata del campionato di serie A, un torneo che vedeva la sfida Ambrosiana-Juventus al vertice, con Roma e Lazio tagliate fuori dal discorso scudetto, in una tranquilla posizione di metà graduatoria.
Anche per mancanza di pressioni di classifica, probabilmente, le due compagini diedero vita ad un match entusiasmante, ricco di gol e colpi di scena e caratterizzato da un’epica rimonta bianco-celeste. Dopo un quarto d’ora i giallo-rossi - che in quella stagione vestivano un’inconsueta casacca nera in onore del regime fascista (sic!) – conducevano per 0-3 e sembravano poter ripetere l’exploit dell’andata, quando si erano imposti con un sonoro 5-0. Ma poi, l’eccessiva leziosità del team di Luigi Barbesino, unita alla rabbiosa reazione di quello di Karl Stürmer, cambiarono radicalmente l’esito del confronto.
La Lazio '33/'34

Ma andiamo con ordine, cercando di rendere almeno in parte le tante emozioni che quel giorno devono aver provato i tifosi presenti allo stadio del Partito Nazionale Fascista.
La partenza è tutta romanista. Al 9’ Raffaele Costantino centra per Fulvio Bernardini, che con un preciso tiro a fil di palo mette a segno la prima marcatura di giornata. Trascorre un minuto e sugli sviluppi di un corner la violenta conclusione di Costantino regala alla Lupa il raddoppio. Le Aquile sono frastornate, in balia dell’avversario che ne approfitta e al 15’ cala il tris: mischia in area risolta da una zampata vincente di Enrique Lucas Gonzales Guaita. Lo shock in casa Lazio è fortissimo, in particolare nel giovanissimo portiere Pietro Brandani, schierato al posto di capitan Ezio Sclavi infortunato. Un debutto tale non avrebbe potuto immaginarlo nemmeno nei suoi incubi peggiori.
La rete di Guaita
A questo punto, tuttavia, la Roma degli argentini – Guaita, Arturo Chini Ludueña, Andrés Stagnaro e Roberto Allemandi – commetteva l’errore di pensare di aver già fatto suo l’incontro, dando il via ad un gioco lezioso e volto più ad irridere gli avversari che a mantenere al sicuro il triplo vantaggio. Ciò ottenne l’effetto di risvegliare l’orgoglio ferito della Lazio dei brasiliani – i tre Fantoni, i fratelli João (detto Ninão) e Leonízio (detto Niginho), oltre al cugino Octavio (soprannominato Nininho); i difensori Armando Del Debbio, Pedro Rizzetti ed Enzio Enrique Serafini; i centrocampisti José Castelli e Duilio Salatin; gli attaccanti Alejandro Demaría ed Amphilóquio Marques Guarisi -, che iniziò a farsi viva dalle parti di Guido Masetti, accorciando le distanze al 28’ grazie ad una conclusione di Filò Guarisi. Saltarono del tutto gli schemi: occasioni da una parte e dall’altra, errori degli attaccanti e prodigiosi interventi dei portieri, finché, al minuto 41, Demaría, con una spettacolare rovesciata, batteva per la seconda volta l’estremo difensore giallo-rosso.
Alejandro Demaria

I padroni di casa tornano a crederci, gli ospiti cominciano a preoccuparsi; sale il nervosismo e il giovane direttore di gara fatica a controllare l’incontro. Una punizione di Stagnaro colpisce il palo e segna la fine di un primo tempo avvincente.
La ripresa non è da meno, palle-gol per l’una e per l’altra squadra e clamorosi errori arbitrali (col signor Gianni che prima espelle Del Debbio, al minuto 17, scambiandolo per Fantoni II; poi non concede il rigore ai bianco-celesti per un evidente sgambetto a Guarisi, fallo che peraltro costringe l’attaccante a disputare il resto del confronto zoppicante), fino al gol del pareggio: contropiede imbastito da Pietro Buscaglia, proseguito da Filò e concluso in maniera vincente da Demaría. Gli animi sono caldi in campo, ma anche nelle tribune gremite, tanto che le forze dell’ordine devono più volte intervenire (un derby è sempre un derby, anche se giocato negli anni ’30!).
Fattasi recuperare tre reti e con un uomo in più la Roma torna all’attacco, cercando di rifare sua una vittoria che sembrava già acquisita. La sfortuna però bloccherà la compagine di Barbesino, che collezionerà un palo ed una traversa, rispettivamente con Ernesto Tomasi e Bernardini. Un’occasione d’oro anche per l’undici di Stürmer, sprecata però da Fantoni II, il quale, a tu per tu con Masetti, non riusciva a superarlo.
Al triplice fischio era la delusione a farla da padrone in tutti e ventidue i protagonisti in campo. Tanti errori, tante occasioni sprecate non potevano che alimentare il rimorso per un derby che sarebbe potuto essere tanto dell’un contendente quanto dell’altro. A noi rimane soltanto il rimorso di non averla vissuta in prima persona una partita così.

Roberto Pivato

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