mercoledì 27 aprile 2016

Lezioni di Epic...A: Roma, Torino e una pazza finale di Coppa Italia

Giuseppe Giannini
Roma – Torino 5-2 (19/06/93, Roma, stadio Olimpico, finale di ritorno Coppa Italia)
 
Roma: Fimiani, Garzya, Piacentini (90’ Salsano), Bonacina (89’ Muzzi), Benedetti, Comi, Mihajlović, Hässler, Carnevale, Giannini, Rizzitelli. All: Boškov

Torino: Marchegiani, Bruno, Mussi, Fortunato, Cois, Fusi (89’ Falcone), Sordo, Venturin, Aguilera (77’ Casagrande), Scifo, Silenzi. All: Mondonico

Arbitro: Sguizzato di Verona

Reti: 22’ rig., 49’ rig. e 55’ rig. Giannini, 45’ e 53’ Silenzi, 47’ Rizzitelli, 65’ Mihajlović
 
Il primo rigore del "Principe"
La Coppa Italia 1992/93 ebbe uno degli epiloghi più appassionanti nella storia di questa competizione. Di fronte in finale si trovavano Roma e Torino, che nel doppio confronto diedero spettacolo, realizzando complessivamente dieci reti, cinque a testa. Era già la quarta volta che le due compagini si contendevano la coppa nazionale: nel ’64, nell’ ’80 e nell’ ’81 aveva sempre prevalso l’undici della capitale.
Il campionato, conclusosi la settimana precedente, era stato avaro di soddisfazioni per entrambe: nono posto per i granata, decimo per i giallo-rossi. In Coppa Uefa gli uomini di Emiliano Mondonico avevano fatto poca strada, venendo eliminati nei sedicesimi dalla Dinamo Mosca. Meglio quelli di Vujadin Boškov, usciti comunque nei quarti per mano del Borussia Dortmund. La stagione dei capitolini era stata difficile anche dal punto di vista societario, con l’arresto a marzo del presidente Giuseppe Ciarrapico, in seguito ad una serie di scandali ed illeciti. In mezzo a tutto questo trambusto la nota lieta dell’esordio in prima squadra del sedicenne Francesco Totti, avvenuto il 28 marzo nella vittoria sul Brescia.
Il gol di Rizzitelli

Il primo round della finalissima si gioca il 12 giugno al Delle Alpi. Finisce con un pesante 3-0 a favore dei padroni di casa – in virtù dell’autorete di Silvano Benedetti e dei gol nella ripresa di Sandro Cois e Daniele Fortunato -, cosicché la coppa sembra già nelle mani del Toro.
All’Olimpico, però, la Roma tenta fin da subito il tutto per tutto. Ci prova tre volte Andrea Carnevale di testa, ma Luca Marchegiani fa buona guardia. Poi l’arbitro Sguizzato, all’ultima direzione in carriera, dà il via al suo personalissimo show, concedendo il primo penalty di giornata ai padroni di casa, per un presunto contatto tra Cois e il numero nove giallo-rosso. Dal dischetto capitan Giuseppe Giannini fa 1-0 al 22’. Il colpo risveglia i piemontesi, che proprio sulla campana del primo tempo pareggiano: Andrea Silenzi si gira in area e con un perfetto diagonale rasoterra batte Patrizio Fimiani, portiere della Primavera schierato per la contemporanea indisponibilità di Giovanni Cervone e Giuseppe Zinetti. Dopo tre quarti della finale il trofeo sembra sempre più prendere la strada di Torino.
Il secondo penalty di Giannini
I secondi 45’ sono un’altalena incredibile di emozioni, colpi di scena e ribaltamenti. Il vero e proprio dramma sportivo inizia al secondo minuto: sugli sviluppi di un corner – concesso per la deviazione del portiere ospite sul violento rasoterra mancino dalla distanza di Siniša Mihajlović Ruggero Rizzitelli svetta più in alto di tutti e firma il nuovo sorpasso dei suoi. Trascorrono altri 120’’ e Sguizzato opta per la concessione del secondo rigore ai capitolini: stavolta il contatto dubbio è tra Roberto Mussi e Thomas Hässler. Dagli undici metri è ancora il Principe che spiazza Marchegiani. L’Olimpico è una bolgia: giocatori e sostenitori romanisti tornano a credere sul serio alla rimonta impossibile. A ridimensionare le loro rinate speranze ci pensa all’8’ il solito Silenzi, che di testa, da due passi, fredda il numero uno locale, dopo una sponda aerea di Fortunato. Il 3-2 obbliga la truppa di Boškov a mettere a segno altre tre reti, con poco più di mezz’ora a disposizione.
Ancora il capitano giallo-rosso a segno dal dischetto
A dare una mano alla Roma ancora una volta è l’arbitro: Cois e Carnevale entrano in rotta di collisione in area e cadono entrambi; la trattenuta sembra più dell’attaccante giallo-rosso, ma per il fischietto veronese il fallo è invece del difensore; così ecco servito il terzo calcio di rigore della serata. Il copione rimane invariato: Giannini contro Marchegiani, che intuisce ma non ci arriva. Per il numero dieci di casa è tripletta, prima di lui in una finale di Coppa Italia c’erano riusciti solamente Amedeo Amadei, Riza Lushta e Angelo Domenghini.
La punizione vincente di Mihajlovic
Sono trascorsi appena dieci minuti nella ripresa, è già accaduto di tutto e di più e molto altro ancora deve accadere. A partire dal minuto 65: punizione da una trentina di metri, se ne incarica lo specialista Mihajlović ed è 5-2. A questo punto la furia romanista sembra incontenibile: tutti si aspettano la sesta segnatura, quella decisiva, da un momento all’altro. Ed in effetti le occasioni non mancano, in particolare un palo di Giannini ed un gran intervento di Marchegiani su un’incornata ravvicinata di Hässler.
Il Torino solleva la Coppa Italia
Il Torino, tuttavia, regge inaspettatamente l’urto e, malgrado il pesante ko per 5-2, può festeggiare la conquista della sua quinta Coppa Italia, un titolo che mancava da ventidue anni. Alla Roma un grande cuore, e qualche aiutino arbitrale di troppo, non è bastato: l’impresa si è fermata ad un passo dalla sua realizzazione. L’ottava coppa nazionale si sarebbe fatta attendere ancora quattordici anni.

Roberto Pivato

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