domenica 18 dicembre 2016

Lezioni di Epic...A: Milan - Atalanta, la partita con più gol di sempre della serie A

Il tabellone di San Siro
Milan - Atalanta è la singola partita del massimo campionato col maggior numero di reti segnate. Stiamo parlando dell’incontro del 15 ottobre del 1972 finito con l’incredibile punteggio di 9 - 3. Le 12 segnature finali sono tuttora un primato imbattuto e, sostanzialmente, un’anomalia nel calcio italiano, così spesso schiavo di tatticismi e difensivismi esasperati. Già all’epoca la stampa aveva cercato una spiegazione logica, tecnico-tattica a quel folle risultato. Si dette la colpa alla troppa spregiudicatezza dell’Atalanta, andata a giocarsi la partita a viso aperto sul terreno del ben più quotato Milan. Si tirò anche in ballo la marcatura sbagliata su Gianni Rivera, che in quell’incontro fece faville e realizzò una doppietta. La verità è che un risultato così rotondo sfugge a qualsiasi spiegazione razionale, tanto più se si considera che i rosso-neri di Nereo Rocco (unanimemente considerato catenacciaro) veniva dal 4-0 al Palermo alla prima giornata, ma anche dallo scialbo 0-0 di Terni della domenica precedente, mentre la truppa di Giulio Corsini manteneva l’inviolabilità della propria porta da ben sette incontri (considerando amichevoli, Coppa Italia e campionato). 

Persino il tabellone elettronico di San Siro, ad un certo punto, non riusciva a tenere il conto dei gol che cadevano a grappoli, stando alla testimonianza di Giorgio Gandolfi su La Stampa. Eppure il primo quarto d’ora aveva visto una buona Atalanta, superiore ai padroni di casa per possesso palla e gioco. Tuttavia, al 15’, Pierino Prati dava il via alla sagra del gol e, alla mezz’ora, Alberto Bigon faceva 2-0 di testa da due passi.
Il gol di Prati
Tre minuti e gli orobici riapriva illusoriamente, il match: traversone di Gian Piero Ghio e perfetta incornata di Bruno Divina per il 2-1. Il Milan però, ogniqualvolta entra in area, va a segno. Minuto 35: scambio Chiarugi-Rivera e quest’ultimo batte per la terza volta Pietro Pianta in uscita. Il poker si fa attendere solo 5’: ancora Luciano Chiarugi assist-man, con un pregevole tacco, per la conclusione vincente di Romeo Benetti. Dopo i primi 45’ gli spettatori possono già essere soddisfatti delle cinque reti viste, ma nessuno può immaginarsi cos’ha in serbo la ripresa.

Al 6’ Chiarugi si regala la gioia della realizzazione personale superando Pianta con un preciso piattone mancino. Il numero 11 rosso-nero è scatenato e dopo un minuto scodella a Rivera il pallone del 6-1. Ogni schema è saltato: altri 120 secondi, punizione di Giovanni Pirola per la testa di Ghio che accorcia le distanze.
La rete di Chiarugi
Medesimo copione, interpreti diversi al 10’: Rivera pennella per la testa di Prati che riporta il Diavolo a più cinque. Corsini pone fine all’agonia del proprio portiere (intervistato dirà che tremava come una foglia) ed inserisce il giovane Marcello Grassi. Anche il nuovo estremo difensore non sfugge alla furia degli avanti milanesi e, al 19’, capitola sul tiro ravvicinato di Bigon. A sei dal termine l’Atalanta si toglie la magra soddisfazione di realizzare il terzo centro al Meazza: autore Alberto Carelli con un preciso rasoterra. Immediata la replica di Prati che si regala la tripletta con una punizione dal limite. 9-3, il pubblico grida: «Dieci! Dieci!», ma il direttore di gara, il signor Giunti, ritiene che sia già abbastanza e decreta la fine dell’impensabile goleada. Eppure il decimo sigillo rosso-nero ci sarebbe pure stato, con un gran gol di Rivera, annullato però per un dubbio fuorigioco. Un record di reti tuttora imbattuto e, molto plausibilmente, imbattibile.


Roberto Pivato

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