venerdì 17 giugno 2016

I "Dragoni di Highbury": la prima vittoria ufficiale del Galles in Inghilterra

Il trofeo del British Home Championship


La guerra era finalmente finita. Le devastazioni che avevano colpito i paesi e le popolazioni non avevano risparmiato neppure i giocatori di calcio. Tanti coloro che avevano lasciato la propria vita in battaglia, tante le giovani promesse che non avrebbero potuto trasformarsi in fulgide realtà. I rapporti di forza tra le nazionali ne sarebbero certamente usciti modificati, anche lì dove il conflitto era stato vinto, ad esempio nel Regno Unito, la culla del football.

A quasi un anno dall’Armistizio di Compiégne, che l’11 novembre 1918 sancì di fatto la conclusione dei combattimenti della prima guerra mondiale, al Windsor Park di Belfast riprese il più antico torneo al mondo per nazionali: il British Home Championship. L’ultima gara era stata disputata a Glasgow il 4 aprile 1914; la prima della “nuova era” andò in scena il 25 ottobre 1919. Erano trascorsi 2030 giorni! L’Irlanda unita - campione in carica, avendo per la prima ed unica volta della sua storia vinto il torneo nel ’14 – e l’Inghilterra – che vantava già diciannove successi nella manifestazione - pareggiarono 1-1. Il giorno di San Valentino del 1920 gli irlandesi bloccarono in parità anche il Galles, all’Oval di Belfast, e dodici giorni dopo i Dragoni impattarono a Cardiff con la Scozia. L’equilibrio insomma regnava sovrano, ma venne rotto il 13 marzo, quando gli scozzesi ebbero la meglio al Celtic Park di Glasgow sull’Irlanda. Due giorni più tardi, ad Highbury, Inghilterra e Galles si sarebbero giocate le loro ultime possibilità di successo: mentre anche un pareggio avrebbe tenuto vive le speranze inglesi, ai gallesi non rimaneva che vincere.

Fino a quel momento il Galles aveva battuto l’Inghilterra solamente due volte e sempre in amichevole.
Il Galles campione dell'Interbritannico (1907)
La prima, col risultato di 0-1 il 26 febbraio 1881, all’Alexandra Meadows di Blackburn, rappresentava anche l’unico successo sul suolo inglese. La seconda, poco più di un anno dopo con uno spettacolare 5-3, era stata ottenuta al Racecourse Ground di Wrexham. All’interno del Torneo Interbritannico i Tre Leoni erano ancora imbattuti negli scontri diretti. L’ultimo confronto tra le due formazioni datava 16 marzo 1914, Ninian Park, Cardiff: era finita 0-2, a segno Joe Smith (il suo unico sigillo in nazionale) e Billy Wedlock (alla seconda ed ultima realizzazione). Il primo sarebbe stato della partita anche a Londra, la sua ultima con la maglia inglese; il secondo, già trentaquattrenne nel ’14, si era invece ritirato.

Di fronte a più di ventimila spettatori i padroni di casa si presentarono con ben cinque debuttanti: Tommy Clay ed Arthur Grimsdell del Tottenham, Frank Barson dell’Aston Villa (per uno dei più duri giocatori del calcio inglese – in un’occasione fu squalificato addirittura sette mesi per un tackle – fu l’unica presenza in nazionale), Sam Chedgzoy dell’Everton (colui che portò alla modifica della regola per la quale non si poteva segnare direttamente da calcio d’angolo) e Alf Quantrill del Derby County. Il capitano era Jesse Pennington, trentasettenne terzino del West Bromwich – famoso per aver denunciato nel 1913 un tentativo di corruzione da parte del criminale Pascoe Bioletti -, alla sua penultima apparizione in nazionale, la prima con la fascetta al braccio.

Ben più esperta la compagine gallese, che schierava sei elementi i quali avevano già indossato la casacca rossa prima della guerra.
Jesse Pennigton
Molti avevano già sorpassato i trent’anni e potevano vantare un’enorme esperienza anche in campo internazionale: Ted Vizard dei Bolton Wanderers, Dick Richards ed il portiere Teddy Peers dei Wolverhampton Wanderers, William Lot Jones del Southend United (che militava già in nazionale nel 1907, quando il Galles si aggiudicò il suo unico, fino ad allora, British Home Championship), Billy Meredith del Manchester United (anche lui trionfatore tredici anni prima), il capitano Joe Jones dello Stoke City, Moses Russell del Plymouth Argyle ed Harry Millership del Rotherham County.

L’entusiasmo dei padroni di casa portò alla prima rete dopo appena sette minuti. Autore fu Charles CharlieMurray Buchan, attaccante classe 1891, all’epoca in forza al Sunderland. Buchan era scampato alla guerra, guadagnandosi anche una medaglia al valor militare sul campo. In nazionale tenne una media-gol molto alta: quattro marcature in sole sei presenze. Smessi i panni di bomber vestì quelli di giornalista e scrittore: collaborò col Daily News, pubblicò uno dei primi manuali sulle tecniche di allenamento, fece il commentatore per la BBC , fu uno dei fondatori della Football Writers’ Association e successivamente di una sua propria rivista calcistica, la Charles Buchan’s Football Monthly. Insomma, una personalità importante ben al di là del campo. Il pareggio ospite, tuttavia, arrivò quasi immediatamente. Al 14’, su rigore, fu StanleyStanCharles Davies a firmare l’1-1. Davies era divenuto professionista solamente un anno prima, con il Rochdale, ma si era ben presto trasferito al Preston North End. Il suo bottino con la maglia dei Dragoni sarebbe stato di cinque gol in diciotto apparizioni. Poco dopo la mezz’ora, al 35’, il sorpasso, ad opera di Richard DickWilliam Richards, altro giocatore che dopo essere divenuto professionista si spostò in Inghilterra, precisamente ai Wolves. In nove gettoni fu questa la sua unica realizzazione in nazionale.

Non ci furono altri gol. Al fischio finale il Galles poté festeggiare un’inaspettata vittoria in quel di Londra, il primo successo in gare ufficiali contro i maestri inglesi. Ora, per conquistare il secondo Torneo Interbritannico, bisognava sperare che proprio gli inglesi battessero nell’ultima sfida di Hillsborough la Scozia. Il 10 aprile a Sheffield, dopo una battaglia straordinaria, i Tre Leoni si imposero 5-4 sui blu, consegnando di fatto il titolo ai gallesi. Per i Dragoni di Highbury iniziava un decennio da favola, caratterizzato da altri tre successi in terra d’Albione e da altri tre allori nel trofeo per nazionali più antico del mondo.


Roberto Pivato

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