martedì 25 ottobre 2016

Lezioni di Epic...A: 28 ottobre 1956: la più grande rimonta nella storia del derby della Lanterna

Un attacco sampdoriano condotto da Eddie Firmani
Quando al 35’ del primo tempo Guido Macor segnò la seconda rete per il Genoa, non si sarebbe probabilmente trovato in tutta Genova tifoso calcistico pronto a scommettere contro il successo del Grifone. Mai nella storia del derby della Lanterna, infatti, era accaduto che una squadra avanti di due gol si facesse raggiungere, figurarsi sorpassare! La sorpresa per quel parziale era tanta: dopo sei giornate di campionato, difatti, la Sampdoria era al comando insieme al Napoli con 9 punti, mentre i rosso-blu occupavano l’ottava posizione, con tre punti in meno, frutto di ben quattro pareggi (tutti curiosamente per 1-1), una vittoria (più di un mese prima in casa dell’Atalanta) ed una sconfitta (a Palermo). Tre pareggi, nelle ultime tre giornate, e tre successi, nelle prime tre, per i blucerchiati, ancora imbattuti, ma a secco di vittorie da quasi un mese. Erano peraltro tre anni che la Samp non riusciva ad imporsi nel derby.
Il gol di Riccardo Carapellese

Quel 28 ottobre 1956, i 50000 del Ferraris provarono il primo fremito dopo nove minuti: rasoterra di Mario Tortul – lo zio di Fabio Capello -, palla che colpisce un palo, poi l’altro, danza sulla linea, finché non arriva Luigi Robotti a spazzare. Ma scampato il pericolo il Genoa prende il comando delle operazioni e, al 18’, anche del punteggio: punizione da destra di Giorgio Dal Monte, Riccardo Carapellese brucia sia Giuseppe Farina che Ugo Rosin – che avrebbe indossato la maglia genoana dieci anni più tardi - e porta avanti i suoi. Gli uomini di Renzo Magli insistono e vengono premiati al minuto 35: lancio di Attilio Frizzi sul quale si fionda rapidissimo Macor per il raddoppio. C’è solo il Genoa in campo, posseduto dal furore agonistico tipico di un derby. Passano tre minuti e il 3-0 sembra inevitabile: Carapellese evita l’uscita di Rosin toccando a Dal Monte; l’attaccante aostano ha lo specchio della porta spalancato, sta per preparare il tiro, quando dal nulla sbuca Farina, che con un prodigioso intervento mette in angolo. E qui, come spesso accade in una partita di calcio, un episodio cambiò completamente il volto dell’incontro. Sul corner la Sampdoria riconquista la sfera e parte al contrattacco; da Ernst Ocwirk – il grande centrocampista della nazionale austriaca, con la quale aveva vinto la medaglia di bronzo ai mondiali due anni prima, ed ex dell’Austria Vienna - a Eddie Firmani – altro giocatore che avrebbe militato successivamente anche nelle fila del Genoa - che deposita alle spalle di Renato Gandolfi – già campione d’Italia col Torino nel ‘49. Si va al riposo sul 2-1: confronto improvvisamente riaperto.
La rete di Firmani
Bastano due minuti nella ripresa ai doriani per trovare il pareggio: punizione di Azeglio Vicini e colpo di testa di Ocwirk, che firma la sua quinta rete in Italia ed un 2-2 fino a pochi minuti prima impensabile. Il Genoa é colpito duramente, ma non vinto. I rosso-blu riprendono ad attaccare, vedendosi negare ancora una volta il gol da un provvidenziale intervento di Farina su una stoccata di Macor. Cattivo presagio, che si trasforma in iella delle più nere al quarto d’ora: mischia su azione d’angolo, palla a Oliviero Conti che calcia di prima intenzione verso la porta: Gandolfi  è sulla traiettoria, ma una deviazione di Benedetto De Angelis lo mette fuori causa. 3-2, ciò che non era mai accaduto nella storia del derby della Lanterna si era verificato nel giro di pochi minuti.
Il colpo di testa vincente di Ernst Ocwirk

Generosamente, ma con scarsa lucidità, il Grifone si lanciò nuovamente all’attacco, porgendo però il fianco alle letali ripartenze blucerchiate. Tante le occasioni fallite dalla compagine di Pietro Rava e Lajos Czeizler, in particolare con Tortul, quel giorno non all’altezza delle sue precedenti apparizioni stagionali. Il minimo scarto ebbe come conseguenza un finale arroventato, in cui soltanto alcuni prodigiosi interventi di Rosin e l’ennesimo salvataggio sulla linea di Farina, impedirono al Genoa di ottenere un pari che non avrebbe certo demeritato.

Fu un successo doppiamente importante per la Sampdoria: innanzitutto perché riportava il derby sulla sponda blucerchiata dopo un’attesa di tre anni; in secondo luogo perché permise ai doriani di volare in testa alla classifica da soli, in virtù del pareggio del Napoli a Padova.
L'autorete di Benedetto De Angelis

Fu un campionato di sofferenza per il Genoa, che solamente all’ultima giornata ottenne la salvezza. La Sampdoria invece, iniziò subito dopo a perdere colpi, con la prima sconfitta stagionale, il turno seguente, a Vicenza, subendo due avvicendamenti in panchina e chiudendo al quinto posto, mai in lotta per lo scudetto.


Ad oggi, in ogni caso, rimane questa l’unica occasione in cui, nel derby di Genova, una squadra sotto di due reti è poi riuscita a vincere.


Il tabellino della partita (fonte calcio-seriea.net):

Sampdoria – Genoa 3-2 (28/10/56, Genova, stadio Luigi Ferraris, 7ª giornata serie A)

Sampdoria: Rosin, Farina, Agostinelli, Martini, Bernasconi, Vicini, Conti, Ocwirk, Firmani, Tortul, Agnoletto. All: Rava

Genoa: Gandolfi, Becattini, Monardi, Robotti, Carlini, De Angelis, Frizzi, Dal Monte, Macor, Abbadie, Carapellese. All: Magli

Arbitro: Orlandini di Roma

Reti: pt 18’ Carapellese, 35’ Macor, 40’ Firmani; st 2’ Ocwirk, 15’ aut. De Angelis


Roberto Pivato

Nessun commento:

Posta un commento