martedì 13 settembre 2016

Lezioni di Epic...A: l'ultimo guizzo del Delfino nella sua prima stagione in A

Giancarlo Cadè
A quattro giornate dal termine del campionato 1977/78, il Pescara aveva ben poche possibilità di mantenere la serie A, conquistata per la prima volta l’anno precedente. Con 15 punti i bianco-azzurri erano ultimi, distanti sette lunghezze dalla salvezza. Soltanto l’aritmetica li teneva in vita, ma bisognava vincere tutte le rimanenti partite e sperare che le dirette concorrenti non facessero lo stesso. Alla quart’ultima giornata l’avversaria sarebbe stata l’Inter, quinta in classifica, ma ormai tagliata fuori dalla corsa scudetto. L’unico obiettivo stagionale dei nero-azzurri rimaneva la qualificazione Uefa e la conquista della Coppa Italia, manifestazione nella quale erano giunti alla seconda fase a gironi. Entrambi questi obiettivi sarebbero stati raggiunti dalla truppa di Eugenio Bersellini, ma a Pescara, il 16 aprile 1978, essa incappò nell’ultima sconfitta stagionale, un ko che mancava dal 26 febbraio.

Gli abruzzesi avevano vinto fino a quel momento appena tre incontri, tutti tra le mura amiche, l’ultimo dei quali il 5 marzo. Nei pronostici della vigilia non rivestivano certo il ruolo di favoriti. Eppure furono gli uomini di Giancarlo Cadé a mostrarsi più decisi sin da subito, portandosi in vantaggio poco dopo la mezz’ora: cross da destra di Gianni De Biasi – l’attuale tecnico dell’Albania era un ex dell’incontro, visto che nella stagione 1975/76 faceva parte della rosa interista, anche se non sarebbe mai sceso in campo -, la palla scavalca Ivano Bordon – il vice in azzurro di Dino Zoff dal ’78 all’ ’82 - e per Oriano Grop è un gioco da ragazzi appoggiare di testa nella porta sguarnita.
Oriano Grop
Fu questo l’unico gol in bianco-azzurro per la punta friulana. Al riposo è 1-0, la ripresa si apre con una grossa occasione per parte: prima Vincenzo Zucchini arriva con un attimo di ritardo sull’invitante servizio di Giorgio Repetto, poi Giorgio Roselli – il quale avrebbe indossato la divisa pescarese dall’ ’83 all’ ’86 - scheggia la traversa di testa su traversone di Gabriele Oriali, che nel dicembre di quell’anno avrebbe esordito in nazionale. Il pareggio, tuttavia, giunge dopo pochi minuti: Alessandro Altobelli – che alla sua prima stagione alla Benamata avrebbe messo a segno 14 reti in totale - colpisce in pieno la traversa con una deviazione aerea su invito di Carlo Muraro; riprende lo stesso attaccante padovano che centra nuovamente per Spillo, il quale stavolta schiaccia in rete senza fallire. L’equlibrio dura tuttavia una manciata di minuti: sugli sviluppi di un corner la palla giunge a De Biasi, al limite dell’area; secco destro di quest’ultimo deviato sfortunatamente da Graziano Bini, autore in seguito della rete decisive allo scadere nella finale di Coppa Italia contro il Napoli. Bordon è fuori causa ed i padroni di casa tornano a condurre.

A questo punto l’Inter si riversa in avanti, ma il risveglio dei lombardi è troppo tardivo e, pur creando grossi grattacapi alla difesa avversaria, non conduce al gol del pari. Termina 2-1, risultato di prestigio che permette inoltre al Delfino di continuare a sperare in una salvezza impossibile.

La speranza svanirà definitivamente la domenica successiva, col ko sul terreno della Juventus che si appresta a laurearsi campione d’Italia. Per il Pescara i due punti contro l’Inter furono gli ultimi della prima, indimenticabile e sfortunata stagione in serie A.





Roberto Pivato


Il tabellino della partita:

Pescara – Inter 2-1 (16/04/78, Pescara, stadio Adriatico, 27ª giornata serie A)

Pescara: Piloni (32’ st Pinotti), Motta, Mosti (25’ st Eusepi), De Biasi, Andreuzza, Galbiati, Grop, Repetto, Orazi, Zucchini, Prunecchi. All: Cadé

Inter: Bordon, Canuti, Cozzi (9’ st Pavone), Oriali, Gasparini, Bini, Roselli, Marini, Altobelli, Merlo, Muraro. All: Bersellini

Arbitro: Pieri di Genova

Reti: pt 30’ Grop; st 22’ Altobelli, 25’ aut. Bini

Nessun commento:

Posta un commento