venerdì 21 ottobre 2016

Lezioni di Epic...A: Mario Sperone: un esordio col b"otto" sulla panchina della Lazio

Mario Sperone
Mario Sperone al Torino aveva trascorso tutta la carriera, nove anni di onorato servizio culminati con lo scudetto del ’28, il primo nella gloriosa storia dei granata. Al Toro aveva anche iniziato la sua esperienza da allenatore, fin quando, nella stagione 1947/48 aveva vinto il suo secondo tricolore personale, stavolta seduto in panchina e non in campo. Ma la società granata, per il campionato ‘48/’49, gli aveva preferito l’inglese Leslie Lievesley: una scelta che lo aveva lasciato senza incarico, ma che gli avrebbe salvato la vita. Il tecnico di Staveley, infatti, sarebbe perito insieme ad altre trenta persone nella tragedia di Superga.

Mario Sperone rimase senza lavoro pochi mesi. Sulla panchina della Lazio sedeva Orlando Tognotti, arrivato nella seconda parte della stagione precedente al posto dell’austriaco Tony Cargnelli, che passò alla Lucchese contribuendo alla sua salvezza.
Una formazione del Bologna nella stagione '48/'49
Cargnelli era ora alla guida del Bologna, il quale, alla vigilia dell’undicesima giornata, si trovava all’undicesimo posto in 
classifica, imbattuto da ben sette turni. La Lazio, invece, era miseramente ultima, con appena quattro punti e nemmeno una vittoria. Fu a questo punto che Sperone tornò in gioco, subentrando a Tognotti e trovandosi a dover risollevare una situazione molto difficile, a partire dalla sfida proprio contro i felsinei dell’ex Cargnelli (di cui peraltro Sperone era stato vice al Torino nell’annata 1940/41): ironico epilogo del continuo valzer delle panchine.
La formazione della Lazio scesa in campo il 21 novembre 1948
A Roma domenica 21 novembre 1948 splendeva il sole. Un sole che fu in effetti di buon auspicio per la rinascita bianco-celeste e per la prima di Sperone. Le Aquile fin lì avevano realizzato appena sei reti in dieci incontri; in soli 90’ ne avrebbero messi a segno otto! L’incredibile punteggio finale della sfida dello Stadio nazionale, difatti, fu 8-2. Un punteggio difficile, se non impossibile, da spiegare in termini logici: giornata di grazia dell’attacco locale, black out completo della retroguardia ospite, rinnovata fiducia in casa laziale dopo il cambio di allenatore… certo, tutti questi elementi e molti altri possono contribuire a capire un risultato tanto clamoroso e inusuale, ma non a spiegarlo a pieno in termini logici.

Una fase della partita
Il match, in realtà, era rimasto in equilibrio fino a dieci minuti dal termine del primo tempo. I padroni di casa erano subito passati in vantaggio con Aldo Puccinelli – il giocatore col maggior numero di presenze nei campionati con la maglia bianco-celeste -, ma poco dopo Mario Gritti – giunto a Bologna l’anno prima in uno scambio con Ferruccio Valcareggi, passato invece alla Fiorentina - aveva pareggiato. L’uno-due a fine primo tempo probabilmente mise al tappeto la compagine rosso-blu: prima Ferenc Nyers – l’apolide nato in Francia ma di origini ungheresi, fratello minore di un altro celebre calciatore che militò anche in Italia: István Nyers; per lui si trattava della prima realizzazione con la maglia laziale - , poi nuovamente Puccinelli, permisero alla Lazio di andare negli spogliatoi con un tranquillizzante doppio vantaggio.
Aldo Pucinelli

La ripresa fu un calvario per i petroniani. In diciotto minuti, tra il 12’ ed il 30’, gli uomini di Sperone andarono a segno altre cinque volte, due con Romano Penzo (di cui una su rigore) – attaccante veneto già protagonista con le casacche di Fiorentina ed Inter -, due con Mario Magrini (anche lui realizzò un penalty) – alla sua prima doppietta in serie A, nella stagione per lui più prolifica - ed una con capitan Salvador Gualtieri – l’argentino che la stagione seguente, smessi momentaneamente i panni di calciatore, avrebbe vestito quelli di vice dello stesso Sperone – su punizione.

Un Bologna a dir poco frastornato chiude la messe di reti con l’assolo di Corrado Bernicchi, per il quale si trattava della prima marcatura in rosso-blu.
La copertina de "Il calcio illustrato" dedicata al match di Roma

Esordio migliore non ci poteva essere per Sperone; ritorno a Roma peggiore Cargnelli non avrebbe potuto immaginarlo. Fatto sta che fu un risultato illusorio per la Lazio, immischiata nella lotta per non retrocedere; mentre per il Bologna rimase un tracollo isolato, con la squadra che stazionò permanentemente nelle zone medio-alte della classifica.


L’avventura di Mario Sperone alla guida delle Aquile durò tre stagioni, prima di un deludente ritorno sulla panchina del Torino. Il tecnico di Priocca, tuttavia, a Roma sponda bianco-celeste sarebbe stato richiamato per il campionato ‘53/’54: fu un’altra esperienza poco edificante, chiusasi  a marzo con l’esonero.


Il tabellino della partita (fonte: calcio-seriea.net):

Lazio – Bologna 8-2 (21/11/49, Roma, Stadio Nazionale, 11ª giornata serie A)

Lazio: Brandolin, Antonazzi, Piacentini, Todeschini, Gualtieri, Alzani, Puccinelli, Magrini, Penzo, Flamini, Nyers. All: Sperone

Bologna: Vanz, Giovannini, Ballacci, Cingolani, Sarosi, Mezzadri, Cervellati, Tacconi, Cappello, Gritti, Bernicchi. All: Cargnelli

Arbitro: Silvano di Torino

Reti: pt 7’ e 39’ Puccinelli, 23’ Gritti, 36’ Nyers; st 12’ rig. e 30’ Penzo, 23’ Gualtieri, 25’ rig. e 27’ Magrini, 42’ Bernicchi


Roberto Pivato

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