mercoledì 4 maggio 2016

Lezioni di Epic...A: la Roma del primo scudetto cade a Genova

Una fase della partita
Genova – Roma 2-0 (16/11/41, Genova, stadio Luigi Ferraris, 4ª giornata serie A)
 
Genova: Tavoletti, Marchi, Sardelli, Genta, Allasio, Perazzolo, Neri, Trevisan, Bertoni, Ispiro, Conti. All: Ara

Roma: Masetti, Brunella, Acerbi, Donati, Mornese, Bonomi, Krieziu, Di Pasquale, Amadei, Coscia, Pantò. All: Schaffer

Arbitro: Pizziolo di Firenze

Reti: pt 45’ Conti, st 15’ Conti
Un attacco dei padroni di casa
Dopo tre giornate del campionato di serie A 1941/42 – mentre a Gondar, in Etiopia, il presidio del generale Guglielmo Nasi era ormai allo stremo di fronte alle controffesnive britanniche, dopo sette mesi di resistenza destinata a cedere definitivamente a fine novembre - la Roma si trovava al comando da sola, a punteggio pieno. I successi su Napoli, Bologna e Juventus avevano proiettato gli uomini dell’ungherese Alfréd Schaffer in vetta solitaria: pochi lo avrebbero previsto alla vigilia. D’altronde l’avvio del secondo campionato del tempo di guerra aveva riservato non poche sorprese: il Bologna campione in carica era ancora a secco di punti; l’Ambrosiana, vice-campione d’Italia, stentava; formazioni poco quotate, quali Venezia e Triestina, stavano ottenendo risultati lusinghieri. Chi invece rispettava a pieno le aspettative e gli standard degli ultimi anni era il Genoa, costretto dalle ridicole imposizioni di regime ad aggiungere la V al proprio nome, in modo da ricalcare a pieno quello della città di provenienza. I rosso-blu di Guido Ara stazionavano al centro della classifica con tre punti, frutto del successo sul Bologna, del pari con la Juve e del ko contro la Fiorentina.
Un'uscita alta di Masetti

Il match del Luigi Ferraris sembrava l’occasione buona per i giallo-rossi per sfatare il tabù Genova: mai fino ad allora infatti, il sodalizio capitolino aveva vinto in casa del Grifone. Invece, «la Roma ha pienamente deluso e stando alla sua prova di ieri non ci sarebbe davvero da farle credito». La prova mediocre degli ospiti nel primo tempo ha l’alibi del forte vento di tramontana contrario. La Lupa cerca perciò di limitarsi a controllare, il Grifo non fa molto per cercare di crearle grattacapi. Si attende stancamente la ripresa, sotto il grigio e gelido cielo genovese; si attende che la capolista dimostri di meritare il suo primato. Ma al 45’ un guizzo inatteso: Bruno Ispiro con caparbietà serve Ugo Conti; mancino rasoterra in corsa da posizione defilata e palla che si insacca. «Son quei gol che capitano più per caso che per destrezza avversaria». 1-0, proprio quando i ventidue in campo già assaporavano il calduccio degli spogliatoi ed un sorso di té ristoratore.
Il primo gol genoano
Chi si attende la reazione romanista nella ripresa resta deluso; eppure il vento ora è a loro favore: «A vederli, un po’ tutti questi giocatori romanisti, sembrava si rannicchiassero per timore del freddo, e che si fosse gelata la lubrificazione nella giuntura delle gambe». Anche la fortuna sembra girare le spalle alla prima della classe: al quarto, su un tiro di Aristide Coscia, Sergio Marchi devia con la mano. L’arbitro opta per l’involontarietà e non concede la massima punizione agli ospiti. Al quarto d’ora il raddoppio genoano: azione d’attacco orchestrata da Ispiro e Sergio Bertoni; palla a Conti, in sospetta posizione di off-side, che conclude alle spalle di Guido Masetti per la seconda volta. Ci sarebbe ancora tempo, ma per la Roma di oggi il doppio svantaggio è troppo. Di fronte al segretario del Partito Nazionale Fascista, Adelchi Serena – una degna persona che nemmeno venti giorni prima aveva lamentato la «troppa libertà in cui vivono gli internati ebrei del campo di internamento di Campagna», un paese nei pressi di Salerno, e chiesto quindi «provvedimenti conseguenti da parte delle forze di polizia del regime» -, la capolista cade, così come poco più di un mese dopo sarebbe caduto il politico aquilano, destituito dalla sua carica per dissidi interni al partito.
Il portiere giallo-rosso sventa un attacco rosso-blu

Arriva così la prima sconfitta stagionale per gli uomini di Schaffer e un ridimensionamento parziale delle loro ambizioni. Sarà uno dei quattro incidenti di percorso nell’annata del primo scudetto giallo-rosso, non a caso contro il Genoa, che si rivelerà bestia nera stagionale dei capitolini: anche al ritorno, difatti, finirà con un successo ligure, per 1-2. Un ko che resterà l’unico subito tra le mura amiche dalla Roma per la prima volta campione d’Italia nel 1942.

Roberto Pivato

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