domenica 1 maggio 2016

Lezioni di Epic...A: la vendetta della Fiorentina sulla Juventus nella Coppa Italia 1960/61

La Fiorentina con la Coppa Italia '60/'61
Fiorentina – Juventus 3-1 (10/05/61, Firenze, stadio Comunale, semifinale Coppa Italia)
 
Fiorentina: Albertosi, Robotti, Castelletti, Gonfiantini, Orzan, Marchesi, Hamrin, Micheli, Da Costa, Milan, Petris. All: Hidegkuti

Juventus: Mattrel (66’ Vavassori), Burgnich, Caroli, Colombo, Sarti, Leoncini, Mora, Boniperti, Nicolè, Charles, Fascetti. All: Parola

Arbitro: Jonni

Reti: 16’ Milan, 31’ rig. Mora, 51’ rig. Marchesi, 90’ Da Costa
La Juventus campione d'Italia 1960/61
La finale della Coppa Italia 1959/60 si era disputata fra Juventus e Fiorentina, a San Siro, il 18 settembre 1960 e si era conclusa col successo bianco-nero per 3-2 dopo i tempi supplementari. Nemmeno otto mesi dopo le due squadre si ritrovarono di fronte per la semifinale della coppa nazionale ‘60/’61, stavolta al Comunale di Firenze.
I viola, dopo trenta gare di campionato, occupavano la sesta posizione, a sette lunghezze dai bianco-neri capolisti. Nell’ultimo turno, giocato il 7 maggio, avevano fatto un grosso favore ala compagine di Carlo Parola – affiancato da Gunnar Grenn nelle vesti di direttore tecnico, dopo che Renato Cesarini era stato sollevato dall’incarico nel Natale del ’60 -, battendo per 2-0 il Milan, dietro alle Zebre di un solo punto. I piemontesi, superando il Lecco per 4-2, avevano così allungato a più tre sulla coppia delle milanesi inseguitrici (l’Inter non era andata oltre l’1-1 casalingo contro il pericolante Torino). I toscani, inoltre, erano in finale della prima edizione della Coppa delle Coppe (torneo a cui avevano preso parte visto che la Juventus, oltre ad aver conquistato la Coppa Italia, aveva pure vinto lo scudetto 1959/60, acquisendo così il diritto di partecipare alla Coppa dei Campioni): il match di andata, in casa dei Rangers di Glasgow, era in programma per il 17 maggio.
Luigi Milan
 I torinesi, dopo un avvio incerto in campionato, avevano risalito la china - anche grazie al ritorno di Omar Sívori, a lungo infortunato -, superando l’Inter in vetta a fine marzo. I rapporti tra le due squadre subirono una decisa frattura il 16 aprile, quando il confronto diretto a Torino venne sospeso per un’invasione di campo dei tifosi sprovvisti di biglietto. In un primo momento venne attribuita la vittoria a tavolino ai nero-azzurri, ma a giugno, con un solo turno da disputare e con le due compagini in testa a pari punti, la CAF ordinò la ripetizione dell’incontro, scatenando l’ira dei meneghini – visto anche che Umberto Agnelli ricopriva la doppia carica di presidente della Vecchia Signora e della FIGC. La ripetizione avrebbe avuto luogo il 10 giugno, con la Juve già matematicamente campione d’Italia (nel frattempo c’era stato il clamoroso al Cibali, con l’inopinato ko della Beneamata sul terreno del Catania), cosicché i milanesi si presentarono per protesta con la squadra juniores, incassando un umiliante 9-1. In Coppa dei Campioni, invece, il cammino era stato molto breve, con l’eliminazione al primo turno ad opera del CDNA Sofia (l’attuale CSKA).
Fiorentina e Juventus erano entrate nella Coppa Italia agli ottavi di finale: i Gigliati avevano espugnato Messina per 0-2, i bianco-neri avevano rifilato un netto 1-4 alla Sambenedettese. Nei quarti altri due successi in trasferta: 4-6 della Viola in casa della Roma, 0-2 della Juve sul terreno della Sampdoria. E così, come già avvenuto ventun anni prima, Firenze avrebbe ospitato la gara secca di semifinale tra le due formazioni.
Bruno Mora

Nel ’40 era finita 3-0 per i toscani, che poi avrebbero superato il Genoa in finale sollevando al cielo la prima delle loro sei Coppe Italia. Il 10 maggio 1961 l’esito fu quasi identico. Gli ospiti si presentano con un undici ampiamente rimaneggiato: l’obiettivo principale è apertamente lo scudetto. I padroni di casa, al contrario, schierano la miglior formazione possibile, fortemente determinati a conquistare il trofeo. La partenza viola annichilisce gli avversari e porta alla prima rete dopo soli 16’: gran tiro dai venti metri di Luigi Milan e palla che si insacca alla destra di Carlo Mattrel. Al 31’, tuttavia, Sergio Castelletti stende in area John Charles, provocando il calcio di rigore. Il vento a Firenze è così forte che a fatica si riesce a far stare il pallone fermo sul dischetto; quando ciò accade è Bruno Mora ad incaricarsi della battuta e della trasformazione per l’1-1 con cui si va negli spogliatoi.
Rino Marchesi

Al rientro in campo c’è subito un episodio dubbio: contatto in area di rigore tra Benito Sarti e Kurt Hamrin. L’arbitro è indeciso, ma dopo essersi consultato con un guardalinee opta per il secondo penalty di giornata. Dagli undici metri si presenta Rino Marchesi che riporta avanti i suoi. Al 66’ attimi di paura: Mattrel esce sui piedi di Gianfranco Petris sottraendogli il pallone, ma restando a terra colpito. Il portiere juventino deve abbandonare il terreno di gioco (si riprenderà subito), sostituito da Giuseppe Vavassori. La Viola è stanca e soffre; i bianco-neri protestano per un dubbio atterramento di Charles, ma il signor Jonni non se la sente di concedere un’altra massima punizione. Al 43’ l’estremo ospite devia sul palo una conclusione di Dino da Costa, ma si deve arrendere al centrocampista brasiliano due minuti più tardi, quando in contropiede la Fiorentina mette a segno il 3-1 che chiude definitivamente la contesa.
Dino da Costa
Nel frattempo la Lazio ha superato ai rigori il Torino, perciò la finale, che si giocherà nel capoluogo toscano l’11 giugno, vedrà di fronte Gigliati ed Aquile. I primi ci giungeranno dopo aver chiuso il campionato al settimo posto, potendo vantare la miglior difesa del torneo, e, soprattutto, dopo aver conquistato la Coppa delle Coppe – di cui Hamrin fu peraltro miglior marcatore -, prima squadra italiana a vincere un trofeo UEFA. I gol di Petris e Milan consentiranno alla truppa di Nándor Hidegkuti di superare i bianco-celesti e coronare una grande stagione – arricchita dalla Coppa delle Alpi, assegnata all’Italia come nazione e di cui Petris fu capocannoniere - con la seconda Coppa Italia della storia viola (e anche qui i migliori realizzatori, oltre al milanista José Altafini, saranno due viola: Milan e Petris).
Intanto la Juventus si consola con il secondo scudetto di fila, il dodicesimo per la Vecchia Signora. La coppa nazionale, invece, sarebbe tornata nella bacheca del club torinese quattro anni dopo.

Roberto Pivato

Nessun commento:

Posta un commento