martedì 21 giugno 2016

La serata magica del "Caballo" Killer e la goleada storica dell'Argentina alla Vinotinto

L'Albiceleste prima della decisiva gara col Brasile del 16/08/75
Il 17 Marzo 1972 è un giorno storico per il calcio sudamericano. I vertici della Confederación Sudamericana de Fútbol, riuniti a Bogotà, decidono per un radicale restyling alla formula del più prestigioso torneo latinoamericano, mettendo in soffitta il vecchio appellativo "Campeonato Sudamericano", che non si disputa dal 1967, e dando vita alla Copa América. Niente più sede fissa, la manifestazione, itinerante per la prima volta, è incardinata su criteri piuttosto cervellotici: accederanno alle semifinali le vincenti dei tre gironi in cui vengono smistate le nove partecipanti: sono previste gare di andata e ritorno. Completa il tabellone l'Uruguay, dispensato dai turni preliminari in quanto campione in carica.

L'Argentina, sulla cui panchina siede da un anno "El Flaco" César Luis Menotti,  chiamato dalla AFA a guidare la nave albiceleste tra i marosi del post fracaso al Mondiale tedesco, per traghettarla sino al porto sicuro del Mondiale casalingo, comincia col botto, schiantando senza troppi patemi la cenerentola Venezuela, peraltro già asfaltata 4-0 all'esordio dal Brasile: a Caracas, nonostante il temporaneo pari di Ramon Iriarte, la tripletta di un indemoniato Leopoldo Luque, e le zampate dei redivivi Kempes e Ardiles, condannano i beniamini di casa, strapazzati da un portentoso 5-1, ad uscire mestamente dalla "cancha" con la proverbiale coda tra le gambe. Tuttavia, a livello di proporzioni, è una trascurabile inezia a confronto di quello che accadrà una settimana più tardi in Argentina. 


Una fase di gioco di Argentina-Venezuela 11-0 (10/08/75)
La sfida di Rosario è cruciale per l'Albiceleste. La banda del rosarino Menotti, crollata nel frattempo in Brasile, schiuma rabbia e brama un pronto riscatto: se vuole continuare a cullare ambizioni di semifinale, l'Argentina non può permettersi altri passi falsi, a maggior ragione davanti al pubblico amico e al cospetto di una formazione di modesta caratura tecnica, e per giunta già aritmeticamente certa dell'eliminazione. Il terreno del Gigante de Arroyto, ridotto ad una fanghiglia melmosa dalla pioggia battente, non frena, come si augurebbe la Vinotinto, gli ardori della Selección, ingessandone il gioco arioso, vivace e spumeggiante. Ed anzi, contrariamente alla comune vulgata, il terreno pesante pare agevolare le trame ad alto tasso tecnico, ordite dal Flaco, cultore di uno stilema di gioco raffinato e profeta di un calcio di possesso, e intessute da futuri campioni del mondo come Kempes, Luque, Gallego, Valencia e Ardiles.


Daniel KIller festeggiato dai compagni
La Vinotinto, in balia totale dei biancocelesti, non ci capisce nulla. L'Argentina è tracimante, debordante, impetuosa nel blindare il risultato già nella prima frazione, trasformando la ripresa in un inutile surplus di gogna calcistica di cui i venezuelani, se potessero, farebbero volentieri a meno. All'intervallo la Selección, approfittando delle lacune tecnico-tattiche di una selezione immatura per questi palcoscenici,  e in cui nemmeno Luis "Mendocita" Mendoza - mostro sacro del Deportivo Italia, considerato da molti come il più grande calciatore vinotinto di tutti i tempi - riesce a distinguirsi dalla mediocrità che lo circonda, conduce per quattro reti a zero. La sblocca Daniel Killer, il goleador che non ti aspetti: anche se sulle spalle porta il numero undici, infatti, il "Caballo", o il "Perro" se preferite, apodos piuttosto indicativi di una truculenza calcistica piuttosto spiccata, di professione fa il difensore del Rosario Central. Poi, Americo "Tolo" Gallego  raddoppia poco prima del quarto d'ora, quindi Ardiles, fresco di trasferimento all'Huracan, infila per la terza volta il malcapitato Arizaleta, prima che ancora una volta Daniel Killer, fratello minore del capitano Mario, conceda il bis, permettendo all'Albiceleste di andare al riposo con più che rassicurante 4-0.

Mentre sorseggiano il meritato tè caldo, agli argentini l'idea di sollevare il piede dall'accellatore, calmierando i ritmi al fine di evitare di infierire su un avversario ormai alle corde, non passa nemmeno per l'anticamera del cervello. Il "Caballo" sente aria di impresa. Ha intuito che potrebbe essere una giornata storica per sè, l'Argentina e per la Copa America tutta. Basta un gioco di sguardi coi compagni, tutti decisi a rilanciare, per intendersi: vietato risparmiarsi, nella ripresa si fa sul serio. Sarà un tiro al bersaglio.
Daniel Killer con la maglia del Rosario Central
Con due doppiette a testa, alla sagra del gol si iscriveranno anche Mario Kempes e Mario Zanabria. Daniel Killer, nomen omen in questo caso, non crederà ai suoi occhi, quando, sfoderando una sforbiciata balisticamente irreprensibile, convertirà in rete una pennellata di
Bóveda realizzando una clamorosa tripletta: senza considerare il fatto che sfiorerà altre due reti, vedendosi negare dal palo la gioia del goal in entrambe le occasioni.  Lo stesso Ramón, altro idolo canalla al pari del "Perro", metterà la firma sul decimo centro, mentre il baffuto Leopoldo Luque, sin lì rimasto ai margini della festa, entrerà di prepotenza nel tabellino, chiudendo la seconda goleada più larga della storia della Copa America. Era dal 1949, e dal 10-1 del Brasile sulla Bolivia, che nella kermesse sudamericana non si assisteva ad una gara così tanto squlibrata, con una squadra capace addirittura di spingersi in doppia cifra. Ma, nonostante la grandinata di reti e la schiacciante esibizione di forza, la missione dell'Albiceleste - sconfitta nuovamente dal Brasile nell'ultima giornata e quindi costretta ad abbandonare anzitempo la Copa - di superare sè stessa sarà da ritenersi fallita: il 12-0 infilitto dall'Argentina all'Ecuador nell'edizione del 1942 rimarrà la più ampia goleada di sempre in Copa America.   

Vincenzo Lacerenza


Il tabellino

Argentina-Venezuela 11-0 (Rosario, 10/08/1975, Copa America)

Argentina: Gatti, D. Killer, M. Killer, Pavoni, Rebottaro, Ardiles, Asad, Gallego, Zanabria (Valencia), Boveda, Luque, Kempes. All: Cesar Luis Menotti

Venezuela: Arizaleta, Ochoa, Useche, Marquina, Torres, Gonzalez, Mendoza, Paez, Rivas, Iriarte (Torres), Garcia. All: Walter Roque

Marcatori: D. Killer 8', 41', 62', Galelgo 14', Ardiles 39', Kempes 53', 81', Zanabria 54', 56', Boveda 80', Luque 85'.

Arbitro: Pedro Reys (PER)

Fonti:
clarin.com
taringa.net
mundodlavoz.com.ar


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