domenica 10 aprile 2016

Lezioni di Epic...A: la prima vittoria dell'Atalanta sul campo del Torino

L'Atalanta 1952/53
Torino – Atalanta 2-3 (16/11/52, Torino, stadio Filadelfia, 9ª giornata serie A)
 
Torino: Puccioni, Giuliano, Farina, Sentimenti, Nay, Moltrasio, Marzani, Pratesi, Tontodonati, Buhtz, Balbiano. All: Ussello

Atalanta: Albani, Rota, Gariboldi, Angeleri, Cadè, Villa, Cergoli, Rasmussen, Testa, Sørensen, Nuoto. All: Ferrero

Arbitro: Piemonte di Monfalcone

Reti: pt 14’ Testa, 21’ Marzani, 25’ Rasmussen, st 14’ Sørensen, 18’ Sentimenti
Il Torino '52/'53
La prima vittoria dell’Atalanta in casa del Torino porta la data 16 novembre 1952. Si giocava la nona giornata del campionato di serie A e le due formazioni erano appaiate a metà classifica, col non troppo lusinghiero bottino di sette punti. Fino a quel momento il Toro di Oberdan Ussello – il tecnico che era stato chiamato a guidare la squadra dopo la tragedia di Superga e che era nato a pochi metri dallo stadio Filadelfia; in questa stagione fu affiancato, nella veste di direttore tecnico, prima da Roberto Copernico, poi dall’inglese Jesse Carver - non aveva mai perso in casa, mentre gli orobici di Luigi Ferrero – torinese doc, grande ex della sfida, avendo seduto sulla panchina granata dal ’45 al ’47 (conquistando due scudetti) e avendo indossato la maglia del Torino dal ’37 al ’40 - non erano mai riusciti ad imporsi lontani da Bergamo. Quella domenica d’autunno cadde l’inviolabilità del Filadelfia e finì il digiuno esterno di vittorie dei lombardi.
Il gol di Testa

Bastano quattordici minuti al ventiduenne Ennio Testa, che quel giorno faceva il suo debutto in massima serie, per portare in vantaggio gli ospiti, con un bel tiro sotto l’incrocio dopo uno scambio con Francesco Cergoli – attaccante nato in attuale territorio sloveno, alla sua seconda esperienza in nero-azzurro, dopo una breve parentesi con la Juventus. I padroni di casa sono punti nell’orgoglio, tanto più che vengono dal pesante ko nel derby per 4-1, e pareggiano dopo soli sette minuti. Azione d’angolo, primo colpo di testa di Andrea Marzani – alla sua unica stagione in Piemonte risulterà il miglior marcatore della squadra con nove centri - respinto da Giuseppe Albani – cinque anni all’Atalanta, dopo aver debuttato in massima serie con l’Inter -, secondo vincente. Ma la parità regge poco, quattro minuti appena. Cross dalla destra di Testa, il danese Leschly Sørensen – alla quarta ed ultima stagione in nero-azzurro, prima di passare al Milan dove avrebbe conquistato il tricolore nel ’55 - prolunga, l’altro danese Poul Rasmussen – arrivato quell’anno, in sostituzione dello svedese Hasse Jeppson, aveva già messo a segno sei reti; a fine campionato sarebbe stato il miglior realizzatore dei suoi ed il terzo più prolifico di tutta la A con diciotto marcature - conclude a rete: la palla batte sul palo e si insacca per il nuovo vantaggio orobico. L’arrembaggio dei locali prima della fine del tempo è veemente.
Marzani si dispera
Al 44’ la sfortuna si abbatte due volte sui tentativi granata: conclusione ravvicinata di Marzani, traversa; riprende il tedesco Horst Buhtz – fu il secondo calciatore proveniente dalla Germania a giocare in Italia nel dopoguerra, una scelta che gli precluse le porte della sua nazionale - ma anche il suo tiro a botta sicura si infrange sulla traversa. La prima frazione di gioco si conclude così: pessimi presagi per la truppa di Ussello.
La ripresa si apre con un altro palo, stavolta però dei lombardi: staffilata del Pastore, deviazione di Testa che spiazza Livio Puccioni – il portiere fiorentino arrivato in prestito dall’Inter -, ma sbatte sulla base del montante. I rimpianti atalantini hanno breve durata, poiché al 14’ è 1-3, grazie ad una punizione di Sørensen. Il colpo ancora una volta sveglia il Toro: centro di Marzani, Albani non trattiene, recupera Mario Tontodonati – soprannominato Testina d’Oro per la sua abilità nel gioco aereo, nella sua unica stagione a Torino non riuscì mai ad andare a segno - che dà a Vittorio Sentimenti – il terzo dei cinque fratelli, già bomber prolifico con Modena, Juventus e Lazio, da cui era giunto quell’anno -, per il quale è un gioco da ragazzi insaccare. Da qui alla fine i granata ci provano con foga, ma con scarsa lucidità, dovendo anche guardarsi dalle azioni di rimessa dei sempre pericolosi avversari.
Un intervento di Puccioni
La contesa è combattuta, ma il risultato non cambia: per la prima volta l’Atalanta vince in casa del Torino.

Roberto Pivato

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