martedì 24 maggio 2016

Il primo acuto nazionale del Siviglia nel segno di Campanal

L'undici del Siviglia prima della finale
Il 1934 è un anno di grandi soddisfazioni per Ramón Encinas. In Febbraio "Moncho", alla seconda esperienza sulla panchina del Siviglia dopo il comunque proficuo bienno '25-27, centra al primo tentativo la promozione, la prima della storia sevillista - in Primera Division: decisivo è un successo sull'Atletico di Madrid. In Estate, invece, affianca i selezionatori José María Mateos e Amadeo García de Salazar, alla guida della spedizione spagnola al Mondiale italiano del '34: un'avventura che terminerà, tra mille ombre, ai quarti di finale, quando le Furie Rosse si arrenderanno ai padroni di casa in una gara dai contorni piuttosto ambigui.

L'impatto degli andalusi con la massima divisione è più che incoraggiante: il Siviglia, che può contare su un fromboliere implacabile quale è Guillermo González del Río García , conosciuto universalmente come Campanal I, autore di ben venti reti, consegue un lusinghiero quinto posto, alle spalle di Betis, *Madrid, Oviedo e Athletic Club. Con la fine del campionato, tuttavia, il sipario sulla stagione dei nervionenses non può ancora calare. I rojiblancos, infatti, stanno facendo faville, superando in carrozza un turno dopo l'altro, nella Copa del Presidente de la República . Qualificatisi alla manifestazione grazie al secondo posto raggiunto nell'edizione precedente del Campeonato Superregional de Levante-Sur, i rojiblancos entrano in gioco a partire dagli ottavi di finale: le modifche al regolamento, che dal '35 rivoluzioneranno i criteri d'accesso alla kermesse, assimilandoli a quelli consoni ad un tabellone tennistico, hanno, infatti, il chiaro intento di risparmiare i turni preliminari alle compagini più blasonate.
Campanal I
La truppa di Encinas si rivela essere la bestia nera delle formazioni capitoline: prima i biancorossi ottengono lo scalpo del Madrid grazie ad una zampata del "Gordo" Campanal, poi, dopo un doppio confronto ricco di reti d emozioni, è l'Atletico a cedere il passo agli andalusi. L'ultimo ostacolo tra i nervionenses e la finalissima è l'Osasuna. I navarri, però, non sono una formazione in grado di mettere in soggezione i lanciatissimi biancorossi che, di fatti, asfaltano i rojillos, trionfando sia all'andata che al ritorno, e volano in finale.  A sorpresa, ad attendere in finale il Siviglia c'è una squadra di seconda divisione: il Sabadell. Gli arlequinados, ammessi nel tabellone della coppa nazionale in quanto campioni catalani in carica, sono stati l'autentica mina vagante del torneo, conseguendo risultati impensabili alla vigilia: trascinati da un Manuel Parera in stato di grazia, e autore di una tripletta,  hanno eliminato il Celta Vigo agli ottavi, quindi ai quarti hanno sbattuto fuori nientemeno che i futuri campioni di Spagna del Betis. L'undici timonato da Juan Tena - diciassette gettoni di presenza da calciatore con la selezione non riconosciuta della Catalunya - poi, ha suggellato una strepitosa e irripetibile cavalcata sbarazzandosi senza troppo patire del Valencia in semifinale, conquistando così una storica finale.


Per Siviglia e Sabadell si tratta del primo traguardo tagliato di un certo livello. Nel capoluogo andaluso fervono i preparativi tra i tifosi in visibilio. Tante le iniziative e i pacchetti proposti agli hinchas dalle locali agenzie di viaggio.
Un'istantanea della gara
Ce n'è davvero per tutti i gusti: per chi vuole sorbirsi un viaggio in autobus, il prezzo del biglietto di andata e ritorno ammonta a quaranta pesentas e la partenza è prevista da Plaza San Salvador; qualcosina in più, sessanta pesetas per l'esattezza, deve sborsare chi, invece, desidera viaggiare comodamente in aereo. In molti, tuttavia, specie i tifosi appartenenti ai ceti più umili, scelgono di spostarsi a Madrid in treno, beneficiando di una corsa speciale istituita appositamente per l'occasione. L'hinchada sevillista può godersi addirittura due finali. Come antipasto alla finalissima, infatti, è in programma l'epilogo di Coppa di Spagna amateur** tra il Siviglia e il Ciosvin di Vigo, poi conclusasi con il trionfo delle nuove leve rojiblancos


Gli sbarbatelli biancorossi, tra cui figura un certo Berrocal - uno che in futuro farà parte della celeberrima "delantera Stuka", devastante appunto proprio come il bombardiere in picchiata tedesco, tristemente noto durante il secondo confitto mondiale, a cui doveva il nome -  avevano compiuto la loro missione, suscitando la gioia di tutti gli andalusi che gremivano gli spalti del vecchio Chamartin in attesa della finale dei professionisti.

Nell'impianto della capitale la superiorità andalusa non tarda ad emergere. Al 32' i nervionenses hanno l'opportunità di aprire le danze indirizzando l'incontro a loro favore: il basco "Bilba" Torrontegui si procura un calcio di rigore, ma Euskalduna si fa ipnotizzare da Massip. Ma è solo questione di tempo. Quattro minuti più tardi, il forse goffo, ma sempre implacabile Campanal, imbeccato da un lancio col contagiri di López, fulmina il portiere sabadellense con una poderosa zuccata, scatenando l'entusiasmo dei sivigliani. Come se non bastasse, l'elemento più pericoloso dei catalani, Miguel Gual, centravanti arrivato dal Barcellona assieme a Manuel Parera, non è in perfette condizioni fisiche: durante la gara ha accusato un infortunio, ma non essendo previsti i cambi, Tena ha provato a mettere una pezza, invertendolo di ruolo con il capitano Calvet, carismatico delantero con un passato tra le file dell'Europa.
Il Siviglia con il trofeo appena conquistato
Con queste premesse diventa dura recuperare il risultato. E, infatti, nella ripresa gli arlequinados, che non riusciranno mai più ad arrampicarsi così in alto, collassano, venendo annichiliti dal Siviglia: Campanal, alla mezzora della ripresa, concede il bis, poi, nel finale, una vigorosa capocciata di Adolfo "Bracero" Garcia, ancora una volta su splendido invito di López, fissa il risultato sul definitivo 3-0, facendo evaporare le ultime, residue speranze sabadellensi. Il Siviglia, al cui comando da due anni c'è il mitico Ramón Sánchez-Pizjuán, dopo un'interminabile serie di Coppe d'Andalusia, mette finalmente in bacheca il primo trofeo nazionale. Al rientro in città i giocatori vengono trattati con tutti gli onori del caso. Accolti da un bagno di folla festante, i rojiblancos sono ricevuti anche dal sindaco Don Isacio Contreras. Sarà quello l'inizio di una stagione di trionfi per la società hispalense. Durante gli anni bui della guerra civile, e anche nell'immediato post, infatti, i nervionenses, agevolati anche da diversi fattori contingenti, saranno una delle squadre di riferimento del fútbol spagnolo, arrivando, nel '46, a conquistare il primo e unico titolo spagnolo della propria storia.


Vincenzo Lacerenza


Il tabellino

Siviglia-Sabadell 3-0 ( Madridm 30 Giugno 1935, Coppa di Spagna, finale)

Siviglia: Eizaguirre, Euskalduna, Deva, Alcázar, Segura, Fede, López, Torrontegui, Campanal I, Tache, Bracero.

Sabadell: Massip, Morral, Blanch, Argemì, Font, Gràcia, Sangüesa, Calvet, Gual, Barceló y Parera.

Marcatori: 36', 76' Campanal, 87' Bracero.

Arbitro: Pedro Escartin

Note 
* : La denominazione del Real Madrid in epoca repubblicana. Cosi come la Copa Presidente de la  República era l'equivalente della Copa del Rey in periodo repubblicano. Altra precisazione: in quel momento storico l'Atletico Madrid era conosciuto come Athletic Club de Madrid.
**: La Coppa di Spagna amateur, o Campeonato de España de Aficionados, era una comeptizione riservata ai tifosi. Un unico vincolo: per partecipare bisognava avere meno di ventitre anni. L'idea, lungimirante, era quella di scovare qualche prospetto interessante da trapiantare in prima squadra. 

Fonti:
sevillafc.es
kaisermagazine.com
cesabadell.cat
elenganche.es
as.com





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