lunedì 16 maggio 2016

Lezioni di Epic...A: la Sampdoria è l'unica squadra a vincere al Comunale di Torino nella serie A 1983/84

Brady e Platini
Juventus – Sampdoria 1-2 (30/10/83, Torino, stadio Comunale, 7ª giornata serie A)
 
Juventus: Tacconi, Caricola, Cabrini, Bonini, Brio (13’ st Gentile), Scirea, Penzo, Tardelli, Rossi, Platini, Vignola. All: Trapattoni

Sampdoria: Bordon, Pellegrini, Vierchowod, Galia, Guerrini, Renica, Marocchino (44’ st Bellotto), Pari, Mancini, Brady, Casagrande. All: Ulivieri

Arbitro: Lanese di Messina

Reti: pt 37’ Rossi, st 5’ rig. Brady, 30’ Galia
La Juventus campione d'Italia 1983/84
Lo scudetto 1983/84 andò per la ventunesima volta alla Juventus, che in quella stagione vinse anche l’unica Coppa delle Coppe della sua storia e coronò così un’annata da incorniciare. Nell’estate dell’ ’83 c’erano stati gli addii di due bandiere bianco-nere: Dino Zoff e Roberto Bettega, ma ciò non portò a conseguenze negative, viste anche le buone prestazioni dei giocatori scelti per sostituirli, cioè Stefano Tacconi e Domenico Penzo, e la verve in attacco della collaudata coppia Zbigniew BoniekMichel Platini, con quest’ultimo capocannoniere della serie A per il secondo anno di fila.
Paolo Rossi

Dopo le prime sei giornate, tuttavia, la vetta era della Roma campione in carica, la quale aveva scavalcato i piemontesi il 23 ottobre, vincendo il derby e approfittando del contemporaneo ko avversario nella stracittadina torinese. La compagine di Giovanni Trapattoni - che di scudetti ne aveva già vinti quattro a Torino - era comunque ad un solo punto dai giallo-rossi e poteva vantare sia il miglior attacco che la miglior difesa del torneo.
Per la Sampdoria l’inizio di stagione non era stato dei più facili: quattro punti ed una sola vittoria, in casa dell’Inter alla prima giornata. Il confronto diretto del 30 ottobre al Comunale di Torino, perciò, vedeva come grandi favoriti i padroni di casa, tanto più che i blucerchiati non vincevano in casa juventina da ventun anni.
Il rigore di Brady
A Torino piove, ma il pubblico che decide comunque di recarsi allo stadio non rimane deluso. Le squadre si affrontano fin da subito a viso aperto; l’undici di Renzo Ulivieri – all’ultima delle tre stagioni sulla panchina della Samp, che aveva riportato nell’ ’82 in massima serie - non mostra alcun timore reverenziale e sfiora ripetutamente il vantaggio in apertura. Tacconi è bravissimo sul gran destro al volo di Roberto Mancini e a chiudere lo specchio a Pietro Vierchowod, presentatosi a tu per tu col portiere dopo una percussione centrale. L’estremo difensore bianco-nero è attentissimo anche su una gran botta da fuori di Liam Brady, poi i suoi compagni iniziano a risvegliarsi dal torpore e a mettere sotto assedio la porta genovese. Ivano Bordon dimostra di non essere da meno del suo collega e dice di no al colpo di testa di Platini, alla gran punizione di Beniamino Vignola e al conseguente bolide di Le Roi e ai tentativi dalla distanza di Antonio Cabrini e Marco Tardelli, ma si deve arrendere al destro a pelo d’erba di Paolo Rossi, al minuto 37. I padroni di casa c’hanno messo un po’, ma il vantaggio che tutti si attendevano alla fine è arrivato e la convinzione generale è che per i doriani non ci sia più scampo. Invece gli ospiti dimostrano subito di non aver accusato eccessivamente il colpo: una violenta punizione di Brady costringe Tacconi all’ennesimo intervento. A fine primo tempo, in ogni caso, la Juventus conduce 1-0, tenendo il passo della Roma, che nel frattempo sta dilagando per 4-0 all’Olimpico contro il Napoli.
Roberto Galia

I piani delle Zebre subiscono un inatteso cambiamento in apertura di ripresa. Prima Mancini sfiora il pari con un diagonale di sinistro che lambisce il palo, poi Tacconi in uscita bassa aggancia lo stesso attaccante marchigiano e l’arbitro decreta il calcio di rigore. Dal dischetto Brady è più freddo del grigio pomeriggio torinese e fa 1-1. Al gol dell’ex segue quello di un giocatore che la maglia bianco-nera l’avrebbe vestita di lì a cinque anni, Roberto Galia. É la mezz’ora quando Francesco Casagrande centra da destra; sul primo palo irrompe il mediano trapanese che anticipa tutti e porta in vantaggio la Sampdoria.
Finisce con un clamoroso 1-2; il secondo ko di fila costa agli uomini di Trapattoni  anche il secondo posto, occupato provvisoriamente dal sorprende Verona. Dopo quell’inatteso stop la Vecchia Signora non perderà più fino al 18 marzo ed in casa non cadrà più, fino al titolo di campione d’Italia conquistato con un turno d’anticipo. La rigenerata formazione di Ulivieri inanellerà altri quattro successi consecutivi, entrando addirittura nella lotta scudetto. Alla fine per i blucerchiati sarà un tranquillo settimo posto, ma resterà l’enorme soddisfazione di essere stata l’unica compagine in grado di vincere al Comunale in quel campionato e la seconda Sampdoria di sempre a riuscirci. Sarebbe accaduto di nuovo solamente tredici anni dopo.

Roberto Pivato

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