venerdì 28 ottobre 2016

Lezioni di Epic...A: la piccola tragedia del Grande Torino

Il Torino 1945/46
Alla vigilia del 14 luglio 1946, terz’ultima giornata del girone finale dell’estenuante campionato di Divisione Nazionale, il Torino comandava con 18 punti, assieme ai cugini-rivali della Juventus. Il primo titolo di campione d’Italia del dopoguerra sarebbe stata quindi una questione tutta torinese, visto che le più immediate inseguitrici, la coppia milanese Inter-Milan ed il Napoli, seguivano staccate di ben sei lunghezze.

Il calendario prevedeva il doppio confronto Milano-Torino: rosso-neri ospiti della Vecchia Signora, granata in casa dei nero-azzurri. Sarebbe stato il terzo confronto in stagione tra gli uomini di Luigi Ferrero – voluto quell’anno dal presidente Ferruccio Novo - e quelli di Carlo Carcano – uno che alla guida della Juventus di tricolori ne aveva portati a casa ben quattro e che era stato l’immediato predecessore di Pozzo come selezionatore della nazionale -: nel raggruppamento dell’Alta Italia, chiuso al primo posto dal Toro e al secondo dal Biscione, era finita 1-1 all’Arena Civica, 1-0 al Filadelfia. Sulla carta ben maggiori motivazioni dovevano averle gli ospiti (così come al Comunale la Juventus); l’esito della partita avrebbe dimostrato ampiamente il contrario.
L'Inter stagione '45/'46
La partenza dei campioni d’Italia in carica verso il capoluogo menighino nasce subito sotto una cattiva stella: Alfonso Santagiuliana e Pietro Ferraris devono alzare bandiera bianca per problemi fisici. Due assenze assai pesanti nello scacchiere granata. Ma anche in formazione rimaneggiata il Torino sembra poter controllare agevolmente il match: dopo 11’ è infatti Eusebio Castigliano – che risulterà capocannoniere del girone finale con ben 13 centri - a sbloccare il punteggio. Il primo quarto d’ora è tutto di marca granata, ma al 16’, come un fulmine a ciel sereno, viene decretato un rigore per i padroni di casa, in conseguenza di un dubbio mani in area torinista.
Eusebio Castigliano
Della battuta si incarica
Enrico Candiani, che non sbaglia. Il pareggio non scoraggia il Torino, il quale riprende ad attaccare forsennatamente, tuttavia invano. L’Inter – tornata in quella stagione alla sua denominazione originale, liberandosi dell’appellativo “Ambrosiana”, ingiuntogli dal regime fascista - si limita a difendersi come può, ma, incredibilmente, al 40’ trova la seconda rete, ancora con Candiani, che approfitta di una clamorosa incomprensione tra Aldo Ballarin e Valerio Bacigalupo. Tra lo stupore generale all’intervallo i nero-azzurri conducono per 2-1, senza fare praticamente alcuno sforzo. Il Toro può se non altro consolarsi parzialmente con le notizie che arrivano dal Comunale, dove la Juve è bloccata sull’1-1.

La ripresa parte con la più ghiotta delle occasioni per il 2-2: calcio di rigore a favore degli ospiti, Castigliano si presenta sul dischetto, ma spara alle stelle. Trascorrono due minuti e Sergio Piacentini, al momento di rinviare un comodo pallone, si accascia, vittima di una distensione muscolare; della sfera si impossessa Edmondo Fabbri, che spietatamente va a trafiggere Bacigalupo per la terza volta. La fortuna pare aver definitivamente girato le spalle ai campionissimi granata, costretti a recuperare due reti in pratica con un uomo in meno (Piacentini rimane in campo vista l’impossibilità di effettuare sostituzioni, ma viene spostato all’ala, mentre il suo posto di terzino viene preso da Mario Rigamonti).
La prima rete su rigore di Enrico Candiani

Con la forza della disperazione i piemontesi si riversano per l’ennesima volta nella metà campo avversaria, lasciando così ampi spazi agli avanti di casa, i quali ne approfittano e al quarto d’ora portano a quattro il proprio bottino, ancora con Candiani. Poco dopo Giuseppe Grezar ridà un po’ di morale alla truppa di Ferrero, siglando il 2-4, ma è un’illusione. I lombardi vanno a segno altre due volte - col solito Candiani (miglior marcatore stagionale nero-azzurro con 17 reti, unico in grado di mettere a segno un poker contro il Grande Torino) e con Cosimo Muci -, fissando il risultato definitivo sul 6-2. Difficile a memoria d’uomo ricordare l’ultima occasione in cui il Torino aveva incassato sei gol in un colpo solo! Ma Milano sembra davvero stregata per il Toro, che già a fine giugno vi aveva perso contro il Diavolo.

Vittorio Pozzo, dalle colonne de La Stampa, parlerà di «piccola tragedia» per i colori granata (triste anticipazione di quella che sarò davvero una tragedia, nemmeno tre anni più tardi), non profondendosi certo in parole tenere nei confronti dell’undici granata: «Allo stato attuale [] il Torino è semplicemente un insieme di bei giocatori, non è una squadra. Bei solisti, che non fanno un concerto». La situazione è resa ancora più grave dal successo juventino per 3-1 sul Milan, successo che proietta inaspettatamente al comando da sole le Zebre, alla vigilia dello scontro diretto nel derby della Mole.
Enrico Candiani


Ma i solisti granata si faranno (o meglio: torneranno a farsi) orchestra nelle ultime due giornate: vittoria 1-0 sulla Juventus - che permette di arrivare all’ultimo turno a pari punti – e addirittura 9-1 al Pro Livorno, nell’ultimo incontro. Una goleada che tuttavia potrebbe non bastare, qualora i bianco-neri vincessero sul campo di un Napoli senza più nulla da chiedere al torneo. Invece, allo Stadio della Liberazione succede l’imponderabile: i partenopei vanno in vantaggio, Silvio Piola pareggia, ma la compagine di Felice Borel non riesce a trovare il gol vittoria. Termina 1-1, il Filadelfia pare la Scala di Milano. I festeggiamenti per il terzo tricolore granata possono scatenarsi. Con buona pace di Vittorio Pozzo!


Il tabellino della partita (fonte www.enciclopediadelcalcio.it):

Inter – Torino 6-2 (14/07/46, Milano, Arena Civica, 12ª giornata girone finale Divisione Nazionale)

Inter: Franzosi, Marchi, Passalacqua, Cominelli, Milani, Campatelli, Fabbri, Barsanti, Muci, Achilli, Candiani. All: Carcano

Torino: Bacigalupo, Ballarin, Piacentini, Grezar, Maroso, Rigamonti, Ossola, Loik, Gabetto, Mazzola, Castigliano. All: Ferrero

Arbitro: Scorzoni di Bologna

Reti: 11’ Castigliano, 16’ rig. 40’, 60’ e 77’ Candiani, 52’ Fabbri, 67’ Grezar, 85’ Muci


Roberto Pivato

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