domenica 3 luglio 2016

L'inviato speciale: il battesimo mondiale dell'Islanda in quel di Nantes

La Francia in posa prima dell'incontro
Come promesso, non appena toccò piede in Francia assieme alla comitiva islandese, il meticoloso tesoriere Jón Magnússon, mise nero su bianco le proprie impressioni, eternandole in un cartiglio, successivamente fatto recapitare con premura alla redazione del Morgunblaðin, il noto quotidiano islandese che per l'occasione lo aveva ingaggiato come "inviato speciale": "la partita avrà inizio alle 3 ora locale e la cronaca verrà trasmessa su tutte le stazioni francesi. Dirigerà l'incontro un arbitro inglese. Infine, oggi, che è il giorno prima dell'incontro, il tempo è bello e tutto va per il meglio", scarabocchiò rapidamente, prima di apporre in calce la propria firma e di avvolgere su sè stesso quel pezzo di carta.

A undici anni dal riconoscimento ufficiale della *FIFA, e dopo aver visto rigettare perentoriamente la propria candidatura a partecipare alle qualificazioni iridate del 1954, finalmente l'Islanda nel 1957 vede esauditi i propri desideri, ottenendo il nullaosta del massimo organismo del calcio mondiale per le eliminatorie che fanno da preambolo al mondiale svedese del 1958. Bocciata quattro anni prima perchè troppo modesta tecnicamente, e neanche lontamente paragonabile in termini qualitativi con le migliori formazioni del Vecchio Continente, la selezione dell'isola vulcanica, probabilmente per ragioni di vicinorietà geografica con la nazione ospitante, si cimenta per la prima volta con il palscoscenico iridato, anche se solo a livello di qualificazioni.  


Inseriti nel gruppo 2, assieme a due giganti del calcio continentale come Belgio e Francia, gli islandesi, dati da tutti per spacciati e destinati a recitare il ruolo della cenerentola, iniziano il loro cammino proprio in Francia.
Un contrasto di gioco
Gli Starnakir okkar - letteralmente, i nostri ragazzi - oltre al lato sportivo, dove, a fronte di un palese squilibrio tecnico con le altre formazioni del girone, devono comunque cercare di non sfigurare, si aggiungono ostacoli di natura logistico-economica: in sostanza,  il portafoglio islandese non è gonfio abbastanza per  coprire i costi esorbitanti delle trasferte nel Continente.  Gli organizzatori fanno appello al buon senso, e vengono incontro all'esigenze della piccola, ma temeraria Islanda, tirando fuori dal cilindro una soluzione che fa felici i vertici di Reykjavik: per ottimizzare i costi, ed evitare così di dilapidare le esigue risorse disponibili, la nazionale artica si sobbarca un'unica trasferta, affrontando in rapida sequenza prima la Francia e subito dopo il Belgio. 


Per la prima volta, Domenica 2 Giugno 1957, una data che in Islanda ricorderanno eternamente come quella del battesimo planetario degli Starnakir okkar, il Malakoff di Nantes, inaugurato esattamente vent'anni prima, ospita una gara dei Bleus. Sebbene sia priva del famelico Just Fontaine, assente per tutta la fase eliminatoria in quanto preceduto nelle gerarchie di Batteux dal compagno di squadra allo Stade de Reims Renè Bliard, e non possa godere dell'imprevedibilità di Raymond Kopa, autentica stella del Real Madrid e dei galletti, la Francia, reduce dal successo di misura sul Portogallo in Marzo, mantiene fede al copione prestabilito, asfaltando i quasi dilettanti islandesi con un roboante 8-0. La goleada è propiziata da una terrificante doppietta di Célestin Oliver.
Una delle otto reti francesi
L'alfiere del Sedan sblocca il risultato allo scoccare del sesto minuto, e subito dopo è di nuovo protagonista quando concede il bis correggendo in rete di testa un arrotato traversone di Brahimi. La Francia è col il vento in poppa, l'Islanda, completamente imbambolata, affonda. Prima dell'intervallo segnano Vincent, Dereuddre, che cala il poker profittando di una presa tremolante di Danielsson su un tiro non irresistibile di Oliver, e Roger Piantoni, che proprio quell'anno aveva lasciato il "suo" Nancy per andare a comporre un formidabile tridente allo Stade de Reims assieme a Fontaine e Kopa. Il 5-0 non sazia i Bleus, che nella ripresa, spietati e cinici, rifilano altre tre reti alla malcapitata Islanda. Finalmente Brahimi, fin qui impeccabile nello sfornare assist per i compagni, si riscopre anche discreto finalizzatore, infilando il sesto pallone dietro le spalle del povero Danielsson. Ma l'azione più spettacolare della giornata deve ancora venire. Al 71', gli oltre quindicimila assiempati sugli spalti del Malakoff, si alzano in piedi ad appaludire l'uno-due ad alto tasso tecnico ricamato da Dereuddre e Piantoni, che porta quest'ultimo a siglare la settima rete, prima che Vincent chiuda il conto, salatissimo per gli Starnakir okkar, costringendo gli addetti al tabellone numerico a ritoccare verso l'alto un risultato già abbastanza impietoso. I nordici, che da qualche tempo non possono contare sulla classe adamantina e il carisma del faro
Albert Sigurður Guðmundsson -  il primo scandinavo a calcare i campi del Belpaese, vestendo la maglia del Milan nell'annata '48-49 - nei minuti di finali vanno a caccia del goal della bandiera, sfiorandolo soltanto con il leggendario centroattacco dell'Akranes Ríkharður Jónsson: colui che fino al 2007, quando verrà detronizzato dall'altrettanto rapace Eidur Gudjohnsen, sarà la bocca da fuoco più prolifica della storia della nazionale islandese. 

Non sarà l'unica umiliazione subita dall'Islanda in quell'avventura. La squinternata truppa di Alexander Weir, ancora acerba per certi palcoscenici, uscirà con le ossa rotte da tutti e tre i restanti confronti di quella campagna, incassando la bellezza di ventisei reti (a fronte delle sole sei realizzate).
Roger Piantoni
I transalpini, invece, avranno la meglio nel testa a testa con il Belgio, volando in Svezia, dove saranno assoluti protagonisti. Ironia della sorte, sarà proprio il grande assente delle qualificazioni, Just Fontaine, a tirare la carretta francese durante il mondiale. Traendo vantaggio dalle disgrazie di Bliard, costantemente perseguitato dagli infortuni, il fromboliere franco-marocchino farà centro tredici volte - record tuttora ineguagliato - trascinando a suon di "but" la Francia sul gradino più basso del podio, e consacrandosi come uno dei più grandi attaccanti del pianeta. Mors tua, vita mea. Come direbbero i latini.  


Vincenzo Lacerenza   


Il tabellino

Francia-Islanda 8-0 (Nantes, 02/06/1957, qualificazioni mondiali)


Francia: Remetter, Kaelbel, Jonquet, Marchè, Penverne, Marcel, Brahimi, Dereuddre, Celestin, Piantoni, Vincent. All: Albert Batteaux
Islanda: Danielsson, Gunnlaugsson, Halldorsson, Gislasson, Teitsson, Finnbogasson, Grimsson, Jonsson, Thordarsson, Gudmansson, Jonson. All: Alexander Weir

Reti:Celestin 6', 11', Vincent 29', 83' Dereuddre 36', Piantoni 45', 81' Brahimi 49'

Arbitro: Arthur Ellis (ENG)

Note 

*: Fondata nel 1921 la KSI, e disputata nel 1930 con le Isole Far Oer un'amichevole interna al Regno di Danimarca, la prima gara ufficiale dell'Islanda ebbe luogo a Reykjavik il 27 Luglio del 1946: in quella circostanza la Danimarca le suonò agli Starnakir okkar, imponendosi con un rotondo 3-0.   


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