giovedì 22 settembre 2016

Lezioni di Epic...A: la prima volta non si scorda mai

L'Empoli al debutto in A nella stagione '86/87
Il tragitto Empoli-Firenze era di una cinquantina di chilometri, poco più di mezz’ora di pullman. Gaetano Salvemini ripensava all’incredibile promozione in A della sua squadra, una promozione giunta a tavolino, poco più di un mese prima, quando ad Empoli già si pensava ad un altro campionato cadetto. Le vicende del cosiddetto Secondo Totonero, infatti, avevano portato alla revoca della promozione per il Vicenza, terzo classificato, e alla penalizzazione di un punto per la Triestina, quarta. In questo modo l’Empoli si era improvvisamente ritrovato con la promozione in tasca, ad inizio agosto, e con l’arduo compito di imbastire in tutta fretta una squadra capace di affrontare dignitosamente il suo primo campionato di sempre in massima serie. Altra difficoltà era rappresentata dallo stadio: il Castellani doveva subire ingenti lavori di ristrutturazione per rispettare gli standard richiesti dalla federazione; perciò le prime partite casalinghe, fino ad inizio novembre, furono disputate al Comunale di Firenze.

Il tragitto Milano-Firenze era di poco più di trecento chilometri.

Nelle quasi quattro ore di viaggio Giovanni Trapattoni gestiva l’inevitabile emozione del debutto sulla nuova panchina, dopo dieci anni alla Juventus, ricchi di successi tanto in Italia quanto in Europa. Ma il Trap era dotato di enorme autocontrollo: nessuno sul pullman dell’Inter avrebbe potuto notare in lui il minimo segno di tensione.
Gaetano Salvemini
La società nero-azzurra si era affidata all’esperto tecnico milanese per tentare di tornare competitiva in campionato, dove era reduce da un deludente sesto posto e che non vinceva da sei anni. Trapattoni era l’allenatore più in vista in Italia, perciò la scelta alla fine cadde su di lui, malgrado i suoi gloriosi trascorsi nelle due formazioni rivali per eccellenza: Milan e Juventus.



Alle 15 di domenica 14 settembre 1986 l’Empoli fa il suo esordio assoluto in serie A. È un debutto difficile, sul neutro di Firenze e contro una delle squadre sulla carta più forti del torneo: l’Inter.

Infatti l’avvio è di marca nero-azzurra e dopo 18’ è il palo a salvare i toscani su una violentissima punizione di Marco Tardelli, anche lui reduce da un decennio alla Vecchia Signora e giunto a Milano l’anno prima.
Giovanni Trapattoni
Poi ci sono alcuni episodi dubbi in area empolese, sui quali Pairetto sorvola. Ma alla mezz’ora il punteggio è ancora di 0-0 e la foga ospite inizia a placarsi. Il grintoso e generosissimo Empoli sopperisce all’inferiorità tecnica con la determinazione e l’estrema volontà; ma anche con la sua arma migliore: il contropiede. Da uno di questi, al minuto 37, nasce la prima rete azzurra in serie A: Andrea Salvadori – difensore empolese doc, che nell’ ’87 vestì la casacca dell’Atalanta, con la quale ebbe la possibilità di calcare i campi europei in Coppa delle Coppe - ruba palla sulla propria tre quarti e allarga su Walter Casaroli – esperto regista cresciuto nelle giovanili della Roma -, il quale fa proseguire, sulla corsia mancina, Adelino Zennaro – punta veneziana alla sua ultima stagione ad Empoli -; cross di quest’ultimo e Marco Osio – l’alfa e l’omega della prima stagione empolese in massima serie: suo infatti fu anche il gol all’ultima giornata che permise ai toscani di battere il Como e salvarsi -, libero sul secondo palo, accompagna in rete di testa.

La reazione dei lombardi è immediata. Al 42’ è la traversa ad opporsi al gran tiro al volo di Daniel Passarella, che quel giorno tornava a Firenze per la prima volta non con la maglia viola.
L'Inter nella stagione '86/87
Ma è questa, in sostanza, l’unica vera chance per gli uomini di Trapattoni. Nei secondi 45’ i nero-azzurri calano vistosamente, lasciando anche ai ragazzi di Salvemini, che da calciatore aveva militato in entrambe le compagini, l’opportunità di raddoppiare. Prima un destro rasoterra di Casaroli viene neutralizzato coi piedi da Walter Zenga; poi Zennaro conclude una bella azione personale con una conclusione di poco a lato. Finisce 1-0, i quindicimila sostenitori empolesi a Firenze non stanno nella pelle dalla gioia.

La favola dell’Empoli proseguì anche la domenica successiva, col successo ad Ascoli, ma venne interrotta alla terza giornata, dal ko interno con la Juventus, il primo di sei consecutivi.
Marco Osio
Gli azzurri, in ogni caso, ottennero all’ultima giornata una storica salvezza, per un solo punto.Per l’Internazionale fu una stagione mediocre. In campionato il riscatto arrivò subito, con un netto 4-0 al Brescia e una striscia di tredici risultati utili consecutivi. Tuttavia lo scudetto andò al Napoli, coi nero-azzurri terzi, alle spalle anche della Juventus.Il percorso in Coppa Italia si fermò ai quarti, così come quello in Coppa Uefa. Dalla cura Trapattoni era lecito aspettarsi di più, ma i risultati non avrebbero tardato ad arrivare.




Roberto Pivato


Il tabellino della partita:

Empoli – Inter 1-0 (14/09/86, Firenze, Stadio Comunale, 1ª giornata serie A)

Empoli
: Drago, Vertova, Gelain, Della Scala, Picano, Salvadori, Osio (11’ st Brambati), Urbano, Della Monica (15’ st Calonaci), Casaroli, Zennaro. All: Salvemini

Inter
: Zenga, Bergomi (4’ st Mandorlini), Baresi, Piraccini (9’ st Garlini), Ferri, Passarella, Fanna, Tardelli, Altobelli, Matteoli, Rummenigge. All: Trapattoni

Arbitro
: Pairetto di Torino

Reti
: pt 37’ Osio

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